Happy Bearthday King – Resoconto Post-Party del 25 aprile 2009 all’Assab One

Happy Bearthday King – Resoconto Post-Party del 25 aprile 2009 all’Assab One

Ho volutamente atteso che si placassero gli animi, prima di accingermi a descrivere l’evento del 25 aprile scorso, che ha visto come protagonista il King Bar di Milano o, per essere più precisi, il suo primo compleanno.

E’ curioso: anche se questa volta non c’eravamo ancora espressi sulla serata, i veleni e le borsettate (come ha simpaticamente rimarcato qualcuno nei commenti) si sono susseguiti come scariche diarroiche da Escherichia Coli!

Produrrò quindi un piccolo resoconto Post-Party con le mie personalissime opinioni che, tranne in qualche evidente frangente, saranno il più oggettivo possibile.

L’evento Bear cui mi riferisco ha avuto, sin dall’inizio, tutte le carte in regola per essere un grande successo. E così è stato: centinaia di persone, orsi e cacciatori, accorse da tutta Italia; ma anche qualche straniero, trascinato forse dalla scia del gruppo Catalano dei Barbazul che si è esibito nel corso della serata sul palco osceno dell’Assab One.

Ma cominciamo dalla “Location” (odio questo termine, ma pare che non se ne possa più fare a meno: pena l’incomunicabilità!). L’Assab One è una ex fabbrica che viene oggi affittata per mostre, installazioni, feste e via dicendo.

Come si può immaginare, il posto è davvero molto grande ed è capace di ospitare parecchie persone. E’ stata una mossa vincente quella di utilizzarlo per l’occasione: non riesco altrimenti a immaginare tutte quelle persone stipate in un locale come il King!

Insomma bel posto, ma devo purtroppo dar ragione a chi esprime delle perplessità riguardo la sicurezza e lo stato generale della struttura.

E non ero affatto in preda ai fumi dell’alcol, come scrive qualcuno nei commenti, quando ho visto i muri scrostati, le lamiere vertiginosamente in equilibrio precario sulle teste degli avventori e la scala da brivido che conduceva alle toilette (anche volendo, il mio Coca e Rum Omeopatico non avrebbe in nessun modo potuto offuscare il mio stato psico-fisico)!

Mi domando: ma nessuno ha alzato lo sguardo al di sopra delle teste della gente? Forse che cotanta trippa ha distolto l’attenzione dalla Gestalt del luogo ove si stavano svolgendo gli eventi? Tira a tal punto un pelo di orso da offuscare la percezione dello spazio circostante?

Detto questo, passiamo oltre.

Ingresso: quindici euro, dodici in lista. Per la serie: mi inviti al tuo compleanno e mi fai pagare l’ingresso!? E neanche una cifra simbolica, per giunta! La chiami festa, ma alla fine non è altro che un’estensione a pagamento del tuo bar!?

E poi: nessun controllo tessere Arcigay; nessuno scontrino fiscale; nessun tagliando SIAE… tutto in nero? Ma le notiamo solo noi ‘ste cose?

Vabbè…

Concerto dei Barbazul: carini, simpatici e tengono bene il palco. Però, a mio modesto avviso, l’arte della musica è tutt’altra cosa! Mi spiace, ma non ci siamo proprio!

Il resto della serata si è svolto gomito a gomito con un sacco di gente… ma davvero tanta (forse troppa!), come difficilmente si riesce a vedere a Milano! Tanta musica, tanti orsi, tanti cacciatori e altri esponenti del genere ursino.

Vorrei infine rispondere a chi, nei commenti, ha invitato le persone che si sono permesse di criticare la serata a organizzare eventi in maniera migliore.

Ricordate che i nostri lettori e noi di FreeBear siamo i clienti e, in quanto tali, abbiamo tutto il diritto di esprimere le nostre opinioni, positive o negative che siano.

Chi organizza queste serate si espone immancabilmente a ogni tipo di critica, positiva o negativa, sempre in virtù della libertà di parola sancita dalla nostra Costituzione.

E non si fa una gran bella figura replicando “Organizzatela voi una festa migliore!”. E’ come se, dopo aver mangiato al ristorante, esprimessi il mio giudizio negativo al proprietario e questi mi rispondesse: “Aprilo tu un ristorante migliore!”.

Noi scriviamo su FreeBear. Chiunque può giudicare il nostro operato. E’ stata una nostra scelta, ci siamo messi in gioco e abbiamo quindi il dovere di accettare le critiche dei lettori.

Allo stesso modo, chi organizza ritrovi Bear deve purtroppo accettare tutti i commenti dei partecipanti!

Questo è quanto.

Sayonara!

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