IMM 2010: back to basics

IMM 2010: back to basics

Non desta sorprese il fatto che il salone internazionale del mobile di Colonia 2010 sia apparso nell’insieme più sobrio, misurato, essenziale.

L’evento, che quest’anno ha avuto una durata di un giorno più breve senza veder diminuire pubblico o volume d’affari, ha confermato in tal modo la sua capacità di catturare e rispecchiare in maniera fedele lo Zeitgeist senza l’enfasi talvolta eccessiva del palcoscenico milanese.

La crisi che ha investito l’economia nei mesi passati è sembrata tradursi in una riflessione globale sui materiali, le tecniche e la sostenibilità della produzione, presente tanto nelle collezioni dei maggiori espositori, quanto nei progetti dei giovani designer e delle scuole di design che hanno partecipato alla manifestazione.

salone internazionale del mobile 2010 Colonia

La nuova percezione dei valori e del rapporto con il mondo sembra così aver dato luogo ad un nuovo modo di organizzare e gestire lo spazio.

Notevole è stato il senso del fluire dello spazio stesso, ben presentato dal nuovo concetto esposto nel padiglione 3: da uno spazio compartimentato, di separazione si passa ad uno spazio comune ed intimo, dove le frontiere tra la stanza da letto e la sala da bagno svaniscono.

Non si è rinunciato al lusso, ma si è preferito investire in qualcosa di solido e di durevole, come il legno pregiato. Paradigmatica in questo senso la realizzazione dello studio Piano per R 1920, impressionante tavolo realizzato in un solo pezzo, che da una parte unisce i commensali, d’altra parte li interpella, presentando nella sua massiccia concretezza l’opera della natura.

Altri accenti sono apparsi qua e la, come la bellissima table basse multistrato in forma organic di ligne roset.

Il solido, il sicuro quindi, lontano dagli eccessi del passato (persino Bretz è sembrato, se altrettanto onirico, meno bombastico), ma anche l’innovativo, per quanto riguarda le soluzioni modulari come il lounge chain di Ei GmbH, o altre inedite soluzioni d’illuminazione LED o per lo stoccaggio dei libri.

Il poetico non è venuto meno. Questo è emerso soprattutto nei progetti delle accademie di design e dei giovani partecipanti al premio di design. Ha preso accenti nostalgici, invitanti al sogno, come il letto in fieno della “Art Future” Design School di St. Petersburg, o la sedia a dondolo realizzata in materiali industriali dello studio Joon & Jung, capace però di imitare il rumore del mare per un pubblico urbano ormai lontano dalla natura.

salone internazionele del mobile 2010 Colonia

È apparso più urgente, inquietante, nelle forme del gigantesco scontrino interattivo della HAWK Hildesheim, che ricordava come ogni azione abbia il suo costo o dell’igloo in scatole Ikea  dell’accademia di Garmisch Partenkirschen, che, immerso nella sua luce azzurrognola, sottolineava l’importanza del riciclaggio e del risparmio delle risorse in un mondo che rischia il disastro climatico.

Inserendosi così ad hoc nel contesto attuale l’IMM si chiude con un discreto successo per gli organizzatori, gli espositori e il pubblico, gettando così le basi per il suo prossimo sviluppo e preconizzando forse anche una strategia pragmatica adatta a questo periodo di post crisi, fondata sull’attenzione al mondo che ci circonda e sulla valorizzazione del concreto.

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