Ho pubblicato alcune foto del Pride di Roma, ma devo essere onesto, un pòo' mi piange il cuore... ho decine di foto di splendidi orsi e fantastici cacciatori che non posso mostrarvi perché non ho la liberatoria.
Prometto da ora in poi girerò con il blocco delle liberatorie in tasca!

La legge legge 196/03 e la vecchia legge 633/41, citano che se le fotografie riferiscono di un evento pubblico non è necessaria l'autorizzazione dei soggetti ritratti, eccezion fatta per l'assimilazione dell'immagine di un individuo a un dato personale e per il concetto di dato sensibile (orientamento religioso o sessuale, salute, aspetti economici, ecc.) per il quale è richiesto l'assenso scritto da parte del soggetto ritratto.
A questo punto abbiamo deciso che, essendo immagini riguardanti una manifestazione pubblica, metteremo in linea solo le foto generiche, coscienti del fatto che perderemo delle vere e proprie chicche, ma crediamo fortemente nella libertà e nei diritti di tutti e a questo si può sacrificare un pò di facile gossip.
Noi abbiamo ovviamente scelto quello a base di Orsi, ossia ci siamo precipitati allo Chalet, in zona Stadio Olimpico.
Locale carino, dotato anche di ampio spazio boschivo esterno che, sul tardi, si è trasformato in una gigantesca dark a cielo aperto.
Musica martellante spettacolare (per quanto mi riguarda!), ma gente danzante poca. Peccato!
In compenso l'ingresso è costato quindici euro e le consumazioni successive alla prima cinque euro... nella norma direi.
È stato, allo stesso tempo, sia un bagno di folla che di sudore, a causa del torrido pomeriggio.
Fa una certa impressione sapere che si è circondati da altre novecentonovantanovemila persone... circa!
Un sacco di gente che chiede rispetto e gli stessi diritti degli eterosessuali.
Grande assente dalla parata: il governo. Quella sinistra che, speranzosi, abbiamo votato e che si è prontamente tirata indietro non appena ha inteso la parola "Matrimonio".
Il presidente dell'Arcigay ha rassicurato noi tutti, comunicandoci che i proventi del tesseramento sono stati investiti per assoldare un manipolo di impavidi giuristi, i quali avranno l'arduo compito di scoprire quali tasse potremmo pensare di non pagare.
Mi chiedo invece perché non vengano intraprese azioni di controllo sui locali affiliati Arcigay affinché divengano i centri culturali che dovrebbero in effetti essere in luogo degli squallidi scopatoi che sono allo stato attuale delle cose.
Buona salsiccia
Venerdì quindici giugno duemilasette.
Serata Bear alla discoteca denominata "Saponeria".
Resoconto:
- Ingresso: euro venti (20!!!!), comprensivi di consumazione... SCANDALOSO!!
- Orsi: pochi
- Gente in generale: poca
- Ulteriore consumazione: euro otto (8!!!!)
- Qualità delle consumazioni: dire annacquate sarebbe come fare un complimento!
- Condizione delle latrine: ignobile! Ma i N.A.S. e le ispezioni delle A.S.L. dove sono finiti??
- Musica: elettronica e techno, nel complesso decente.
Giudizio complessivo: BELLA MERDA!!
Ma detto proprio di cuore!!
Buona salsiccia!
Sabato si terrà il Gay Pride Nazionale Italiano a Roma.
Si sfilerà per ricordare al mondo intero la presenza degli omosessuali all'interno delle consuete attività umane.
Si marcerà, fra canti, danze e colori per chiedere i diritti fondamentali di cui tutti dovrebbero godere "di default".
Ci si farà venire un principio di laringite per gridare "uguaglianza e stop alla discriminazione".
Ed è proprio su quest'ultimo punto che vorrei focalizzare l'attenzione: a quanti non è mai capitato di sentirsi rifiutata l'entrata in un locale poiché sprovvisti di tessera Arci? E chi non ha mai vissuto la spiacevole e imbarazzante situazione di vedersi respinta l'amica all'ingresso della discoteca, per il solo motivo che madre natura l'avesse dotata di vagina anziché di organo copulatorio maschile?
Che senso ha tutto questo, quando nel resto del mondo non è richiesta alcuna tessera di mirabolanti associazioni per poter entrare in un bar, sauna o discoteca che sia?
Qual'è lo scopo di eliminare la presenza femminile, quando nel resto del pianeta esistono locali MISTI, con presenza di gay, lesbiche ed etero?
Non è razzismo tutto ciò? Non è forse discriminazione? Non è forse approfittare della gente per estorcere denaro?
Ma soprattutto come possiamo chiedere e pretendere uguaglianza se poi sosteniamo simili comportamenti?
Rifletteteci quando all'ingresso verrà strisciata la tessera nell'apposito lettore e "Ops... è scaduta! Sono quindici euro! Se vuoi entrare è così, altrimenti arrangiati!", per poi trovarsi in una topaia maleodorante piena zeppa da scoppiare di soli uomini arrapati che hanno scambiato quello che dovrebbe essere un luogo di ritrovo e di divertimento per uno squallido scopatoio.
Buon Pride a tutti!!





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