Napoli Pride: pochi orsi alla luce del sole!

Napoli Pride: pochi orsi alla luce del sole!

Napoli 26 giugno 2010, il Pride nazionale 2010 viene  accolto  con calore dalla città che lo ospita.

Nulla di particolare da segnalare tranne due momenti critici: a inizio Corteo e a metà percorso, dovuti a una sterile protesta contro la deputata del PD Concia.

Eravamo in 150 mila (secondo l’organizzazione 300 mila) e insieme abbiamo sfilato per il centro storico in modo dignitoso e colorato.

 Quest’anno però sembra che il Pride abbia perso quell’alone di provocazione: poche le figure nude, pochi i cartelloni di protesta, molti gli slogan che inneggiavano alla tolleranza, un concetto di tolleranza e convivenza facilmente assimilabile anche dalle menti più chiuse.

 

A differenza di ciò che succede normalmente il popolo LGBT si è accalcato a inizio corteo ad aprire la manifestazione, non facendosi cioè scudo dei carri; tanto che gli ultimi carri del torpedone erano praticamente deserti.

E’ stata una manifestazione di dignità e di speranza, un grido quasi soffocato di gioia, quasi un cercare di dimostrare che non è necessario urlare perché il Pride è tutti i giorni.

Molto carino lo stand di Amnesty International che ha distribuito adesivi da appiccicare sulle magliette,e ricordando che il diritto a una famiglia (articolo 16) vale anche per noi e che nessuno va discriminato (articolo 2). Decisamente graziosa anche la scelta operata per lanciare il messaggio: solo una macchina con le bandiere dell’associazione e dodicimila fumetti adesivi sulle magliette dei simpatizzanti con su scritto “l’amore è un diritto umano”!

A parte questo io come sempre ero alla ricerca di orsi e orsetti da fotografare, ma contrariamente a quello che è sempre avvenuto gli anni scorsi, il popolo Ursino ha disertato l’evento e quei poche che c’erano hanno preferito tenersi a debita distanza, fuggendo la macchina fotografica!

Si sentiva parecchio la mancanza degli orsi a questo Pride. Ho cercato inutilmente lo striscione di Orsi Italiani che ormai da anni segue tutti Gay Pride.

Nonostante lo slogan “Orsi allo scoperto” del carro organizzato da Company, Eagle Club, Subwoofer, Feed the Bears e Bears of Neaples, nessun orso (o pochissimi!)  ha accompagnato il carro che ufficialmente avrebbe dovuto rappresentare la popolazione Bear di tutt’Italia.

 

Una scena alquanto pietosa che nemmeno a Genova (che non possiede di fatto una corposa comunità Bear) si è proposta.

Comincio a pensare che in realtà gli orsi campani (che esistono: lo so per esperienza diretta!) non siano ancora riusciti a superare la fase di accettazione della loro fisicità. Voglio infatti sperare che il motivo di tale defezione non sia la paura di venire allo scoperto!

Napoli è tra le città storiche che più ha mantenuto il collegamento tra la popolazione gay e quella etero, così come è sempre stato in un equilibrio, forse precario ma sicuramente in equilibrio.

Ma molto più probabilmente il problema riguarda semplicemente le associazioni Bear che non riescono più a essere convincenti, tutte prese dalle beghe politiche e partitiche, ridotte solo a sterili processori di soldi.

Dal vostro spossato ed ancora furente Turbolento è tutto!

P.S.: Sono conscio che uscire allo scoperto possa essere difficile, spesso fa paura, ma il silenzio non aiuta a risolve le cose!

Forse io ho avuto la fortuna di vivere in una realtà intelligente e tollerante, supportato da una famiglia che mi sostiene e approva quello che sono e che faccio e questo mi è sempre stato di grande aiuto, ma il triste spettacolo che ho visto dal carro non l’avevo mai visto! Per la prima volta torno a casa triste da un Gay Pride! 

Dopotutto parte della mia forza dipendeva anche dall’appoggio che gente anche sconosciuta ogni anno mi dava almeno per una giornata! 

Questo Pride ha colpito nel profondo. Mi ci vorrà molto tempo per poter ricominciare a credere nella capacità di aggregazione della popolazione bear italiana! Nonostante ciò però, sempre più motivato e pieno di energie, continuerò a essere “Lagente all’Avana di FreeBear”, perché dopotutto non bisogna mai prendersi troppo sul serio!

59200/5

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