Napoli Pride – Intervista a Carlo Cremona

Napoli Pride – Intervista a Carlo Cremona

In vista del prossimo Gay Pride Nazionale che si terrà il 26 Giugno a Napoli, sollecitato dalla redazione di FreeBear, mi sono deciso a intervistare il Presidente di una delle associazioni organizzatrici della manifestazione: Carlo Cremona Di “I ken” Napoli, nonché portavoce ufficiale del Napoli Pride 2010.

i Ken Napoli

 

Accolto nella sede dell’associazione, ho potuto godere della sua ospitalità nonché della sua favella prolissa! (Quanto chiacchiera questo tipo! Per fortuna, così il mio lavoro sarà facilitato!).

Alle domande, semplici e dirette, sono seguiti fiumi di parole tutte di un certo spessore cognitivo, nate da profonde riflessioni generate evidentemente da anni di lotte sociali dell’associazione.

Cercherò quindi di riportare quanto più fedelmente mi è stato detto; non me ne voglia l’amico Carlo se sarò costretto a tagliare qualcosa, cercando pur sempre di non stravolgere i concetti di base.

E ora l’intervista:

 

Napoli Pride 2010

 

T: Perché un Gay Pride a Napoli?
C: Perché no? Perché Napoli è il Sud ed è la terza città d’Italia. Inoltre è il caleidoscopio del meridione, della precarietà di noi ragazzi, ragazze e trans, che sono costretti a emigrare in cerca di autonomia, un futuro e, se ci si allarga in una dimensione europea, in cerca di diritti, della possibilità di innamorarsi, di potersi sposare e adottare bambini.

T: Quindi Napoli come piattaforma sociale del sud?
C: Napoli come volano del sud! Il nostro slogan è, non a caso, “Alla Luce del Sole“. Nel sud infatti il sette-dieci per cento della popolazione omosessuale vive nell’ombra. Solo Napoli conta all’incirca cinquantacinquemila gay e lesbiche, ma solo l’un per cento di questi è visibile secondo i circuiti ufficiali! E come non sono visibili le persone, allo stesso modo non sono visibili neanche i loro valori.

T: Ha valore tenere una manifestazione come il Gay Pride, che è una manifestazione a favore dei diritti umani, lontano dal centro politico che e’ Roma? Non credi che la portata mediatica di un Pride Nazionale a Roma sia maggiore?
C: Credo che un Pride nella Capitale abbia un senso molto importante! L’Italia ha una serie di anomalie: una di queste, abbastanza grave rispetto ad altri Paesi Europei, è quella di avere un associazione nazionale che prevede il tesseramento per l’ingresso nei locali di ricreazione. Questo sistema rende i circoli provinciali molto forti e, a discapito di un’omogeneità sociale, rende necessario portare il Gay Pride in giro per l’Italia.
Un Gay Pride al Sud è l’occasione per parlare non solo dei soliti problemi del Mezzogiorno, o delle grandi opere , ma è anche un’opportunità per far emergere le persone del Sud che sono considerate una sacca di marginalità umana annessa al sistema capitalistico.
Credo che un Gay Pride ci spetti, sopratutto per quei ragazzi e ragazze che guadagnano cinquecento euro al mese e che non possono permettersi il viaggio a Roma, il pernottamento e quant’altro occorra.

T: Quante e quali sono le associazioni che hanno aderito?
C: Le associazioni sono quasi tutte associazioni nazionali e regionali (Campane e non), la segreteria organizzativa è tutta composta da associazioni regionali: Arcygay, Arcilesbica, ATN (tutte di Napoli); c’è una segreteria organizzativa del Pride il cui presidente è Paolo Patané. In più ci sono associazioni Nazionali Arcigay, Arcilesbica, la rete “Facciamo breccia”, il MIT di Bologna, l’AGEDO Nazionale. Insomma, una rete molto vasta e corposa!

T: Ho fatto questa domanda perché, essendo venuto al Napolipride 2009, pur essendo felicissimo dell’evento, mi è sembrato piccolo, ristretto! Dobbiamo aspettarci al stessa cosa anche quest’anno?
C: Mi auguro di no! L’anno scorso, il Gay Pride si è tenuto il 30 Maggio, il 22 feci la convocazione per il Napoli Pride dopo aver costituito un comitato con la CGIL di Napoli e gli studenti! Subito a seguire aderirono Arcilesbica, mentre Arcigay aderì quindici giorni prima dell’evento, per di più con riserva! La manifestazione dell’anno scorso ha risentito della velocità dell’organizzazione e del fatto che il presidente dell’Arci di Napoli, Salvatore Simeoli, non si sentì a suo agio in quella situazione per cui il contributo dato dall’associazione fu commisurato alla perplessità del circolo di Napoli. E’ anche vero che i Gay Pride nelle altre regioni sono più grandi in quanto ci sono più realtà commerciali che investono nell’evento stesso. L’anno scorso è stato fatto un Pride senza il sostegno economico di nessuna realtà commerciale napoletana!

T: Noi di FreeBear, quest’anno siamo parecchio preoccupati, voci di corridoio affermano che nessun gruppo ursino né napoletano né nazionale si sia fatto carico, per svariati motivi, del carro degli orsi!
C: Perché non lo fate voi? Noi preventiviamo dai quindici ai diciotto carri! Il Napoli Pride è la prima manifestazione italiana sostenuta economicamente da un’amministrazione comunale, il sindaco di Napoli è il primo sindaco che finanzia le strutture del pride! Abbiamo un sistema di eventi collaterali che parte il 21 maggio e finisce il 26 giugno, che farà di Napoli una città d’arte, pittura, teatri e via dicendo.

T: Ho visto in questi giorni il percorso che seguirà la manifestazione, un percorso lungo che abbraccia il centro di Napoli. Come mai un giro tanto lungo?
C: Il percorso passa sotto tutti gli organi costituzionali presenti a Napoli e faremo vedere ai nostri ospiti le bellezze presenti nella nostra città, l’isolotto di Megaride, la fontana degli innamorati e un lungo percorso sul mare dove di può vedere il Vesuvio.

T: Il Post Pride di fatto a Bologna si è svolto in un enorme struttura, quello di Genova in una delle prime tendo strutture costruite in Italia. Qual è la location prevista per il Post Napoli Pride?
C: La struttura è l’arenile sito in Bagnoli.

T: Io ci sono stato un paio di volte sia nella parte riservata alle feste Gay che in quella etero, non credi sia troppo piccola per una festa che si presume sarà molto popolata?
C: In quell’occasione anche la zona normalmente adibita a parcheggio verrà messa a disposizione dell’evento quindi non sarà piccola, te l’assicuro!

Detto questo i supporti digitali che mi avevano valorosamente sostenuto fino a questo istante mi abbandonano rovinosamente. Mi trovo quindi, mio malgrado, costretto a terminare l’intervista.

Ringrazio il nostro caro amico Carlo per la disponibilità e l’ospitalità e lo lascio al suo prezioso lavoro.

Un saluto vostro Turbolento e arrivederci a Napoli… alla luce del sole!

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