Di ritorno dalla serata ippodromica milanese che ha visto protagonista l'evento Galaktica, organizzato (ricordiamo) dal King bar di Milano, mi accingo ora a deliziare i nostri cari lettori con il resoconto di ciò che abbiamo vissuto in prima persona.
Giungiamo all'equinodromo meneghino a mezzanotte e mezza circa. Qualche imprecazione segue la visione della coda chilometrica che attacca l’ingresso su tre fronti.

Parte della coda all'entrata dell'ippodromo
Meglio lasciar defluire un po' la folla e prenderci qualcosa da bere al chiringuito lì di fronte. Un vodka sour e un mojito da passeggio per far passare un po’ di tempo e renderci più socievoli.
Ingurgitato il nostro alcol medicinale misto ad acqua piovana, ci rendiamo conto che è l'una di notte ed è giunto il momento di fare il nostro ingresso in pompa (...) magna (!).
Varchiamo i cancelli.
Siamo in lista.
Ci avviciniamo al botteghino.
Veniamo invitati a depositare quindici euro.
Ci danno due tagliandi consumazione.
...
Pausa
...
Pausa
...
Pausa
...
Gli occhi dell’uomo-botteghino incrociano fulminei il nostro sguardo.
Il suo kernel e in fase pre-panico.
Movimenti sconnessi, tachicardia, sudori freddi... schermata blu
\< BOTTEGUINO MAN - MODALITA’ PANICO ON>
L’uomo biglietto si attiva per sbloccare il crash di sistema ma, mentre avvia il processo “prendi blocchetto ricevute n°1”, un comando dell’amministratore di sistema ingaggia dal fianco sinistro una mano (grazie mano!) che gli passa due ricevute precompilate, bi-timbrate e numerate.
Consegna ricevute.
Riavvio sistema.
< BOTTEGUINO MAN - MODALITA’ PANICO OFF>

Le due ricevute premio
Raccolgo il cartaceo e mi metto in disparte. Osservo curioso come un primate alla disperata ricerca di sé stesso, nella triste consapevolezza della sua mancata o ritardata evoluzione...
Nei cinque minuti in cui ho stazionato come un David di Donatello al fianco del guichet sparabiglietti non sono state staccate altre ricevute, oltre alle nostre due.
Mi viene un dubbio. Un atroce dubbio. Tiro fuori dalla tasca il mio teschio amletico portatile e osservo le due ricevute che sono, nell'ordine, la numero 1 e la numero 2.
Com’è possibile? Il locale è praticamente pieno! Ah è vero: forse è il solito trattamento di favore riservato ai VIB (Very Important Bears)!
Felici e onorati da cotanta premura ci avviamo verso la dancetteria.
Veniamo avviluppati da una virile maskio-music a base di Carrà e di Prohibida, suonata dal Dj importato.
Domanda: era proprio necessario pagare un Dj straniero per ascoltare la Raffa Nazionale?
Risposta: proseguiamo il nostro giro esplorativo per il cavallodromo trasformato in un vero Bearordromo.
Effettivamente Orsi, Cacciatori e Ammiratori non mancano affatto anzi, durante la serata, abbiamo incontrato moltissimi fra amici e conoscenti che non sentivamo ormai da parecchi anni.
Durante le conversazioni con gli Orsi e i Cacciatori presenti alla festa, sono stati molti i particolari della serata portati alla nostra attenzione. Il primo in assoluto è stato il simpatico giochetto del costo di ingresso: a seconda di particolari a noi misconosciuti, il prezzo del biglietto oscillava dai tredici ai venti euro, lista o non lista (questo è il problema - ripongo definitivamente in saccoccia il mio mini teschietto amletico).
Tuttavia una cosa è chiara: solo noi di FreeBear abbiamo vinto ben due ricevute.
La location è sicuramente interessante: molto scenografica e ariosa. Non la solita discoteca in cui ci si ritrova con tonnellate di carne pressata che ti spingono da tutti i lati, ma un luogo all’aperto dove poter anche passeggiare e parlare con la gente.
Una volta tanto, oltre all’odore di Orsi, si sentiva pure quello dei cavalli.
Piccolo appunto sul concerto live della Prohibida: stendiamo un pelo vietoso... che è meglio! La musica spagnola non tira proprio in Italia! Sorry! A compensazione di questo, apprezzo molto la pazienza e la cortesia con la quale il travestito spagnolo ha intrattenuto il pubblico al termine dal concerto.
Dopo la performance live spagnola la musica ha ripreso con ritmi decisamente più serrati e adatti alla serata, anche se con qualche problema audio.
Verso le tre e mezza, appurato che le nostre due rarissime ricevute (premio) non erano motivo di plusvalore, ci siamo diretti verso l’uscita, rigorosamente NON salutati dagli organizzatori.
Epilogo: serata gradevole come poche se ne vedono nella nostra città, segnata solo da un’organizzazione un po’ maldestra all’ingresso. Tuttavia, come purtroppo spesso accade nel nostro Paese, si sta più attenti alla forma che alla sostanza, ponendo in secondo piano fattori importanti quali l’emissione della ricevuta fiscale.
L’unico dubbio che permane in me è perché solo a noi abbiano fatto lo scontrino.
Vi saluto con il mio teschietto portatile nuovamente in mano.
Cat Sausage Shakespeare
Cosa resta da fare a un povero orso intrappolato il fine settimana di ferragosto nella città di Roma? Oltre ad una gran sudata e ripetute docce… poco, molto poco. Specialmente se non gradisce andare a zonzo per il Tevere Expo o fare un salto in gelateria.
Unica soluzione trovata per il venerdì notte di ferragosto è stata proposta da “Bears in Rome” con la seconda serata di “Bears in the Village”.

Il Village di quest’anno è parecchio ridotto e ben lontano dai fasti del passato. Unica cosa interessante è il banchetto dei dolci posto al centro del piazzale tra le due piste.
Detto questo non mi resta che descrivervi la serata.
Il tutto ha avuto inizio con la performance dei Barzabul, gruppo barcellonese ispirato agli anni ottanta. A dire il vero non è che mi siano piaciuti moltissimo, complice magari il fatto che capisco lo spagnolo pochissimo e lo parlo peggio! In verità il cantante era molto carino specialmente le sue bretelle.
La serata, dopo esibizione dei fratelli “sfigheira” (in quanto duo), si è trasformata in serata danzante: dj ospiti per l’occasione: dj Rafanunes del gruppo francese Beardrop e dj Rino Sorrentino dal Macholato club di Napoli.
Molto, molto simpatica l’apertura del dj francese, che ha omaggiato le star porno Cicciolina e Pozzi, mixando una campionatura di un vecchio Film porno.
Il vero successo, e lo testimonia la pista stracolma, l’ha riscosso il sound partenopeo, nonostante le critiche di parecchi orsi autoctoni che hanno affermato che i dj italiani dovrebbero andare a imparare un po’ di cose dai dj spagnoli.
In sala commerciale i dj Max C di Bears in Rome e Andrea G Brasc di Omogenic.
Prezzo di ingresso: 12 euro inclusa prima consumazione. Ulteriori consumazioni: 8 euro con aggiunta di due euro se l’alcolico è un pestato (mojito), due euro per dissetarsi con acqua e un euro per caffè di fine serata!
Le preparazioni dei drink non sono state eccezionali ma dopotutto eravamo tantissimi e i barman erano parecchio intontiti già a mezza serata).
Dal vostro turbolento per il momento è tutto.
Si è concluso oggi, lunedì 3 agosto, il Secondo Bearwww Week-end, organizzato dai ragazzi del Company Club di Milano.
Una "cinque giorni" di incontri e serate Bear, culminata Sabato primo agosto con due eventi d'eccezione.
Noi di FreeBear abbiamo partecipato appunto a questa serata.
Tutto è cominciato attorno alle dieci di sera, al Company Club di Milano. Un “Pre-party” per scaldare i motori e munirsi, all’uscita, delle preziosissime riduzioni, indispensabili per proseguire la serata a prezzo scontato presso il “My Bali Disco” di Via Padova, al civico 13.
Incrociamo di sfuggita Claudio del Company che ci saluta “Ci vediamo poi di là, vero?”.

Ci soffermiamo un’oretta nel locale, dopodiché ci dirigiamo verso la suddetta disco per assistere al “Bearwww official dance party”, con la partecipazione del Magnum Club Italia.
Il fattore Q è ancora una volta dalla nostra parte! Riusciamo infatti a trovare parcheggio a una decina di metri dalla discoteca! Incredibile! Solo ad Agosto capitano ‘ste cose a Milano!
Entriamo.
Ci timbrano.
Tredici euro con la riduzione, quindici senza. La consumazione è compresa nel prezzo.
Ci addentriamo... percorriamo un lungo e alto corridoio contornato da mastodontiche statue. Fa un caldo abominevole e il fumo di sigarette brucia gli occhi. Realizzo che quell’ambiente è stato adibito a sala fumatori.
Varchiamo la porta che dà sulla discoteca vera e propria: una pista di generose dimensioni, orsi cubisti, orsi che ballano, orsi che bevono, orsi che chiacchierano... orsi da tutte le parti!
Insomma un piccolo paradiso del cacciatore...
Musica che pompa e smuove quintali di plantigradi irsuti e non, giunti da gran parte del Nord Italia per l’evento.
Al lato pista si trovano comodi divani con tavolini, sovrastati da sgargianti lampadari d’altri tempi. Il tutto in una piacevole atmosfera un po’ kitch.
Gironzoliamo per il luogo e finiamo immancabilmente al bar. In quanto autista del mezzo di trasporto non ho potuto bere alcolici, ma il Pizzicaluna riferisce la perfetta bevibilità del suo cocktail.
Interessanti le toilette, anch’esse in sintonia con l’arredamento del locale. Simpatici pure i bagni senza le porte!
Alla fine siamo tornati a casa verso le due e mezzo, felici e contenti per aver trascorso una piacevole serata in compagnia di un sacco di orsi e di cacciatori.
Personalmente mi ha fatto piacere che qualcuno abbia organizzato un evento articolato su più giorni, pensando anche a chi, per lavoro o per necessità, è costretto a rimanere in città durante le afose notti dell’estate milanese!
Sabato 18 luglio. Temperatura esterna 16°C. Luogo: Italy - Lombardia - Brescia - discoteca Trap.
Facciamo per entrare... “AUTENTICARSI PREGO”
Passiamo la nostra carta Arcigay nel lettore... “AUTENTICAZIONE AVVENUTA CON SUCCESSO- ENTRARE PREGO”.

INSERT COIN AND START THE GAME è il titolo della serata. Il gioco comicia: discoteca piena di orsi, cacciatori, ammiratori... ma anche di glabre bambine palestrate e coloratissimi travestiti che ben si integrano con la popolazione panzuta radunata dall’evento Extralarge.
Era più di un anno che non bazzicavo il Trap. Ai tempi se capitavi in una serata normale senza anfibi rischiavi di rimanere fuori!
Oggi invece tutto è cambiato: l’arredamento (c’è una specie di salottino di fronte alla pista e non c’è più la gabbia con le sbarre d’acciaio), la musica (più commerciale), la gente.
Sui muri attorno alla pista ci sono un Pac-man e il mostro di Space Invaders... in completa sintonia con il tema della serata.
Fa caldo e decidiamo di uscire all’aperto. Fatichiamo per raggiungere il giardino esterno, un po’ per la moltitudine di gente, un po’ perché, da buon cacciatore quale sono, mi cade spesso l’occhio sulle rotondità altrui.
Mi arriva uno scappellotto dal mio orso, nonché fidanzato, che ridendo di intima “Muoviti!”. Abbasso le orecchie sornione e tiro dritto...
Guadagnamo finalmente il bancone del bar-gazebo posto nella zona all’aperto. Tiriamo fuori le nostre drink card. Dieci euro l’ingresso compresa la prima consumazione... se sei in lista, altrimenti quindici. Fortunatamente eravamo in lista Extralarge.
I ragazzi ci riprovano, dopo le polemiche dell’ultima serata al Bolgia di Dalmine (BG) (http://www.freebear.eu/dblog/articolo.asp?articolo=257), gli Extralarge hanno organizzato una serata Bear qui a Brescia.
Questa volta niente fronzoli pubblicitari, nessuna promessa di futuristici visual, niente robe strane. Solo una serata Bear in una discoteca ex dress-code Leather.
“Una Coca Cola e un Coca e Rum con rum scuro”. Stasera tocca a me guidare e devo rimanere sobrio. Il coca e rum è per l’orso!
Alla console d’angolo, nel giardino, suona Dj Giorgino. Lo salutiamo, scambiamo due parole con alcuni amici e rientriamo. Armiamo i nostri faser e facciamo fuoco su tutti i nemici che ci vengono addosso, alcuni riusciamo a schivarli.
Passando per la sala principale c’è Dj Fake Plastik che incalza con la sua musica (particolarmente pompata!).
Raggiungiamo finalmente la scala per salire in dark-room. La nostra energia si sta esaurendo. tracanniamo le nostre bevande, ristabilendo i corretti livelli di salute.
Eludiamo le due bimbe sbronze che cercano di distoglierci dal nostro compito di FreeBear con discorsi sulle riviste gay esposte nella bacheca.
Finalmente riusciamo a salire al livello superiore. Ce l’abbiamo fatta: siamo nella pre-dark!
Dritto davanti a noi si presenta una inquietante doppia cancellata d’acciaio. Leggiamo il cartello: “Knasta”. Cos'è, un gioco di carte? Ci compaiono due grossi punti interrogativi sulle teste.
Cambiamo arma: dirottiamo tutta l’energia sulla modalità RACCOLTA INFO e ci facciamo coraggio, spingendo con il gomito il primo cancello di metallo.
Percorriamo il corto corridoio e ci fermiamo allo sportello. Suoniamo il campanello. La voce ci intima: “Si entra nudi o in mutande”.
“Ma posso tenere le scarpe?” me la tengo per me...
Il custode del camerino ha vinto! Ma noi abbiamo ancora una vita e torniamo nella pre-dark.
Vedo un assembramento di persone all’uscita dei camerini. Mi avvicino. Un bar. Un bar nella dark-room! Che idea "geniale" per far scopare la gente! Così non deve nemmeno tornare giù.
Riusciamo indenni a superare il doppio livello Dark-room. Ce l’abbiamo fatta! Siamo al quadro finale... il mostro? No: pubbliche relazioni e saluti!
Sembra facile... ma salutatela voi tutta quella gente! Soprattutto se è un po’ alticcia 
Usciamo dal Trap alle quattro di notte e ci avviamo verso casa. Una piacevole serata. Il gioco degli Extralarge si è dimostrato interessante.
GAME OVER
Orfano della redazione, dopo essermi rifocillato e riposato dal provante corteo genovese e riacquistato un minimo di equilibrio psicofisico in compagnia dei Bearsitter G&G, mi sono recato alla serata conclusiva del Genova Pride 2009.
La struttura che ha ospitato oltre duemila persone è stata il padiglione S della Fiera del Levante di Genova: uno dei primi esempi europei di tensostruttura di grandi dimensioni.

La struttura si sviluppa su tre piani: il piano terreno del diametro di 160 metri e due gallerie, per una superficie espositiva di trentunmila metri quadrati.
Per l’occasione, al centro della tensostruttura sono state create tre piste da ballo: una centrale con un mega schermo a led e due laterali con mega screen a proiezione. Una delle due piste è stata curata dal gruppo ursino bolognese “Feed theBear” che si è fatto carico di esportare la cultura Bear in questo evento (Temerari!).
Devo essere sincero: la vera bolgia si è creata nella pista centrale, più grande e con maggiori effetti. Le altre due piste sono state forse penalizzate dalla posizione e hanno quindi faticato a riempirsi.
Il culmine della serata, con relativo picco d’affluenza, è stato intorno alle due e mezza, ora in cui i corridoi tra le piste erano ormai ridotti veramente all’osso.

Diciamo che, come tutti gli eventi ufficiali di fine Pride, anche questo è stato premiato con un affluenza eccezionale.
Se posso però permettermi una piccola critica, forse ambienti così ampi, anche se d’effetto, alla fine risultano un po’ dispersivi. Credo che con me siano d’accordo tutte quelle persone che sonnecchiavano sulle gradinate (compresi i miei due Bearsitter) che hanno preferito guardare comodi lo spettacolo di laser e massa umana sottostante!
Dal quasi tornato normale Turbolento, ma ancora con un forte scompenso biochimico, un bacio!
PS : piccola nota en passant: ma un ora e mezza di tributo al defunto Michael Jackson era proprio necessaria?
N.B.: Costo della serata 10 euro di ingresso (esclusa consumazione), più 5 euro di consumazione analcolica, più 8 euro di consumazione superalcolica, più 2 euro di deposito trucchi e borsette.
E’ curioso: anche se questa volta non c’eravamo ancora espressi sulla serata, i veleni e le borsettate (come ha simpaticamente rimarcato qualcuno nei commenti) si sono susseguiti come scariche diarroiche da Escherichia Coli!
Produrrò quindi un piccolo resoconto Post-Party con le mie personalissime opinioni che, tranne in qualche evidente frangente, saranno il più oggettivo possibile.
L’evento Bear cui mi riferisco ha avuto, sin dall’inizio, tutte le carte in regola per essere un grande successo. E così è stato: centinaia di persone, orsi e cacciatori, accorse da tutta Italia; ma anche qualche straniero, trascinato forse dalla scia del gruppo Catalano dei Barbazul che si è esibito nel corso della serata sul palco osceno dell’Assab One.
Ma cominciamo dalla “Location” (odio questo termine, ma pare che non se ne possa più fare a meno: pena l’incomunicabilità!). L’Assab One è una ex fabbrica che viene oggi affittata per mostre, installazioni, feste e via dicendo.
Come si può immaginare, il posto è davvero molto grande ed è capace di ospitare parecchie persone. E’ stata una mossa vincente quella di utilizzarlo per l’occasione: non riesco altrimenti a immaginare tutte quelle persone stipate in un locale come il King!
Insomma bel posto, ma devo purtroppo dar ragione a chi esprime delle perplessità riguardo la sicurezza e lo stato generale della struttura.
E non ero affatto in preda ai fumi dell’alcol, come scrive qualcuno nei commenti, quando ho visto i muri scrostati, le lamiere vertiginosamente in equilibrio precario sulle teste degli avventori e la scala da brivido che conduceva alle toilette (anche volendo, il mio Coca e Rum Omeopatico non avrebbe in nessun modo potuto offuscare il mio stato psico-fisico)!
Mi domando: ma nessuno ha alzato lo sguardo al di sopra delle teste della gente? Forse che cotanta trippa ha distolto l’attenzione dalla Gestalt del luogo ove si stavano svolgendo gli eventi? Tira a tal punto un pelo di orso da offuscare la percezione dello spazio circostante?
Detto questo, passiamo oltre.
Ingresso: quindici euro, dodici in lista. Per la serie: mi inviti al tuo compleanno e mi fai pagare l’ingresso!? E neanche una cifra simbolica, per giunta! La chiami festa, ma alla fine non è altro che un’estensione a pagamento del tuo bar!?
E poi: nessun controllo tessere Arcigay; nessuno scontrino fiscale; nessun tagliando SIAE... tutto in nero? Ma le notiamo solo noi ‘ste cose?
Vabbè...
Concerto dei Barbazul: carini, simpatici e tengono bene il palco. Però, a mio modesto avviso, l’arte della musica è tutt’altra cosa! Mi spiace, ma non ci siamo proprio!
Il resto della serata si è svolto gomito a gomito con un sacco di gente... ma davvero tanta (forse troppa!), come difficilmente si riesce a vedere a Milano! Tanta musica, tanti orsi, tanti cacciatori e altri esponenti del genere ursino.
Vorrei infine rispondere a chi, nei commenti, ha invitato le persone che si sono permesse di criticare la serata a organizzare eventi in maniera migliore.
Ricordate che i nostri lettori e noi di FreeBear siamo i clienti e, in quanto tali, abbiamo tutto il diritto di esprimere le nostre opinioni, positive o negative che siano.
Chi organizza queste serate si espone immancabilmente a ogni tipo di critica, positiva o negativa, sempre in virtù della libertà di parola sancita dalla nostra Costituzione.
E non si fa una gran bella figura replicando “Organizzatela voi una festa migliore!”. E’ come se, dopo aver mangiato al ristorante, esprimessi il mio giudizio negativo al proprietario e questi mi rispondesse: “Aprilo tu un ristorante migliore!”.
Noi scriviamo su FreeBear. Chiunque può giudicare il nostro operato. E’ stata una nostra scelta, ci siamo messi in gioco e abbiamo quindi il dovere di accettare le critiche dei lettori.
Allo stesso modo, chi organizza ritrovi Bear deve purtroppo accettare tutti i commenti dei partecipanti!
Questo è quanto.
Sayonara!





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