Trovandomi nelle vicinanze di Firenze a far visita a parenti e amici, questi ultimi mi hanno gentilmente accompagnato al nono compleanno dei Feed The Bears, il party tenuto presso il Cassero in via Don Minzoni a Bologna, venerdì 4 Giugno.

Trovandomi ad aver a che fare con uno dei mostri sacri della cultura omosessuale italiana, onde evitare di fare pasticci mi son documentato un po' in rete scoprendo cose alquanto interessanti.
Il cassero di Porta Saragozza a Bologna ha dato il nome (essendone stato la sede storica) a uno dei primi circoli omosessuali italiani (poi divenuto Arcigay di Bologna). Proprio per questo motivo, quando la sede si è spostata presso la "Salara", in un'area ove sorgeva un porto fluviale, l'associazione ha deciso di mantenere la denominazione "Cassero", pur essendo la sua sede attuale un antico magazzino del sale e non un cassero delle mura.
Nel 1982 a Bologna, per la prima volta in Italia, una realtà gay otteneva una sede dall'amministrazione comunale: il Cassero di Porta Saragozza, facendone un centro polivalente che si connotava come una delle esperienze culturali e aggregative più innovative della città.
Nel 2002 il Circolo di Cultura Omosessuale, nel frattempo divenuto Arci Gay e Arci Lesbica, entra nella nuova sede della Salara dove attualmente porta avanti con successo le sue mille attività.
Durante il giorno è sede di attività culturali interne al circolo, la sera entra in funzione il bar e d’estate apre il giardino che diventa uno dei posti più suggestivi dove ballare fino a tardi a Bologna.
Il Cassero promuove numerosi Festival internazionali: dal cinema gay-lesbico al concorso per video d'autore.
Inoltre elegge annualmente Miss Alternative e Miss Lesbo.
E' l'unica struttura nel suo genere nella provincia di Bologna, nonché la più grande e la più attiva sul territorio nazionale.
Durante la stagione estiva le feste e le serate importanti si spostano nel suggestivo giardino della ex saliera di via Don Minzoni. E' considerato, a ragione, uno dei luoghi più belli e affascinanti d'Italia.
Sarà stata l'illuminazione serale o il mio mio proverbiale debole per tutto ciò che è architettura storica, ma la vista dell'ex saliera mi ha lasciato senza fiato, tanto da dimenticare i miei amici che chiacchieravano all'ingresso.
Dopo aver mostrato la tessera arcigay (beh... è sede dell'arcigay!) si passa alla cassa (7 euro: 6 EURO PER LA SERATA + 1 EURO PRO-PRIDE) dove noto con piacere un cartello che pubblicizza un pullman per il Napolipride (20 euro se sei socio arcy).
Superata la cassa, sulla sinistra ho scoperto un banchetto espositivo con un tizio molto molto simpatico, che tra frutta verdura e ciambelle istruiva i passanti sul sesso sicuro in camicie bianco con spilletta rossa sul bavero (che iniziativa magnifica!).
Lasciato il primo piano tramite rampe e scale si accede al piano sottostante tramite il giardino, e lì... spettacolo! Sala enorme con cassa, bar e banco dj; il tutto nel quasi rispetto della struttura originaria (Adoro questo posto!).
Noto con piacere che rispetto a due anni fa il giardino è più illuminato, ci sono un po’ di lavori in giro in quanto stanno rimettendo a posto il selciato e stanno rimpiazzando i bagni chimici con strutture idonee.
Piccolo inconveniente della serata: riportando alla luce il vecchio canale e dovendo fermare il flusso dell'acqua per ristrutturarlo, questa ristagna creando un po' di cattivo odore. Ripristinando il flusso e la messa in funzione della fontana dovrebbe andare via (o almeno spero!).
La serata per me si è svolta nel giardino addossato alla rete di recinzione che delimitava la zona lavori che credo siano a termine in adorabile compagnia tanto da perdermi il taglio della torta.
Approfittando di un giorno di ferie obbligatorio (grazie Signor Datore di Lavoro) e rendendomi conto di aver trascurato un po' il mio ruolo di FreeBear, mi sono recato a Roma cercando qualcosa di nuovo... o meglio qualcosa che rompesse la mia routine quotidiana.
Girovagando in rete e carpendo preziosissime informazioni diretamente dalla redazione di FreeBear trovo una serata interessante per orsi ed estimatori:

*** ONLY MEN presenta UNIFORM ***
in collaborazione col gruppo fetish-military "Articolo 28" >> UNIFORM >> ingresso all'Area Uniform esclusivamente con DressCode MILITARY - BOOTS – LEATHER
>> NO FASHION STRONG DRINKS HOUSE MUSIC DARK LABYRINTH, La notte romana per soli uomini: per orsi, cacciatori, musclebears e gente maschile. Dresscode obbligatorio: >> NO FASHION <
via Placido Zurla 68 (Pigneto) - Roma
www.onlymen.it
Perdonate se mi dilungo sulle ragioni della scelta della serata: in primo luogo son mesi che cerco di recensire l'Eagle club e puntualmente l'adorabile redazione cestina il mio pezzo (Vi adoro tutti! :D ) faccio mea culpa, ho perso di mordente in questo periodo!
In secondo luogo, l'organizzazione della serata (Only Men) è la stessa che organizza il Fresh e il BearMonday.
Infine, ma non meno importante, sono quasi certo che questo sia il primo evento discotecaro cui apertamente gli Articolo 28 danno il loro pieno appoggio. Rimando al sito internet (http://www.articolo28.it) per le presentazioni: non sarebbe carino fare un copia e incolla di vita, morte e miracoli degli Articolo 28!

Per quanto riguarda il locale è veramente carino, all'ingresso si trova il guardaroba e la cassa dove bisogna presentare la tessera Arcigay.
Proseguendo attraverso un corridoio ci si ritrova in un disimpegno, dal quale si può accedere ai bagni. Di fronte invece si intravvede il bar con il bancone e la sala fumatori. Quest'ultima molto capiente con tavolini e sedie (a quanto pare funge anche da area lounge).
Per l'occasione le darkroom sono diventate due, una con accesso libero con ingresso sulla destra accanto al bar. All'altra invece si accede dalla pista da ballo, scendendo le scale. Per l'occasione quest'ultima era riservata a coloro che si fossero presentati in uniforme.
Tutto sommato l'eagle club non è affatto male, si respira ancora un po' l'aria "work in progress" e la fantasia dei colori (rosso e nero) non aiuta a tirare su il morale; ma almeno ci si può concentrare sulle persone!

Le luci rosse del bagno non facilitano certo a centrare l'obbiettivo water... ops... volevo dire la turca (ma quanto siamo virili!).
Carini i riferimenti in metallo stile rampa antiscivolo che ricoprono i cubi della pista.
Durante la serata ho dovuto a fare cazzotti per accedere al bar (non son riuscito a capire se fosse tanto affollato per via dei barman o altro), ma alla fine un bel bicchiere di 4 bianchi era tra le mie mani!
Veniamo alle dolenti note: sulla carta poteva essere una serata vincente e tutto sommato in parte lo è stata!
Tre organizzazioni di peso avrebbero dovuto quanto meno richiamare grandi numeri. A metà serata
nella parte comune non riservata al dress code military (sala fumatori, bar e il disimpegno) c'erano più persone che nella metro all'ora di punta!
La parte militaresca: pista, e dark military erano completamente deserte e così sono rimaste fino a fine serata, nonostante la musica fosse sicuramente di un certo livello!
Forse qualcosa nell'organizzazione generale non ha funzionato...
Posso azzardare un'ipotesi, essendo presente nel locale già alle dieci e mezza, vestito verde peperone marcio. Entrato per cortesia dei gestori ho infatti assistito alla preparazione degli ultimi accorgimenti: tutti si davano un gran da fare!
Mentalmente ho fatto l'appello:
- Staff Eagle club, presente
- Staff Onlymen, presente
- Staff Articolo28... 'ndò cavolo stanno?
A mezzanotte passata si presentano due ometti con una maglietta con la scritta Articolo28 (alla faccia della puntualità! Il raduno era previsto alle 23) a quanto pare l'esercito si sta rammollendo!
Comunque posso capire che fossero impegnati a smontare il campo (forse qualcuno era nella latrina e non ha sentito che il carro stava partendo), ma un'organizzazione che prepara un evento ha l'obbligo di presentarsi largamente in anticipo, oltre magari a portasi dietro un minimo di simpatizzanti...
Dal vostro Turbolento è tutto.
Post scriptum personale: non Vestirsi più verde marcio a vuoto, tanto sono carino anche se non gioco al militare! Eh eh 
Questo è un fine settimana particolare, domani 24 ottobre vedrà la luce (e il pelo degli orsi) un nuovo locale Bear.
Il Locale è l'Eagle Club, in via Placido Zurla 68, zona casilina, a Roma. Un nuovo Disco Club per Orsi,Leather & Muscles.
Non sappiamo molto di più, perchè, come è anche giusto che sia, l'apertura di un locale deve essere anche un momento di mistero e sus_pance ( e credo che di pance se ne vedranno parecchie ).
Se ancora non avete il vostro invito potete andare a questa pagina e richiederne uno, ovviamente omaggio.
Non mancate di fornici i vostri giudizi e commenti, vediamo come gli amici di Roma realizzano e accolgono un nuovo locale Bear.
Buon Divertimento
Venerdì sera scorso (19 giugno, per la cronaca) siamo andati al Company Club di Milano per salutare vecchi amici e trascorrere la prima parte della serata in attesa di trasferirci presso la discoteca HD di Via Tajani (Milano), dove si è svolto l’ultimo evento “Soccorso Waitinig for Genova Pride 2009”.
Voglio solo esprimere, in queste poche righe, che a quanto pare a Milano esiste ancora chi investe tempo e denaro per migliorare il proprio locale, in favore dei suoi clienti.

Mi riferisco, nella fattispecie, alle operazioni di restyling che il Company Club continua senza sosta a mettere in atto!
Non sono bastate le toilette di design, il rinnovato impianto di climatizzazione, l’aperitivo domenicale e altre novità di cui ho già parlato in precedenti post.
Questa volta infatti i ragazzi ci hanno sorpresi, soprattutto in vista di un’imminente estate rovente!
Ebbene vi ricordate la saletta fumatori? Ecco, ora il grosso portone in metallo è aperto e affaccia su un giardinetto, dotato di sedie e tavolini.
A mio avviso, ma suppongo che saranno tutti d’accordo con il mio pensiero, si tratta di un accessorio davvero prezioso che incentiverà senza dubbio i clienti che normalmente fuggono all’idea di infilarsi in un locale milanese in piena estate!
Dopo mesi di assenza da questo famosissimo locale Gay del milanese, siamo finalmente tornati a far visita al One Way, storica discoteca nel ridente Hinterland del capoluogo Lombardo.
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Il locale, per chi non lo sapesse, si trova a Sesto San Giovanni (MI), a 10 minuti a piedi dalla stazione di Sesto Rondò - Linea 1 della Metropolitana Milanese.
Dopo l’ultima recensione di FreeBear, che risale al lontano Luglio 2007, ci siamo presi una lunga pausa di riflessione e abbiamo atteso che gli eventi seguissero il loro corso; con la speranza che alcuni aspetti giudicati negativi venissero infine migliorati.
A quanto pare l’attesa è stata utile! Con mio piacevole stupore, devo riconoscere che la gestione attuale si è data da fare e sta finalmente ottenendo i risultati tanto auspicati.
Ma lasciamo da parte questa austera introduzione piuttosto formale e immergiamoci in quella che è stata la serata di Sabato 16 Maggio.
Arriviamo piuttosto tardi: è circa l’una di notte. Siamo reduci dalla proiezione dell’ultimo film di Star Trek. Parcheggio quindi la Gatto-Mobile a un quarto d’impulso, inserisco gli smorzatori inerziali esterni, arresto totale dei motori e subito ci teletrasportiamo all’ingresso del One Way!
La storica insegna luminosa ci indica orgogliosamente l’ingresso. Perché la maggior parte degli altri locali gay è priva di chiare e leggibili insegne? Boh... mistero! 
Entriamo, passando per il comodo giardinetto estivo. Veniamo accolti con un bel sorriso e un “Benvenuti!”, cosa che sta cominciando a diventare rara nei luoghi pubblici. Veniamo drink-cardizzàti.
Facciamo la nostra passerella con tournée à droite fino al guardaroba e lasciamo in custodia le nostre Gucci-borse

La Gucciborsa
e gli stravaganti cappelli texani, chicchissimi (riprendo un termine scovato su un sito di moda) bianchi e neri che ci donano un'aria un pochino Punk (come impone la moda per l’attuale primavera-estate).
Vado subito in bagno: il lungo viaggio nell’iperspazio e la mancanza di toilette sulla gatto-mobile hanno contribuito a dare un reale significato al mio bisogno di fare pipì. Non rilevo segni di degrado degni di nota, dall’ultima volta che ho frequentato questi bagni. Per essere l’una di notte mi sembrano in condizioni più che accettabili!
I più maligni di voi (e so che siete in tanti!) potrebbero pensare: non c’era nessuno!
E invece no! Il One Way, Sabato 16 Maggio era più che pieno! Ma la cosa che mi ha davvero stupito è che la pista da ballo è stata presa d’assalto fino a tarda ora: cosa che raramente mi è capitato di vedere in passato!
Per questo mi rivolgo a Giorgino (il DJ): non me ne volere, a me la tua musica proprio non piace, tuttavia ti faccio i miei complimenti per aver tirato in pista tutta quella gente in una discoteca “dispersiva” come il One Way! Dispersiva perché dotata di spazi piuttosto grandi (il giardino, il bar, la sala proiezioni, le due dark-room), che invogliano la gente a diluirsi in tutto il locale.
Tra le novità vorrei segnalare: la sala proiezioni adiacente alla dark-room, nella quale si possono visionare interessanti documentari di National Geographics sui rituali di corteggiamento dei plantigradi e dei loro ammiratori; l’angolo “salotto”, situato di fronte al bar, al lato della pista; ma la novità più eclatante e piacevole, per quanto mi riguarda, è stata la presenza, seppur timida, di qualche rappresentante del sesso femminile. Finalmente un po’ di figa, direbbero i miei amici etero dopo essere usciti dal cesso dell’autogrill con i pantaloni macchiati!!
L’arredamento ha subito un gradevole ritocco, un po’ come una vecchia signora in declino che, alle due di notte e con un buon camouflage, può anche sembrare Britney Spears, grazie anche all’effetto nebbia e ai fumi dell’alcol.
A tal proposito, al bar non vengono più servite anonime bottiglie, ma al loro posto alcolici griffati (finalmente!) vengono copiosamente elargiti nei drink, che di conseguenza diventano davvero dirompenti!
Tirando le somme, è stata una serata piacevole e divertente. Il One (come spesso viene chiamato abbreviandone il nome) sembra essersi risvegliato da un torpore che si portava dietro da anni, affossato forse da una gestione un po’ troppo ingessata e da serate organizzate con eccessiva pretenziosità.
Speriamo che questo sia solo l’inizio di una serie di eventi favorevoli che riescano a portare a livelli di eccellenza l’unica discoteca Bear-friendly di Milano e dintorni!
Faccio i migliori auguri a chi si sta dando da fare per gestire questo locale con entusiasmo e dedizione!
One Way Club
Via Felice Cavallotti, 204
20099 Sesto San Giovanni (MI)
Tel.: 022421341
www.oneway.it
Benvenuti alla serata “Officine Milano”! L’evento Bear presso la Sauna Alexander di Via Pindaro a Milano.
Per l’occasione abbiamo spento la sauna, spostato i polverosi divanetti, e trasformato il locale in un'imitazione di bar.
Il nostro Circolo Culturale per la Promozione Sociale vi dà il benvenuto in una piccola reception, presso la quale dovremmo controllare che tutti siano in possesso della Tessera Arci Unocard di Arcigay, ma in occasione della serata chiudiamo un occhio e facciamo entrare chiunque.
Dopo non aver controllato la vostra arcitessera vi daremo una “drink card” e vi imporremo una consumazione obbligatoria al costo di 6 euro.

Una volta entrati vi verrà offerto un simpatico cocktail di benvenuto gratuito. Del resto siamo pur sempre un Circolo Arci e quindi: quale modo migliore se non alcolizzarvi per promuovere socializzazione e scambio culturale?
Tutte le ulteriori consumazioni saranno a pagamento, ma non vi preoccupate se non emettiamo lo scontrino: siamo un Circolo Arci e godiamo di un regime fiscale fortemente agevolato.
A seguire, potrete assaporare il vostro drink seduti sui comodi copertoni di camion adiacenti al bancone o sui nostri invitanti divani anni '80.
Tutto il nostro arredamento è anni ’80. Nulla è stato toccato dall’epoca dei “Duran Duran “ e del gel per capelli affinché i nostri clienti, per lo più di anni 80, possano rivivere quel magico periodo grazie al fatto che nessuno abbia mai cambiato, da allora, una sola piastrella, una sola porta, una sola maniglia.
Le nostre toilette si trovano all'entrata. Vi preghiamo di perdonarci se non abbiamo avuto il tempo di pulirle ma, sapete com’è, non possiamo pensare a tutto: la nostra attività è basata, in quanto Circolo Arci, esclusivamente sul volontariato e non sempre riusciamo a trovar persone in misura sufficiente a promuovere la nostra causa culturale.
Al piano superiore si svolge invece la vera attività di Promozione Sociale.
Mentre salite la stretta e angusta scala a chiocciola, priva di corrimano e particolarmente sporca, prestate attenzione affinché la vostra panza non si incastri fra i gradini e gli speroni d’acciaio che un tempo sostenevano il corrimano, o ancora che la vostra testa non incontri uno degli angoli vivi dei gradini sovrastanti.
Se poi siete Orsi, con le misure d’ordinanza, attenzione alla discesa che può risultare davvero pericolosa. Ma siamo un Circolo Arci Arcigay e le norme anti-infortunistiche le lasciamo ai locali pubblici che pagano regolarmente tutte le tasse!
Se vi dovesse capitare di sentire strani odori di innominabili secrezioni umane, non fateci caso e soprassedete altresì alle pessime condizioni igieniche dei locali!
Una volta giunti nell’area di promozione sociale, fermatevi qualche minuto nella nostra saletta video anni '80 e guardate i nostri documentari sui riti di accoppiamento fra uomini degli anni '80 negli anni ’80.
Inoltre non dimenticate i nostri comodi camerini, nei quali potrete esprimere il vostro pensiero politico e discutere attivamente (opzione non sempre disponibile) con gli altri associati.
Una volta dato sfogo al vostro estro creativo-sociale, vi invitiamo a lavarvi le mani prima di infilarle nelle nostre ciotole porta salatini anni ‘80.
Sperando che possiate trascorrere una piacevole serata, ci auguriamo di riavervi al più presto fra noi durante il prossimo evento Bear.
Infine vi ricordiamo che siamo un Circolo affiliato Arci Arcigay e quindi facciamo un po’ quel cazzo che ci pare!
Tuttavia non mi sarà possibile farlo, in quanto al nostro corrispondente dalla capitale Partenopea è stato intimato di non passare a FreeBear alcun tipo di materiale riguardante il locale o il gruppo Bearsofnaples.
All’ingresso del locale infatti, gli organizzatori della serata hanno intimidito il nostro collega, minacciando di non farlo entrare se avesse scritto e pubblicato la recensione dell’evento.
Ma i Signori non si sono limitati a questo: ci è giunta infatti una email, firmata da un membro dei Bearsofnaples, con la quale ci promettono di adire le vie legali in caso avessimo pubblicato qualsiasi articolo inerente il gruppo e le sue attività.
Ebbene a queste minacce “alla napoletana” FreeBear risponde “alla milanese”: ossia rendendo pubblica l’intera vicenda, a cominciare dalla email che ci è giunta in redazione.
“Salve,sono XXX di bearsofnaples
viste le ultime e recenti diatribe ,onde evitare chiacchere e polimiche ,vista la non obbiettivita'e chiarezza di scrive le recenzioni,visto che gia' gira la bozza di essa...vi invito a non pubblicare nessun articolo in cui si menzioni il nostro sito,www.bearsofnaples.com,le nostre attività,e la discoteca in cui presentiamo le nostre serate,REDMOON,in quanto non richiesto.
Per qualsiasi delucidazione e contatto immediato il mio numero di telefono: xxx.xxxxxxx
Mi riservo di agire legalmente qualora fosse pubblicato qualsiasi articolo inerente al nostro gruppo e alle nostre attività.
Sicuro della v\s gentile comprensione ,cordilamente”
Da questo testo scritto con una divertente grammatica creativa, sono stati omessi, per evidenti ragioni di privacy: il nome del mittente e il suo numero di telefono.
Ma analizziamo insieme la faccenda: perché mai gli organizzatori di un evento tanto pubblicizzato rifiuterebbero a priori una recensione di FreeBear? Avranno qualcosa da nascondere?
Ma soprattutto: perché il locale chiamato Redmoon NON ESISTE????
Eh sì, cari lettori: di Redmoon non se ne parla da nessuna parte, tranne sul sito della sauna Blu Angel (http://sauna-bluangels.spaces.live.com).
Sarà un caso che la discoteca Redmoon non sia per nulla presente tra l’elenco affiliati Arcigay? Guardate voi stessi: www.arcigay.it/ricreativi
Una cosa è sicura, come riportato sulla locandina, non c'è l’obbligatorietà della tessera Unocard Arcigay, quindi è un locale pubblico e non un club riservato ai soci.

Ma soprattutto: se è vero che non si tratta di un circolo Arcigay, come è possibile limitare l’accesso... per di più dietro chiare e lampanti minacce?
Detto questo, tenterò di effettuare una piccola recensione del locale chiamato Redmoon, basandomi solamente sulle fotografie liberamente prese dal sito della sauna Blu Angel.

Il locale ha tutta l’aria di un’entità a metà strada fra un sottoscala e un garage addobbato per l’occasione. Non riesco in nessun modo a scorgere i normali dispositivi di sicurezza secondo le leggi vigenti: estintori, uscite di emergenza, luci crepuscolari. Forse da qualche parte ci sono; io non li vedo!

La struttura nera adiacente alla console (a destra per chi osserva la foto), che assomiglia alla parte inferiore di una scalinata, si estende sulla pista da ballo, creando un evidente pericolo, data la presenza di angoli vivi ad altezza uomo. Gradini e gradoni non sono opportunamente segnalati dagli appositi punti luminosi e/o strisce riflettenti.
Tutto questo non fa pensare certo a un luogo in cui siano state rispettate le più semplici norme antinfortunistiche! Però posso sbagliarmi... peccato che il nostro inviato non abbia potuto scrivere un articolo che smentisse le mie supposizioni!
Chissà quante persone è in grado di ospitare questo locale! Magari una telefonata in S.I.A.E. potrà chiarirci quanti tagliandi sono stati staccati durante la serata del 22 Novembre scorso.
Per ora e tutto....
Rimanete sintonizzati su FreeBear!
Redmoon
Centro Direzionale Is A7
Via Taddeo Da Sessa
Napoli
p.s.: ops... manca il numero civico! Che strano!
Serata “Feed the Bear” - Cassero - Bologna
Segnalazione di Cristiano.
Fra le tante serate che purtroppo ci perdiamo, in quanto non ancora dotati del dono dell’ubiquità, c’è stato questo evento, gentilmente segnalato e commentato da Cristiano.
Mi fa molto piacere che i nostri lettori comincino a interagire anche in questo modo: ossia inviandoci recensioni con le loro impressioni sugli eventi Bear.
Mi auguro infatti sia solo l’inizio di ciò che vorremmo che diventasse FreeBear: una guida fatta dai giudizi delle persone che partecipano alle feste, che frequentano una spiaggia bear, che vanno in vacanza in una località turistica tipicamente gay, che si trovino insomma in un luogo ursino.
Leggiamo dunque assieme il commento del nostro caro lettore


“All’ingresso una miriade di persone (orsi ovviamente erano i più evidenti) fa prevedere una serata ricca si sorprese. Entro nel locale già pieno (stracolmo!) di gente (premetto bella gente) da tutta Italia: Milano, Roma, Firenze, Genova e ovviamente Bologna. Persone che conosco, venute per questa festa Bear organizzata dai simpatici NICO, PIERO e SAURO.
Dopo un po’ di strusciamenti vari su panze pelose e non, arrivo al bar e mi guardo in giro: mai visto così tanto ben di dio tutto insieme, neppure a Milano e Roma, che solitamente ospitano eventi bear di grande affluenza!
Lo spettacolo inizia: c’è un caldo da morire! Molti sono senza maglietta, appoggiati ai muri a parlare e riprendersi dalle performance in pista.
In console si sono alternati: “DJ COQ'o'NUZ” e “DJ BRANDY”, che hanno fatto ballare i primi arrivati nel locale con la loro bella musica.
Verso l’una c’è stato il cambio console, sale “DJ FAKE PLASTIC” e incomincia la sua esibizione di musica elettrizzante. Tutti gli orsetti, orsotti, cacciatori, musclebear e chi più ne ha più ne metta, incominciano a ballare.
La pista sembra tremare a ogni cambio disco. La musica è veramente eccezionale: il ritmo cambia, ma le persone restano. Sinceramente serate così ne ho viste veramente poche!
Il locale cambia aspetto a ogni minuto che passa: non sembra di essere a una serata tipicamente italiana, ma in un evento europeo simile a uno berlinese o londinese.
La serata continua fino alle 4:30 senza tregue e la pista è stracolma di gente che balla e si diverte. Anche il DJ balla in console: uno spettacolo insomma!
Volge al termine questa serata stupenda, dimostrando che “Feed the Bear” è un evento unico e indiscutibile, ricco di musica eccezionale e di gente stupenda!”
Grazie dunque a Cristiano per l'accurata descrizione
Perché abbiamo scelto proprio il Chaps? Perché è il primo luogo che ci è capitato sotto mano! E poi il nome ci ispirava tanto...

Premessa: il locale in questione si trova un po’ fuori dalla zona gay di Barcellona, su uno dei principali viali che attraversa da parte a parte l’intera città, la Avenida Diagonal: un po’ come Viale Forlanini a Milano, ma immensamente più largo e lungo... moooooolto lungo!
Ingresso libero. Nessuna tessera di strane associazioni per la tutela e la salvaguardia dall’estinzione dell’omosessuale nell’universo conosciuto.
Entriamo. Ed eccoci in una specie di grotta polverosa, anche un po’ zozza a guardar bene! Conosco quest’aria pesante e densa, impregnata di ormoni fuoriusciti da caldi corpi di orsi, ondeggianti nei loro movimenti ritmici, cadenzati, prima lenti e poi sempre più veloci, sensuali, instancabili, sudati e ansimanti. Insomma... c’era puzza di dark room che veniva dal piano inferiore.
Il mio naso di cacciatore suggerisce al resto del corpo di seguire l’olezzo-scia ormonale. Scendiamo quindi le scale. Questo spettacolo mi ricorda vagamente qualche film già visto... “I guerrieri della notte”? No... “Nosferatu”... forse. Ma deve essere qualcosa di più simile a un sottolivello di un videogioco... “Half Life”!! Ecco, sì: proprio lui! Mi preparo quindi ad affrontare famelici mostriciattoli aracnidiformi, pronti a saltarmi in faccia, armato di un semplice piede di porco.
A proposito di porci: ma da dove arriva questa puzza? Ah sì... dalle toilette! Oddio: come ho fatto a usare un termine dalle sonorità tanto dolci e acquose come “Toilette”, per descrivere il turpe ammasso bio-decomposto che emana tale fetore nauseabondo? Una tuta anti-radiazioni, presto!!

Torniamo agli alti ranghi facendoci largo tra sling e materiale cuoiaceo con la mano destra, mentre con la sinistra ci turiamo il naso, trattenendo il respiro per evitare di ingerire la mal-aria dei piani bassi.
Giunti al bancone ci scoliamo d’un colpo una Estrella, la cervogia del posto. Scambiamo due parole con il bar-hombre, discreto ma simpatico, che ci regala due free-pass per il Martin’s, una discoteca gay. Prezzo della birra: meno di quattro euro. In Italia ce lo scordiamo e, in più, ci tocca pagare il pizzo all’Arci-guy!
Ci guardiamo intorno: sugli oggetti di modernariato di bassa qualità giace compatto un pre-adamitico strato di polvere. Segno inconfutabile che l’aliena tecnologia del panno antistatico non è stata ancora importata in questi luoghi.
New Chaps
Avenida Diagonal, 365
Barcelona
www.newchaps.com
p.s.: Prima di scrivere questa recensione sono andato a documentarmi un pochino sul sito Internet del Chaps, alla voce GALERIAS --> AMATEURS. Ma che bella carrellata di cazzi!! Complimentoni per raffinatezza e gusto!!

Per pura velleità stilistica dividerò questo mio intervento in due parti.
Capitolo Primo: “Crema e Cioccolata” (ovvero: una gelateria alquanto calda e pelosa)
Appena sbarcato nella Capitale, per rilassarmi dal tormentato viaggio in treno da Napoli a Roma (si ringraziano le Ferrovie dello Stato per avermi messo di umore nero), ho deciso di far visita a due vecchie conoscenze, ossia i miei “Beargelatai” preferiti, conosciuti grazie a questo fantastico blog.
Non mi dilungo molto nel descrivervi la bontà dei gelati, né tanto meno su quello che troverete di buono nella gelateria. Posso solo assicuravi che il gelato è ottimo e che non c’è solo quello da gustare (vedere articolo già pubblicato da Pizzicaluna il 04/02/2008).
La particolarità che mi affascina del progetto IcecreamBear è l’affabilità dei gestori, delle persone che collaborano con loro, e soprattutto la massa pelosa e cicciosa che affolla le panchine antistanti la gelateria dopo che lo struscio turistico romano è cessato.
Vi dirò: le persone che più mi hanno colpito non sono puramente Bear, vi invito infatti a scoprire che spesso è meglio sedersi su una panchina e fare due chiacchiere con una meravigliosa creatura di nome Miranda che godere per alcuni minuti di una calda "Pelliccia da dark room"!
Oppure che si può passare un’ora a disquisire sull'effetiva utilità di Facebook e stupirsi che è quasi impossibile cancellare il proprio account. Esiste infatti un questionario per dla disattivazione che riporta l’affermazione “Facebook mi ha rovinato la vita!”.
Chiudo implorando la popolazione bear romana di salvare le nuove generazioni plantigrade alquanto confuse! Non se po’ senti uscire dalla bocca di certi orsetti che “Woof!” (notoriamente saluto internazionale ursino) significa “Scopabile”!
Vi prego, vi supplico anche di far capire loro che non basta essere panciuti e irsuti per essere un Orso, ma che dietro l’aspetto deve esserci uno stile di vita. Ma soprattutto una personalità adeguata all’appellativo Orso! E che si può essere felici essendo grossi, più o meno pelosi pur non essendo orsi

Dal vostro inviato speciale Turbolento
Godetevi l’articolo!

Diario di bordo di una serata da “Macho Bear”
di TurbulentBear
Rieccomi di ritorno dall’ultima serata ursina tenutasi a Napoli al Macholato Club. Con la benedizione di Gattosalsiccia, con cappellino d’ordinanza e immancabile camicia a scacchi, mi reco all’atteso evento.
All’entrata, a chiedermi l’immancabile tessera arci gaya, troviamo un simpatico orsettone dal pizzetto brizzolato al quale con piacere diamo 10 euro per l’ingresso e la consumazione, nonché per il guardaroba dove troviamo ad attenderci il cugino di Caparezza (ma dico io non potete tramortirci all’ingresso in questo modo dopo cotanta bellezza
.Della bellezza del locale vi ho già parlato ma ho notato con piacere una graziosa aggiunta, al secondo piano soppalcato, accanto all’acquario che funge da saletta fumatori è stato collocato un tavolo da biliardo/carambola (non sono un esperto) e con altrettanto piacere ho scoperto che non si tratta di un elemento architettonico messo lì per arredamento o come base di appoggio per non so quali peripezie erotiche (come i più malefici dei miei concittadini hanno pensato) ma fungeva proprio da carambola/biliardo. Accanto ad esso trova collocazione non so quale orrendo aggeggio elettronico munito di schermo dalla funzione ancora ignota.

Comunque dopo una rapida sosta ai bagni i quali hanno superato lo standard igienico/sanitario (dove il Gatto può tranquillamente posare le sue terga se verrà a Napoli) mi sono appollaiato in piccionaia (angolo lounge) a guardare la tipologia di utenti che affluivano nel locale.
Vi dirò che, essendo io una sorta di ibrido tra orso e cacciatore meglio noto come orso lesbico (ma non troppo), è proprio un bel vedere tra pance di tutte le misure e pelo più o meno abbondante; tuttavia dalla stirpe partenopea mi aspettavo di meglio, devo essere sincero!
Una volta finito di rifarmi gli occhi, sono passato all’angolo bar dove ho potuto assaggiare dei simpatici e gustosi stuzzichini... e non parlo di stantie patatine e salatini vari, ma di veri e propri prodotti da forno per tutti i gusti.

Mentre le mie papille gustative erano intente a gustarsi quei magnifici manicaretti, vedo spuntare da dietro al bancone un simpatico orso barman che cortesemente mi chiede cosa prendo. Dopo un attimo di smarrimento chiedo un classico rum e cola, sarà stata la bravura del barman o l’effetto della mia straordinaria bellezza che ha fatto presa sul suddetto barista ma la consumazione era veramente tosta (come il barista del resto).
La serata prosegue tranquilla, tra orsetti che si denudano della camicia e cacciatori che sbavano dietro a cotanta grazia, la tenda della dark non ha smesso di svolazzare un secondo! Son rimasto sorpreso solo di una cosa, più che ad una serata danzante è stata una serata tranquilla, in effetti, l’area lounge è stata la sala più gettonata.
Tirando le somme: il Macholato non sembra essere il solito locale ursino, ma sta assumendo più un ruolo da punto di incontro, dove tra una partita a biliardo e un drink puoi conoscere qualcuno e se non sai giocare e hai poca dimestichezza con palle e mazze (come il sottoscritto) puoi comunque sederti su di un comodo divano e chiacchierare e se il panno verde o il compagno di chiacchierata hanno scosso l’ormone che è in te, puoi anche sfogare le tue pulsioni (io bimbo fortunato me li porto a casa).
Se mi concedete una citazione da Gambero Rosso e Guida Michelin darei un bel 4 orsetti sorridenti (NB: la Guida Michelin arriva a 5 stelle).
Un bacio dal vostro freebear per una.
PS: prossimo appuntamento Bear al Machlato club PUMPKINBEAR che si terrà il 31 ottobre e il primo novembre una buona occasione per visitare la mia città.
TurbulentBear
Macho Lato Club
Disco Cruising Lounge Bar
Via Abate Minichini, 62
c/o P.zza Ottocalli
80137 Napoli
Italia
http://www.macholato.it
info@macholato.it
Riporto pari pari (o quasi...) le sue parole:
“Il Macho Lato club, pur se gestito dalla vecchia e storica guardia ursina napoletana, sembra un salto di qualità rispetto al passato. E' bello e pulito, la gestione come sempre amabile, unico neo (ma questo e' un mio personalissimo parere) una capiente dark fornita di maxi schermo con tanto di adorabilissime poltroncine in legno anni ’70 (l’unica cosa degna di nota)
. Il locale e' curato in ogni suo ambiente: dalla sala da ballo all'area lounge, dove ci si può accomadoare e fare quattro chiacchiere e, udite udite, c'è anche una zona “acquario” per fumatori
(saletta).Ripeto non sono un estimatore dei cruising ma, contrariamente alle aspettative, è un locale caldo e armonico. Nel suo insieme un posto dove, se distogli lo sguardo dalla dark, puoi anche sentirti a casa ed essere riscaldato dalle rifiniture in legno e pietra.
Con affetto Turbolento alias Danilo”
Noi di FreeBear, non potendo attualmente recarci sul posto, siamo andati a curiosare sul sito internet (http://www.macholato.it): molto curato e d’effetto. All’interno troviamo un classico menu con le presentazioni di rito, le informazioni sugli eventi, la “Gallery” (non ancora ultimata alla data attuale), i link e gli immancabili contatti.
Tra le varie attrazioni troviamo un’interessante connessione Internet WiFi, cosa che a mio avviso non può più mancare in un locale pubblico!
Sempre gironzolando per le pagine, scopriamo che (ahimé!) anche questo è un club affiliato Arcigay, si entra dunque con Cartaghèi. Evidentemente agli Italiani piace così. Peccato!
Ma in sostanza, quanto costa andare al Macho Lato? Dal lunedì al mercoledì si può entrare liberamente senza obbligo di consumazione (cinque euro ogni drink), il giovedì si pagano cinque euro per ingresso, drink e guardaroba, mentre dal venerdì alla domenica per entrare ci vogliono dieci euro, comprensivi di prima consumazione e deposito borsette.
Sabato undici ottobre ci sarà il primo evento ursino intitolato “Macho Bear”. Quindi Orsi e Cacciatori Partenopei preparatevi! Lisciate il vostro pelo, stirate la camiciola a quadri e riesumate il cappellino d’ordinanza!
Intanto grazie a Danilo per la segnalazione!
Macho Lato Club
Disco Cruising Lounge Bar
Via Abate Minichini, 62
c/o P.zza Ottocalli
80137 Napoli
Italia
http://www.macholato.it
info@macholato.it

Solo per i nostri lettori, noi di FreeBear ci siamo prestati a questa interessante esperienza sensoriale: è infatti incredibile quanto sia maleodorante questo locale fin dall’apertura! C’è puzza di urina ed escrementi umani che proviene dagli indescrivibili cessi e dalle due dark room, nelle quali ogni sera vengono propinati tristi spettacolini hard con cubiste mutandate Calvin Klein che si atteggiano a grandi fighe di Hollywood.
La birra in bottiglia costa 4,50 e un “Ron Cola” 6,50: mezzo euro in più rispetto al resto dei locali. Mi domando se il sovrapprezzo sia dovuto alla presenza delle virtuose attrici o al generatore di merda nebulizzata che inebria l’aria del locale.
Ingresso riservato ai soli uomini e consumazione obbligatoria.
The Cruise Bar
Centro Commerciale Yumbo
Playa del Inglés
Gran Canaria - Spagna

Questo disco pub, dotato di ampia superficie “Tavolinata” all’esterno, dispone di Bear-Dj che suona musica di buona qualità, martellante e a tutto volume.
I prezzi delle consumazioni non sono fra i più economici: quattro euro per una birra in bottiglia e sei euro per un “Coca e rum” alla spagnola (bicchiere cilindrico stretto, pieno di ghiaccio con tre dita di superalcolico), si addicono più a una Città europea che a un isola agevolata da parecchi sgravi fiscali.
Verso l’una di notte la tavolinerìa di dirada in maniera alopecica. Dove mai finirà la gente? Ma nell’ampio antro oscuro posto dopo il CESSO, alla destra del bancone.
Tra le novità di questa dark room segnaliamo:
zona illuminata con lampade di Wood a luce nera, utili per evidenziare forfora e macchie sospette su magliette e pantaloni (!?!?!?!?!?!)
uscita di sicurezza con maniglione antipanico situata in una zona particolarmente buia. Immaginate di trovarvi con il vostro bell’orsone in questa dark room, mentre pomiciate tenendo alta la Bandiera Italiana (!?!?!?!?). A un certo punto, in virtù di chissà quale movimento alternato, l’orso spinge la maniglia e spalanca la porta direttamente sulla passeggiata piena di famiglie tedesche con relativa prole in età prescolare, mostrando la chiappa appena tatuata con l’henné che recita: “Bienvenidos en las Islas Canarias!”

Locale per soli uomini (razzisti! N.d.R.), con monitor di fronte al bancone che riproducono film porno anche molto spinti, nei quali le braccia degli attori si perdono spesso negli anfratti villosi, in quanto pieni di villi...
Bancone e dark room sono inspiegabilmente invasi da una fastidiosa cortina di fumo di sigaretta. La consumazione è obbligatoria, altrimenti l’accesso in dark è interdetto.
I gabinetti fanno discretamente schifo: possono tornare utili le salviette detergenti, in quanto non c’è sapone per lavarsi le mani.
Consigliato per la metà della notte.
Construction
Centro Commerciale Yumbo
Playa del Inglés
Gran Canaria - Spagna
Seduti ai tavolini all’aperto che affacciano sullo struscio serale, passerella quasi obbligatoria prima di recarsi in qualsivoglia locale notturno, potrete degustare una pessima sangria (dieci euro al litro) o una buona birra (1,20 euro la piccola, 3,00 euro la media, 4,00 euro la grande). Noi ovviamente ci siamo buttati a pesce sulla sangria e, una volta accorti che faceva veramente cagare, abbiamo chiesto (con espressione volutamente disgustata) un po’ di zucchero per tentare di aggiustarne il sapore. Morale della favola: dal giorno seguente al “The Block” non hanno più servito la sangria
Evviva FreeBear e la nostra faccia tosta!!Aneddoti a parte, questo baretto dispone di una dark room “Di rappresentanza” delle dimensioni di uno sgabuzzino.
La toilette è una stia per polli e meriterebbe un trattato a parte dal titolo “Angustia, zozzeria e miasmi”, comprensivo di conta batterica per batteri fecali, tasso di urina sulle superfici lavabili, frequenza con la quale viene effettuata la pulizia, fatiscenza del cesso nella totalità dei suoi componenti (tazza, lavabo, accessori vari: carta, sapone, eccetera).
Locale per soli uomini, frequentato da Bear, Chaser e ammiratori. Barista cordiale e simpatico. Consigliato per cominciare la serata.
Aperto dalle 21:00 alle 3:00
Happy hour: 21:00 - 22:00
The Block
Centro Commerciale Yumbo
Playa del Inglés
Gran Canaria - Spagna
http://www.theblockgc.com

Il progetto che stiamo per presentare riguarda, nella fattispecie, la realizzazione di interviste a personaggi del mondo Bear Italiani (per cominciare) e stranieri (in futuro... chissà!).
La particolarità risiede nella modalità secondo cui verranno intervistate le persone, ossia in videoconferenza. Il primo lavoro sarà disponibile a breve e verrà anche pubblicato su YouTube. Ci auguriamo che la nostra idea riesca a dare maggiore visibilità all’intera comunità Bear e che venga apprezzata da tutti i nostri lettori.
Ma ora veniamo a noi: è risaputo ormai che il Company Club di Milano è da sempre il locale Bear per antonomasia, ritrovo gay per orsi, cacciatori (chaser), chubby e ammiratori.
E’ altresì noto, che dallo scorso autunno, la gestione è passata a un gruppo di volenterosi ragazzi che, investendo tempo e denaro, hanno impegnato le loro risorse per ridisegnare l’idea che la gente aveva del vecchio Company: ossia un locale brutto, sporco e poco agibile.
Senza ombra di dubbio i nuovi gestori hanno reso il locale meno tetro e morboso, l’aria più respirabile grazie al potenziamento dell’impianto di condizionamento, l’arredamento più moderno (i punti luce colorati, la scultura illuminata a taglio).
Un’importante novità consiste (finalmente!!) nella messa a norma dell’uscita di sicurezza, cosa di cui la precedente gestione se ne è tranquillamente fregata per anni.
E’ stato effettuato anche un ritocco agli orari di apertura anticipandoli: cosa che può tornare utile qualora si voglia andare a bere una birra in prima serata, senza attendere le undici.
Tuttavia le cose che ho apprezzato in modo particolare sono: l’aperitivo domenicale con ricco buffet (apertura ore 18:30) e l’Happy Hour del giovedì (dalle 21:30 alle 23:30). Interessanti sono pure le serate a tema del sabato sera (vedi programma sul sito).
Infine vi saranno presto alcune novità delle quali mi è stato gentilmente chiesto di non parlarne, per far sì che risultino una sorpresa per tutti

Dopo tutti questi elogi però, vorrei ribadire il solito problema della maggior parte dei locali gay italiani: ossia l’ingresso riservato ai soli tesserati Arci. Continuo a essere contrario a questo tipo di abitudine tutta italiana. Da qui non mi discosto e continuo a ripetere la mia disapprovazione!
Company Club
Via Benadir, 14
20132 Milano
MM2 Cimiano
Telefono: +39 02 2829 481
Cellulare: +39 348 966 5001
Nei bagni al piano inferiore sono presenti solamente gli orinatoi a muro, mentre ho cercato incredulo per diversi minuti un lavandino dove potersi lavare le mani dopo aver usufruito della ritirata. Ebbene il lavabo non esiste... è questa la ragione per cui non lo trovavo!
La qualità delle bevande non è eccellente e purtroppo non so nemmeno quale sia il prezzo di una consumazione. Già che si parla di denaro, vorrei far notare che la serata ci è costata 34 euro in due: ossia due ingressi e due guardaroba. Settantamila lire di qualche anno fa. Mi astengo da qualsivoglia commento in merito.
Andando per la prima volta al T-Bear, mi sono reso conto che la popolazione gay (o quanto meno una parte di essa) vuole, si aspetta e pretende questa strana mescola di cupo, morboso, sporco, soffocante e (a tratti) maleodorante. L’assurdo è che i frequentatori stessi esordiscano stancamente con frasi del tipo: “E’ il solito schifo!” o “Che palle, è la solita noia!” e ciò non di meno perseverano indefessi nella frequentazione di simili posti. Io penso che se una discoteca non si avvicini al mio concetto di “Piacevole”, difficilmente verrà frequentata dal sottoscritto dopo la prima volta!
Insomma, mentre il Company Club (dopo il cambio di gestione) e il neonato King fanno di tutto per cancellare il luogo comune del locale gay come ghetto oscuro, esiste ancora chi, purtroppo, è rimasto radicato al passato e non fa nulla per cambiare, anzi se ne strafrega di tutto e si para le spalle dietro la solita scusa del circolo culturale (Arci, per chi non avesse afferrato il concetto...).
Sconsigliato.
T-Bear - Disco Bar & Cruising
Breda, 158
Milano
http://www.t-bearmilano.it
t-bearmilano@tiscali.it
Tel.: 02 27005565 - 346 7505875
Fermata MM1 “Villa San Giovanni”
Ma procediamo con ordine: come da copione... promozione in pompa magna del nuovo locale, mistero e ambiguità nella comunicazione, “guerrilla marketing de no artri” e tante belle frasi fatte.
Sito internet carino ma con informazioni limitate. Banner di rigore su bearww.com e centinaia di iscritti alla serata dell’opening.
Anche noi ci siamo iscritti al “Chi ci va” di bearwww, anche se non avevamo ben chiaro quante tessere fossero necessarie per entrare. Tuttavia da bravi milanesi, a partire dalla fidaty card, "Le abbiamo tutte" per cui questo non ci preoccupava.
Alle 19.30, con un discreto ritardo sull’orario di apertura (da brave signore! Ndr), siamo giunti all’appuntamento accompagnati da due nostri amici etero.
Il primo impatto non è dei migliori: niente insegna, niente scritta, niente tappeti rossi… Solo un capannello di gente in attesa di entrare, di fronte a una porta nera di una vetrina nera in una via che di sicuro non può dirsi allegra e colorata (Via Derna).
Dopo pochi minuti il gruppo di fronte a noi entra e “SBAMMM!” la porta viene chiusa. Fora come quater pirla (tipica espressione colorita del vernacolo lombardo)... senza sapere cosa fare.
Non ci siamo persi d’animo, abbiamo suonato (c’è un campanello piccolo piccolo) e ci hanno fatti entrare.
Saluti e ossequi di routine. In un antro/controllo/entrata davvero un po’ piccolo, ci hanno controllato l’arcitessera, e costretto i nostri amici a sottoscriverne una nuova.
Ebbene sì: il King è un circolo privato ed è quindi d’obbligo possedere almeno una tessera (la fidaty non va bene!!!)
Finalmente entriamo. Il locale è completamente nero, qualche decoro grigio alle pareti, alcune lampade di design sul bancone, faretti incassati a illuminare il tutto. Subito a sinistra appena entrati è presente “Una scala per la perdizione” ovvero una discesa cocleiforme che conduce a un antro ben arredato, anticamera di una sala totalmente buia (ops una dark-room!).
Rimaniamo ai piani alti e depositiamo le pellicce al quadaroba, che (ahi noi!) non è ancora terminato, quindi visoni e zibellini rimangono alla mercé della folla su uno stipetto di fortuna.
Intanto notiamo la considerevole quantità di orsi e orsetti presente sia tra gli avventori che tra il personale.
Subito decidiamo di approfittare del bouffet di inaugurazione. Troviamo formaggi, salumi e altre prelibatezze, ma dispensate con eccessiva parsimonia per essere un’inaugurazione. Anche la più piccola delle navi merita d’esser varata con lo Champagne e non con il Lambrusco!
Un cameriere, un banco e vino gratuito sarebbero state una buona idea.Il reparto bar è ben fornito, c’è quasi tutto quello che serve in un signor bar! Manca solo il ghiaccio, che unito alla mancanza di condizionamento (non ancora funzionante ma presente), rende locale e bevanda più simile ad un “Tè nel deserto” piuttosto che ad un cocktail da “Sex and the city”.
La consumazione è allineata al resto di Milano, con o senza tessera arci (per dovere di cronaca cinque delle dieci consumazioni che abbiamo fatto erano merito di free drink).
Ci siamo subito fatti riconoscere e abbiamo chiacchierato con i vari soci. Interessanti le informazioni che ci hanno elargito sui triboli che un gestore deve affrontare per aprire un locale a Milano, e su quelli che bisogna superare se si vuole aprire un circolo Arcigay. Ma di questo parleremo in un’altra occasione.
Ovviamente una capatina ai bagni, belli, grandi, puliti anche a fine serata e (udite udite!) a norma.
Ma una cosa che non è a norma in questa serata l'abbiamo trovata: sono gli avventori. Sembrava infatti di stare a una festa di casalinghe disperate: grandi sorrisi, baci e poi pettegolezzi orrendi.
Riporto ma mi dissocio: "Che schifo questo locale è troppo luminoso!” (Luminoso? E’ tutto nero!!! ndr)
“Siiiii... carino... ma troppo piccolo!” Ma se sono anni che andiamo al Company che è grande più o meno uguale!!
“Troppo vuoto”… ”Troppo nero”... ”Troppo grandi i bagni” (giuro che me l’hanno detto!)... “Troppo caldo”... (vero!)... “Troppa gente”... “Non c’è nessuno”... eccetera.
Insomma era una gara a chi riusciva a sputare più veleno.
Ebbene anche noi di difetti ne abbiamo trovati parecchi, ma non per questo esprimiamo un giudizio negativo. Anzi, alla fine il King di Milano, anche se di luccicante e misterioso ha ben poco, è un degno bar gay, in una città dove i bar gay si contano su una mano.
Cominciare un’attività in questo paese non è facile e i risultati purtroppo si vedono. Ma almeno loro hanno il coraggio di farlo, e per questo si meritano tutti i nostri complimenti.
Ci riserviamo il giudizio sul King di Milano in un prossimo futuro, nella speranza che riescano a risolvere problemi tecnici e annessi.
Un’ultima cosa: finiamola di presentare meravigliose, luminose e nuove creature, brillanti e fantastiche, che in realtà sono solo brutti anatroccoli che forse un giorno diventeranno cigni, sempre che le streghe cattive non decidano di avvelenarli prima.
Hans Pizzicaluna Handersen
King
Via Derna, 19
Milano
Lombardia
http://www.kingmilano.com
Allo stato attuale è presente solamente il sito internet, il cui URL è http://www.kingmilano.com e null’altro, se non l’attesa. Ragion per cui tentiamo capire di cosa si tratta: una discoteca? Un disco pub? Un bar con musica? Un cruising?
In pagina principale viene riportato quanto segue: “E' nero come la notte. E’ dorato come un bel gioiello. Vestito da sera, il KING è pronto a sedurre i sensi con un fascino tutto suo, sensuale e inebriante, ma sempre con stile e tono sobrio e garbato…”
E fin qui le premesse sono ottime direi. Poi continua: “Il KING è il nostro luogo dove possiamo incontrarci, fare amicizia, ascoltare della buona musica.”
Si direbbe una sorta di bar in stile Company Club. Chissà che non sia davvero l’inizio di un fiorire esponenziale di locali gay gli uni vicini agli altri, come si vede negli altri paesi europei!
Infine il manifesto conclude: “Il KING è lo spazio per tutti. Ingresso riservato ai soli soci con tessara ARCI - UNO CARD”
Evidentemente non è proprio per tutti, dato che l’ingresso viene precluso a priori a coloro i quali siano sprovvisti di “Uno Card” ovvero non vogliano tesserarsi affatto! Purtroppo ci siamo nuovamente: dietro una promessa di tutela nei confronti dei cattivi omofobi che minacciano le dark-room italiane si nascondono in realtà quindici sonanti euro che entrano nelle tasche dell’ARCIGAY. Discorso portato avanti da parecchio tempo in questo blog, sul quale non voglio affatto dilungarmi ulteriormente.
Ma torniamo al King e a quello che propone: sembra che non sia un locale esclusivamente di stampo Bear, ma che coinvolga una clientela più eterogenea. Questo potrebbe anche essere un bene a mio avviso!
Sta di fatto che la serata dedicata esplicitamente al mondo Ursino e ai suoi ammiratori sarà niente meno che il venerdì.
Altro punto degno di nota è che la domenica l’apertura verrà anticipata alle 19:00, ci sarà un buffet (ricordate sempre che il cibo attira l’orso!!) e musica Lounge.
Infine vale la pena ricordare dove si trova il King: in Via Derna 19, Milano. Qui trovate la mappa: http://www.kingmilano.com/dove_siamo.html
Non resta altro che attendere l’inaugurazione del locale, che avverrà Sabato 5 aprile.
Ormai è un dato di fatto! Bear e cacciatori sono diventati un vero e proprio target commerciale.
Si moltiplicano infatti le iniziative commerciali che hanno come riferimento gli orsi e i loro estimatori.
Nella sempre attiva capitale infatti ha da poco tempo aperto i battenti una gelateria/pasticceria dedicata anche a noi orsi.
Si chiama ICECREAMBEARS, ed è una delle novità più interessanti della gay streat romana. Carlo e Gianni, questo il nome dei due titolari, consapevoli del valore di mercato (leggi orsi golosi) di una gelateria pasticceiria dedicata, hanno deciso di rivolgersi al mondo bear per proporre i loro gelati e splendidi dolci siciliani. Ovviamente si tratta di una "normale " gelateria aperta al pubblico di ogni specie, ma dove bear e cacciatori sono trattati con occhio di riguardo.

Come non condividere questa iniziativa? In fondo noi orsi siamo i golosi per antonomasia, e chi, oltre noi , può tranquillamente mangiare coppette e coni delle dimensioni di isolotti antartici senza colpo ferire? Se poi l'ambiente è familiare e sociovele come da Icecreambers, facilmente si può cadere in tentazione e decidere di fare il bis di gusti dai nomi indubbiamente mirati come l'orso bianco e il crembear.
Se poi ci mettiamo anche splendide cioccolate calde e dolci siciliani, tra i quali è un piacere segnalare cannoli e rotoli pistacchio/limone/ricotta, c'è da pensare di trasferirsi e metter su tana nei pressi di questo piccolo luogo di perdizione dei sensi.....
Ad onor del vero devo amettere che né io né il Gattosalsiccia abbiamo ancora provato di persona le delizie di paradiso glucidico, ma le premesse sono ottime....rimane sempre un piacere avere giudizi da voi lettori, quindi non mancate di postare i vostri commenti.

ps: Da non sottovalutare anche la parte puramente bear: ovvero i due titolari heheheh una visita se la meritano proprio.
Iperinsulinicamente Vostro Pizzicaluna
Icecreambears gelateria pasticceria
Via San Giovanni in Laterano, 120 - ROMA
sito : http://www.flickr.com/photos/icecreambears





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