Genova Pride 2009 – L’italia che fa la differenza

Genova Pride 2009 – L’italia che fa la differenza

Ogni volta che partecipo a un gay pride, ci vado psicologicamente preparato a manifestare per i diritti degli omosessuali e per altre nobili ragioni.

Poi, quando mi trovo nel luogo ove si svolge la parata, succede una cosa strana (o almeno la consideravo tale sino a poco tempo fa): vengo travolto dal turbinio degli eventi, mi sale l’adrenalina in corpo e, quasi in preda a una sorta di estasi incontenibile (ma chi la vuole contenere, eccheddiàmine!), comincio a ballare senza sosta al ritmo incalzante della musica letteralmente sparata dai carri, a volumi che definirei irriverenti per l’orecchio umano! E salto per tutto il tempo della parata come un indemoniato durante i riti tribali!

Freebear genova pride 2009

Ovviamente anche ‘sta volta non mi sono smentito! Saranno stati la gioia, i colori, il fiume di persone (duecentomila) che sfilavano nel Capoluogo ligure in mezzo agli spettatori che applaudivano e salutavano dal bordo della strada… sarà stato l’insieme di questi elementi che, sommandosi, mi hanno fatto vivere oltre quattro ore di puro delirio fuori da ogni schema logico!

Ecco: questo è stato il Gay Pride. Non la baracconata che dicono. Non la festa del lustrino e del perizoma borchiato, ma un momento di unità e fratellanza nel quale ci si sente è vicini gli uni agli altri, in una cornice davvero spettacolare!

Che si svolga a Milano, a Roma o chissà dove… resta sempre una bellissima manifestazione sui diritti umani, talmente carica di energia che la senti vibrare nell’aria!

Unica nota, volutamente polemica, va alle organizzazioni dei Gay Pride di quest’anno. Secondo il mio personale parere, a un Pride nazionale dovrebbero partecipare almeno due milioni di persone e non duecentomila!

Purtroppo le passate scaramucce intercorse fra alcuni organizzatori hanno provocato una dispersione di partecipanti e questo, oltre a non fare onore a nessuno (anzi, il contrario semmai!), ha avuto come effetto finale quello di farci apparire divisi.

Non dovevamo forse essere tutti uniti e lottare per i diritti comuni? Che senso hanno queste prese di posizione?

Ma torniamo a noi.

Il riassunto della giornata di sabato è già stato scritto in tempi record dal nostro sempre più attivo Danilo in arte Turbolento, che ormai è diventato l’orsetto immagine di FreeBear (adesso non ti montare la testa perché ti ho fatto i complimenti! N.d.A.). L’articolo verrà pubblicato quanto prima!

Invece per quanto riguarda le fotografie, troverete la più significative fra pochissimo! Dateci solo un po’ di tempo per prepararle. Stesso discorso per i filmati.

Che altro?

Grazie agli infaticabili colleghi di FreeBear che, sfidando il caldo e la stanchezza (più di quattro ore di sfilata pesano!!), hanno scattato raffiche di fotografie e girato filmati agli orsi (e non solo!), animando in pieno spirito FreeBear questo già vivace momento. E’ stato bellissimo partecipare al Pride di Genova con voi! : - )

Un ringraziamento speciale va al gruppo "Feed the Bears" per la pazienza e l’ospitalità che ci hanno offerto a bordo del loro carro. Questi ragazzi ci hanno permesso di lanciare sulla folla i 35.000 volantini di Progetto IST Onlus, sponsorizzati anche da FreeBear e dai più famosi locali gay italiani: Company Club, Macho Lato e One Way.

Gattosalsiccia stanchino… ma che per gli orsi farebbe questo e altro (!)

 

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