Napoli Pride, evento ufficiale Ammujna – Continua l’odissea in un mondo Bear inesistente!

Napoli Pride, evento ufficiale Ammujna – Continua l’odissea in un mondo Bear inesistente!

L’evento ufficiale del Pride si è svolto all’Arenile di Bagnoli, uno degli storici locali all’aperto di Napoli. La struttura ampia e in riva al mare era una delle poche (ma non l’unica) a poter ospitare l’enorme massa di persone festanti che si sono riversate dopo la manifestazione.

Nonostante l’Arenile si sia dimostrato in grado di accogliere l’evento senza troppi patimenti, parecchi hanno sofferto per la qualità della musica.

Io sono arrivato intorno all’una all’ingresso dell’Arenile, quindi mi sono perso l’esibizione del tanto acclamato Boy George. Performance non troppo convincente a detta di chi ha avuto la sorte di assistervi!

 

gay pride napoli ammujna

Boy George a parte, sono rimasto letteralmente sconcertato dai 15 euro per il biglietto di ingresso, consumazione esclusa!! Eh sì cari miei, 10 euro per una consumazione alcolica, servita in un bicchiere colmo di ghiaccio e con liquori di pessima qualità!

La mia fase di pietrificazione si è conclusa poi quando ho constatato che all’evento Bear ufficiale del Gay Pride di Napoli non c’era di fatto alcun orso!! Infatti mentre le altre piste erano strapiene, quella riservata a Orsi e Ammiratori era praticamente deserta!

Mi sono ritrovato tristemente a bordo pista, verso l’una circa, con gli amici del Subwoofer e i Bear of Neaples che si trascinavano qua e là. Dopo un po’ vedo arrivare Company/Eagle e, alle due passate, ecco che si vedono i Feed the Bears!

Una domanda sulle tempistiche e sull’organizzazione mi sembra lecita: posso pensare che anche loro fossero sconcertatati dall’affluenza misera degli orsi partenopei, ma (che diamine!) chi organizza o contribuisce all’organizzazione di un evento non dovrebbe forse presentarsi almeno in orario?

C’è poco da dire su come si e’ svolta la serata: tutti rotolavano a bordo pista, o buttati sui divanetti. Anche la Ates Bear era in jokstrap a ballare mezza nuda da sola su un cubetto, che gli ogni tanto gli veniva portato via per permettere al service di mettere a posto delle cose!

Il bordo pista si riempiva solo quando qualcuno si rendeva conto che il bar era deserto e forse era meglio andare a fare la fila lì invece che andare ai bar delle piste più affollate.

Ma la ciliegina sulla torta è che, pur di racimolare qualche bipede danzante, i piatti del Subwoofer sono stati sfiorati per qualche istante dalla starnazzante musica di Lady Gaga. Che scenario inquietante!!

Insomma, credo proprio che qualcosa non abbia funzionato a dovere, qualcosa che non so spiegarmi. Eppure il Subwoofer ha fatto il suo splendido video, i Feed the Bears all’ultimo evento organizzavano un bass per Napoli! Di conseguenza  ne è stata fatta di propaganda!

Che cosa è veramente venuto a mancare?

Che tutti gli orsi si siano rifugiati al Macholato che faceva una serata pride a 12 euro con prima consumazione inclusa?

C’è qualcosa di Marcio in Danimarca?

Qualcuno degli organizzatori non era nemmeno contento della destinazione della pista accordatagli!

Non lo so ma sono furente! Ho pagato 25 euro per una serata in cui volevo piangere e se volevi uscire per un secondo la security ti intimava che non saresti potuto rientrare e avresti dovuto ripagare l’ingresso (altri 15 euro)!

Non me ne vogliano gli amici delle organizzazioni che hanno cercato di fare qualcosa di buono, ma non mi sento veramente di dire nulla. Sono semplicemente senza parole!

Ho anche sentito molte note critiche nelle voci degli organizzatori che fisiologicamente sminuivano la cosa!

Mi duole davvero parecchio ammetterlo, ma la mia partenopeicità è proprio scesa al minimo storico. In una regione dove la crisi fa da padrona, invece di calmierare i prezzi sono state sparate le ultime cartucce “all’italiana” all’insegna di una misera speculazione volta a spennare il turista senza offrigli in cambio il benché minimo servizio!

A buon intenditore (anzi in questo caso direi imprenditore!) poche parole!

Nota personale dell’Autore: non sono arrabbiato con gli amici del Subwoofeer, del Company, né con i Feed the Bears. Credo che anch’essi siano stati raggirati, o non sapevano bene a cosa sarebbero andati in contro. O magari c’è stata solo un po’ troppa superficialità…

Dal vostro Turbolento

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