Duecentomila arcobaleni in marcia – Eran 200, erano giovani e forti e… sono tutti finocchi!

Duecentomila arcobaleni in marcia – Eran 200, erano giovani e forti e… sono tutti finocchi!

Ebbene si! Eravamo 200 mila secondo l’organizzazione del Genova Pride! Un’enorme massa di anime festose e colorate, pronte come un solo uomo a rivendicare i propri diritti!

Una volta tanto il Pride non si è mostrato come una carnevalata, ma ha preso le sembianze di un contenitore ricco d’idee, immagini e soprattutto di pensieri!

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Non riusciamo più a contenere la sua esuberanza…

I Genovesi, tipicamente restii, hanno saputo accogliere lo “straniero” abbracciandolo con calore: l’hanno dimostrato miriadi di macchine fotografiche a bordo strada e soprattutto una simpatica signorina di una focacceria da cui ci siamo rifocillati!

I carri come al solito sono stati tanti e tutti, a loro modo, hanno portato il proprio messaggio. Primo fra tutti quello di apertura: “In direzione ostinata e contraria”, seguito dal trenino delle famiglie arcobaleno e dall’ Agedo (se mi permettete una nota personale, io li reputo “i mie ostinati e adorabili eroi”) e dietro a seguire tutti gli altri !
Ripeto: finalmente un Pride dove il concetto di rivendicazione è passato per primo, cedendo il passo alla provocazione e ai festeggiamenti che ugualmente hanno animato il corteo, dopotutto è anche la festa dell’orgoglio GAY.

Missione della redazione è stata la spasmodica ricerca dell’Orso da Pride! Per fortuna, almeno questa volta non ero da solo, ma c’erano tutti al gran completo!

Non sono a conoscenza di quanti scatti siano stati fatti, ma le macchine fotografiche erano cinque, più due telecamere utilizzate con sapienza sia per trovare “l’orso da pride” che per documentare la manifestazione, la quale si è svolta senza troppi intoppi, a parte purtroppo il collasso di una trans precipitata dal suo carro e prontamente riattoppata.

In realtà non so se siamo riusciti a trovare “l’Orso da pride”, questa mitica figura irsuta e spensierata, l’esperto in questione non si è ancora pronunciato e io ero troppo distratto e impegnato a lanciare volantini! Sono il più piccolo e il più bello della redazione fatemi divertire ogni tanto e non fatemi sempre lavorare!

Appuntamento al Pride Nazionale Italiano dell’anno prossimo, dal vostro distrutto e assonnato Turbolento è tutto!

N.B.: Sono sveglio da oltre 27 ore consecutive, mentre gli altri mi hanno abbandonato solo soletto a Genova!

Nota della Redazione: il qui presente Turbolento, detto anche Turboslave, non è stato affatto abbandonato, ma è stato lasciato alla stazione di Genova in compagnia dei suoi Bear Sitter (i G&g) in buone condizioni di salute e con tutti i generi di prima necessità: ossia una ciotola d’acqua, un trancio di focaccia di Recco e della sabbietta per i bisogni. Ricorda: non abbandonare l’Orso! Se abbandoni l’Orso, la bestia sei tu!

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