Italiano? Boh… grazie!

Italiano? Boh… grazie!

Un bell’inizio anno direi, in questa assurda atmosfera di “attenti al frocio”, coronata anche da chicche parlamentari che in altri Paesi Europei verrebbero senza indugio interpretate come bordate ai diritti umani! Qui invece passano come battute di spirito da raccontare in metropolitana.

Mi riferisco ovviamente alla recente dichiarazione del presidente del gruppo della Lega che, commentando con piacere la bocciatura parlamentare della mozione a favore della cancellazione (da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, si è espresso definendo il risultato positivo (per il suo schieramento) come un “Colpo di culo”. Quelle finesse!

Ma vogliamo invece citare l’episodio del Festival di Sanremo, di Povia, e della sua taumaturgica canzone “Luca era gay”, cura subliminale per uscire dal tremendo gorgo dell’omosessualità?

In effetti no: non ne voglio parlare, perché lo stanno già facendo in troppi. Persino su FaceBook ci sono gruppi che inneggiano alla lapidazione del cantautore voltagabbana!

Vorrei invece spendere due parole sull’esclusione della canzone di Agliardi dal concorso canoro italiano per eccellenza. “Perfetti”, ecco come si intitola la canzone, racconta l’amore consapevole fra due uomini, in maniera romanzata ed estremamente pulita.

Il pezzo (potete ascoltarlo cliccando sul collegamento) è in puro stile Sanremo, quindi fatto per piacere ed essere orecchiabile. La parte più forte della canzone è rappresentata dal passaggio da Do minore a Re bemolle settima : - ). Nulla di volgare quindi, nessuna allusione, niente invettive: solo una banale canzoncina da Sanremo che parla di due gay depressi (che noia! N.d.R.). Punto e basta.

Ebbene è stata esclusa dal concorso, in modo del tutto simile (fate mente locale per piacere!) al taglio della proiezione di “Brokeback Mountain”, operato dalla RAI qualche tempo addietro.

Ora mi domando: perché ci abbassiamo ad accettare simili censure, quando invece negli anni ’70, in prima serata sulle reti nazionali (!!), si poteva assistere alle esibizioni di una Raffaella Carrà che cantava “Com’è bello far l’amore da Trieste in giù” che suona più o meno come “Mi diverto un casino a darla via un po’ a tutti, dalla Sicilia alla Valle D’Aosta”??

Amo l’Italia e sono fiero di essere Italiano, ma questi eventi attentano fortemente al mio orgoglio Italico e mi obbligano a pormi domande del tipo: “Ma che ci faccio ancora qua?”.

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