El toro y el oso

El toro y el oso

Tra le mete spagnole sulle tracce degli orsi siamo giunti a Siviglia. La città andalusa che risente della vicinanza dell’Africa, non solo per le splendide architetture che riescono a fondere il gotico con le note tipicamente nord africane dell’arte araba (da visitare assolutamente la Cattedrale e la “Real Acazar”, residenza estiva dei monarchi iberici), ma che dell’Africa ha anche le temperature. In quattro giorni di permanenza sivigliana il termometro non è mai sceso sotto i 35 gradi.

Il problema temperatura è da tenere in considerazione se decidete di andare a Siviglia e siete orsi, o se il vostro compagno è orso. I plantigradi, per loro natura, non amano le temperature elevate, che poco si addicono al loro manto peloso e allo (spesso considerevole) strato di adipe protettivo, tipico della specie.

Frequenti e abbondanti docce trasformeranno le vostre calde passeggiate per le vie di Siviglia in una specie di “Via Crucis dell’acqua e sapone”, seguita ovviamente da un notevole consumo di acqua a uso alimentare, necessaria per reintegrare le scorte del povero orso disidratato.

Anche la sangria è un ottimo “reintegratore”, ma visto i costi e gli effetti dell’alcool a queste temperature, è meglio limitarne l’uso alle ore più fresche.

La qualità degli alberghi e delle pensioni, risulta a prima vista molto più che discreta. Pensioni con una’unica stella offrono aria condizionata e condizioni igieniche ed estetiche di tutto rispetto. Tuttavia verificate sempre i presupposti base, con descrizioni e immagini, della stanza che andrete a prenotare.

L’alimentazione andalusa non spicca per leggerezza e sobrietà. I piatti tipici sono spesso annegati in ettolitri di “Aceite de oliva” (olio d’oliva), e ahimé troppo spesso i bar e i ristoranti si sono adattati alla cucina internazionale, con vere e proprie “Debacle” di gusto e qualità.

Non fermatevi quindi al centro della città, che è piena di ristoranti pro turista, ma addentratevi nelle zone limitrofe e scoprite i piccoli bar, quelli veri, dove gustare meravigliose “Tapas” di sublimi formaggi e salumi della zona, magari serviti su un pezzo di carta oleata (e non su ceramica): un completo delirio per le papille gustative, soprattutto se accompagnerete il tutto con un ottimo calice di Jerez, un vino capace di inebriare i sensi con incredibili profumi e armonie di gusto.

In ultimo segnalo i tre locali della città che principalmente ospitano gli amici orsi, dei quali però parleremo più approfonditamente in articoli dedicati: si tratta de “El hombre y el oso”, il “Man to man”, e infine la discoteca “”Itaca”.

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