Stanco, sudato, affamato e non ancora abbandonato dalla redazione (vi odierò per sempre! - N.d.A.) (Non è vero! Tu ci adori e per questo noi ti abbiamo adottato in quanto tenero e dolce orsetto, quindi zitta e lavora!! - N.d.R.), ma in compagnia dei cari G&G (Luigi e Luigi - N.d.R.) e del loro preziosissimo iPhone 3Gs, mi sono recato per la prima volta nella mia vita in una sauna gay.
Sinceramente l’idea di andarmi a docciare in un diurno non mi ispirava e se proprio dovevo soffrire, ho preferito farlo per il bene della causa comune di FreeBear!
Essendo in possesso di un’Arci-Carta, ho avuto la bella pensata di sfruttarla: dopo tutto costa “solo”15 euro all’anno, quindi meglio ammortizzare. La ricerca di una sauna con Google sul fantastico iPhone ha dato il seguente risultato: GENOVA AQUA CLUB - Sauna e Cruising Bar - Salita Salvatore Viale 15r, Genova.

Appurate le distanze ci siamo quindi incamminati verso il suddetto luogo.
Sinceramente abbiamo faticato non poco per trovarlo, anche perché la Sauna in questione, come quasi tutte in Italia, è sprovvista di insegna, mentre l’Iphone del G-slim (Luigi magro - N.d.R.) si è perso più di una volta nei sali e scendi dell’intricata rete urbana di Genova.
Alla fine siamo comunque riusciti a giungere a destinazione.
L’ingresso dell’Aqua Club è molto simile a una reception di un albergo. Mostrata la tessera e pagati 10 euro, il tizio alla cassa ci consegna asciugamani e infradito nonché la chiave dell’armadietto.
Appena entrati si viene avvolti da un ambiente un po’ chic e, dopo aver percorso un breve corridoio, ci si ritrova al bar dove, sorpresa delle sorprese, si può partecipare all’happy hour.
Quindi con asciugamano in vita e pettorali in esposizione puoi gustare: tagliata di formaggi, focaccia e salame (non siate mal pensanti era vero salame!).
Dal bar si accede sia ai due camerini semi oscuri, in uno dei quali è presente uno schermo ultra piatto proiettante uomini che si ingroppano, sia alla zona relax, fornita di docce, vasca idromassaggio da quattro posti, sauna secca e umida. Quest’ultima aveva uno strano effetto sulle parti basse dei partecipanti (forse l’umidità e l’oscurità eccitano in modo particolare gli uomini... chissà!).
L’acqua della vasca idromassaggio aveva un aspetto iper clorato e l’odore ne è stata la controprova (mai e poi mai avrei permesso alla mia neo abbronzatura da Pride di sbiadire a causa del cloro!).
Superata l’area relax si entra nell’area cruising vera e propria.
In conclusione l’ambiente non è male, forse un po’ piccolo ma pulito o per lo meno disinfettato, (vedi idromassaggio)!
PS: Nota personale: gli unici forniti di pelo eravamo i G&G e il sottoscritto, tanto da ispirare curiose domande sulla nostra razza!
Riferirò invece quello che mi è saltato all’occhio durante una domenica pomeriggio trascorsa nella suddetta oasi di pace e relax, letteralmente immersi in un ambiente ben rappresentato in fatto di ciccia e peli.

Evidentemente agli Italiani piace la situazione attuale e, di conseguenza, per recarsi alla Black Sauna bisogna necessariamente raggiungere la periferia della città di Bologna.
L’ingresso domenicale è di sedici euro a testa. Ci viene chiesta la stramaledetta Tessera Arcigay e il numero di ciabatte.
Subito noto un simpatico avventore che entra con una un po’ meno simpatica sigaretta accesa e, dirigendosi verso quelli che poi scopriremo essere gli spogliatoi, persevera nell’atto sempre meno simpatico di mantenere acceso quel puzzolente strumento di inutile autolesionismo.
Storco il naso e mi vien voglia di far notare l’accaduto al ragazzo della “Reception”, ma riesco infine a reprimere il mio slancio di senso civico e mi dirigo verso gli spogliatoi.
Privatomi dei vestiti, m’incammino in un giro perlustrativo verso i servizi igienici... che di igienico, in tutta sincerità, avevano ben poco: uno dei due rubinetti non funzionava, uno dei due lavandini era schifosamente intasato e il cesso vero e proprio faceva onore al sostantivo che ho volutamente utilizzato.

A quanto pare, nella appena descritta area è possibile fumare semplicemente sbattendosene dei numerosi divieti, ben distribuiti in tutto il locale. Sembra inoltre che sia buon costume far razzolare il cane dei gestori per il bar, fregandosene altamente delle regole igieniche e, non ultimo, dell’ASL di competenza.

Il bagno turco viene in effetti usato come se all’ingresso ci fosse un cartello con la scritta “Sala Pompini”, mentre la sauna secca è stata scambiata per una comoda alternativa all’asciugamano dopo una doccia. L’effetto è quello di una dark room molto umida nel primo caso; mentre nel secondo esempio si assiste a un continuo apri e chiudi della porta, che provoca l’abbassamento della temperatura interna a valori ridicoli.
Dark room e camerini si trovano tra i malsani miasmi emanati dal piano sottostante... oppure è l’umanità poco lavata a produrre gli imbarazzanti effluvi che pervadono lo scopatoio interrato?
Sta di fatto che sarebbe gradito un servizio di pulizia continuo al fine di evitare simili spiacevoli situazioni, quanto meno durante le ore di maggior affluenza.
Nel complesso è un posto interessante, piacevole e ben frequentato da Bear e Chaser, ma nello stesso tempo sporco e mal tenuto. Un luogo, come tanti altri, dove le più comuni regole non vengono fatte rispettare.
Desolato Gattosalsiccia
Black Sauna
Via del Tipografo, 2
40138 Bologna
www.blacksauna.com

Purtroppo siamo arrivati durante un "tutto esaurito", riferito soprattutto al simpatico ragazzuolo, presente all'ingresso, che si faceva bellamente i cazzacci suoi e, a un nostro "Scusa (ciao con la manina)... possiamo entrare?", ci rispose un'arci-scocciato "Secondo tè (notare la E aperta alla milanese) facevo (congiuntivo: questo sconosciuto) le parole crociate se dentro non era (originale consecutio temporum) tutto pieno?".
A causa del piccolo inconveniente posso semplicemente basarmi sui ricordi di tempo addietro: ossia che i camerini sono puliti, l'idromassaggio è una specie di tinozza all'interno della quale sobbolle una simpatica bouillabaisse di orsi, i bagni sono normalmente puliti, la sling dovrebbe trovarsi sempre al secondo piano, il piccolo cinema porno proietta sempre film porno (strano, vero?) e la domenica i camerini del Flexo e quelli della sauna vengono messi in comunicazione.
Per altri dettagli attendete fiduciosi un nostro futuro sopralluogo, magari quando farà un po' più fresco

Vote FreeBear!!
Questo è quanto pensiamo della sauna Royal Hammam di Milano, dirimpettaia della discoteca Binario Uno, a due passi dalla stazione di Milano Lambrate:
Molto comoda da raggiungere anche con i mezzi pubblici. L’ingresso costa quindici euro ed è previsto anche un abbonamento.
L’ambiente è ampio, con un bar che serve anche piatti caldi, una grossa vasca per l’idromassaggio, una piscina con acqua fredda nella quale è possibile fare due bracciate, due saune, un bagno turco e gli immancabili camerini “relax”… o, per meglio intenderci, lo scopatoio.
Ciò che colpisce in misura maggiore è l’incoerenza tra il voler creare un luogo tutto sommato piacevole e la quasi totale negligenza nella cura dei particolari. Mi riferisco all’indescrivibile sporcizia delle toilette, alla mancanza di carta igienica, di sapone e all’odore nauseabondo presente anche a poche ore dall’apertura. Per non parlare dello stato in cui si trovano i camerini.
Questi ultimi sono angusti e davvero poco capienti. Mi meraviglio inoltre che abbiano dato l’autorizzazione all’apertura di un locale zeppo di spigoli vivi ad altezza tempia!!
Per il resto la sauna è frequentata principalmente da altezzose e sculettanti reginette che vi delizieranno con la loro ininterrotta sfilata. Cosa, quest’ultima, molto irritante soprattutto durante un bagno di vapore che preveda, per sua natura, la saturazione dell’ambiente circostante, resa impossibile dalle continue aperture e chiusure delle porte. Stesso discorso dicasi per la sauna secca.
Insomma, di orsi se ne vedono pochi, ma è l’unico posto dove si possa fare, sfilate permettendo, una sauna decente.





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