Vi è mai capitato di avere un rapporto sessuale non protetto? Beh, ovviamente sarebbe meglio che ciò non capitasse mai, s'intende!
Tuttavia, nella malaugurata ipotesi che si rompa il profilattico o in caso di dubbi sulle malattie a trasmissione sessuale a chi vi rivolgereste per ottenere informazioni e per effettuare i test di rito?

Quelli di Progetto IST Onlus ci hanno pensato e oggi propongono la loro soluzione.
In che modo?
Utilizzando la Rete Internet come mezzo per ottenere le informazioni il più velocemente possibile e alla portata (quasi) di tutti.
Progetto IST ha messo online il Database Nazionale dei Centri per la Diagnosi e la Cura delle Malattie Sessualmente Trasmesse. Una raccolta di Centri MST e di strutture analoghe, suddiviso per regioni, province e città.
Chiunque abbia bisogno di queste informazioni potrà d'ora in poi collegarsi al sito www.intelligenzasessualmentetrasmissibile.org, andare nella sessione "Diagnosi e Cura" e, con soli Tre Clic del mouse, raggiungerà il centro che più gli interessa.
Semplicissimo, vero?
Un abbraccio dal vostro Gattosalsiccia!
Letteralmente sconvolti (!) dalla notizia della Bruni che, offesa e risentita, ha dichiarato al mondo intero che non avrebbe mai e poi mai partecipato al Festival di Sanremo; discretamente basiti per come il “Dott.” Morgan dei Bluvertigo abbia affermato che la cocaina è in assoluto il miglior antidepressivo perché anche Freud la prescriveva; stanchi e bisognosi di cure e di coccole, abbiamo finalmente concesso un fine settimana di completo relax ai nostri caduchi e transeunti contenitori di anime eterne e imperiture che, anche se mortali, avevano un tremendo bisogno di distendersi!
In pratica ci siamo detti: l’Italia possiede un primato in fatto di stazioni termali! Perché non approfittarne?
Detto fatto ci siamo muniti di catene da neve (stando alle previsioni del tempo ci sarebbe stato un mezzo finimondo... praticamente un quasi-ossimoro!) e abbiamo rivolto la prua della fida Gattomobile in direzione Merano, Alto Adige... e non date mai del trentino a un altoatesino, mi raccomando!

L'ingresso delle Terme di Merano
Tutto il viaggio si è svolto nel fine settimana del Carnevale che, guarda caso, coincideva con San Valentino. E quale occasione migliore per muoversi senza prenotare nulla in anticipo?
Tutti i pacchetti offerta dell’Hotel Terme erano esauriti (peccato! Ci riproveremo la prossima volta...), ma da bravi FreeBear colmi di Bearitudine maxima, non ci siamo persi d’animo e abbiamo superato noi stessi: direttamente dall’autostrada, grazie all’iPhone di iPizzicaluna siamo riusciti a prenotare un iHotel che distava soli dieci minuti a piedi dalle iTerme: il “Siegler im Thurm”, che tradotto suona esattamente come “Albergo alla torre” (http://www.thurm.it).
Per quarantacinque euro a testa per notte abbiamo dormito in una stanza più che dignitosa, e ci siamo strafogati un’abbondante colazione al buffet. Personale molto cordiale e ambiente pulitissimo, com’era da aspettarsi in Alto Adige!
Inoltre abbiamo apprezzato parecchio il dieci percento di sconto offerto dall’hotel sul biglietto d’ingresso alle terme!
La giornata di sabato è stata quindi completamente dedicata al relax. Saune con gettate di vapore agli oli essenziali, bagni turchi con scrub al sale, vasche di reazione e una stanza “della neve” con temperatura di meno dodici gradi. Queste alcune delle attrazioni delle terme. Oltre ovviamente al bar dove ritemprarsi con un ottimo centrifugato di frutta e verdura o una tisana, per non parlare delle piscine e degli idromassaggi all’esterno, che consentono di godere di un impagabile panorama mozzafiato fatto di impervie montagne innevate... e qualche orsetto che ogni tanto ci sfilava davanti al naso!
In sauna si accede completamente nudi e senza ciabatte, solo con l’asciugamani, altrimenti ti becchi una di quelle cazziate dal personale che te la ricordi a vita!
Dulcis in fundo non potevano mancare i materassini ad acqua, in una suggestiva stanza semi oscura con il soffitto stellato trapuntato di led. A dire il vero non li ho trovati così comodi come me li aspettavo: avevo infatti l’impressione di essermi sdraiato su un enorme budino ripieno di acqua che sciabordava a ogni movimento del corpo.
Le terme rimangono aperte dalle nove del mattino fino alle dieci di sera (il primo venerdì del mese si chiude a mezzanotte) e il biglietto d’ingresso giornaliero costa venticinque euro. Quasi la metà rispetto a Milano o Bormio.
Insomma, tre giorni di impagabile benessere che ognuno dovrebbe concedersi almeno una volta ogni tanto!
Consigliate dal Gatto e dall'Orso.
Bye bye!
Anche questa sera FreeBear è in fervente attività e, per l’occasione, si recherà a festeggiare il Carnevale Ambrosiano al One Way di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano.

La serata promette bene: buffet e dolci tipici, con premi per le migliori maschere. Musica spacca-orsi di Dj Giorgino dalle 22:30 a oltranza.
Allora che aspettate? Orsi, orsetti e cacciatori da tutto l’Universo, venite anche voi?
Ah... noooooo?
Beh, peccato! In tal caso seguiteci su Twitter in tempo reale!
Come al solito saranno assai graditi i vostri commenti sulla serata, a patto che siano educati e non offendano nessuno, altrimenti sculacciate a culo nudo con strofinacci bagnati! Oddio... adesso che ci penso... a qualcuno potrebbe piacere...
Buon Carnevale a tutti!!
Il vostro vero, unico, certificato Gattosalsiccia (che è indeciso se travestirsi da tappo di sughero o da neutrino...)
Sorvolando sulle improbabili ed improponibili mise della Clerici (ho sempre pensato che fosse sprovvista del senso del ridicolo e questo Sanremo ne è la prova), tra stelle e stelline uscite dalla televisione e qualche vecchia gloria, fino ad ora la trasmissione ha destato poche sorprese a dire il vero, e non è che si salvi molto!

Qualche brividino devo dire che l’ho provato stavolta con la canzone di Noemi, e non di freddo, la ragazza si sta rivelando molto brava e non un fuoco di paglia.
Mi piace anche la veterana Irene Grandi; la canzone ha bisogno di qualche ascolto ma è molto “Baustelle” e si sente!
Arisa la trovo tremendamente divertente e la sua Malamorenò è parecchio orecchiabile, per cui se vi trovate a canticchiarla all’improvviso non stupitevi affatto e naturalmente anche alle Sorelle Martinetti tanto di cappello.
Anche la canzone di Ruggeri non è male ma... sì perché c’è un ma: provate a pensarla rallentata e cantata dalla Mannoia. Tutto un altro effetto.
La canzone di Malika Ayane è molto bella, ma peccato che anche lei abbia la stessa sindrome di Giusy Ferreri, cioè quella di avere una noce di cocco non si sa bene dove...
Marco Mengoni ha una voce molto interessante ma non basta a nobilitare una canzone brutta e anonima, e non essendo interessato a sapere se lo prende o lo dà mi piacerebbe che la smettesse di giocarci sopra! Come non detto: l’ho appena visto truccato come neanche una ragazza dell’Est alle prese coi primi rudimenti del trucco... no comment!
“Il mondo piange” è il profetico titolo della canzone eseguita da Irene Fornaciari & I Nomadi; appena l’ho sentita ho capito che non si sarebbe potuta intitolare in maniera diversa, anche le mie orecchie piangevano, spero che ritorni a fare la corista del padre, farebbe meno danni!
Cosa dire sul Trio Mondezza che non sia stato già detto? Che stanno a Sanremo perché di qualcosa si deve parlare e perché da quello che ho sentito con la musica centrano proprio poco, che poi l’inciso del tenore sia in sostanza uguale ad Over The Rainbow (che se non ricordo male è dal Mago Di Oz), magari c’è la speranza che un tornado se li porti via... e per sempre!
La musica di Cristicchi rappresenta finalmente un poco di movimento al Festival, sì però c’è anche il testo e capisco che vorrebbe essere ironico ma a me fa ridere veramente poco, decisamente Sark-ono.
Purtroppo molte delle canzoni sono veramente brutte, e dopo avere ripescato il Trio Mondezza anche Valerio/a Scanu è stato rimesso in gioco, anche se deve dire grazie ad Alessandra Vuoto Pneumatico Amoroso.
Nino D’Angelo & Maria Nazionale rimandati a casa probabilmente perché è mancata la traduzione simultanea di Olga Fernando e la gente non ha capito niente, sul resto meglio sorvolare...
Della serata delle Sanremomarchette salvo la Mannoia ed Elisa. Anche se a Mia Martini la Mannoia non stava molto simpatica (un tempo le provinava i pezzi) c’è una certa giustizia poetica nel sentirla cantare Almeno Tu nell’Universo.
Sentire Miguel Bosè che ironizza su Non ho l’età è stato uno dei momenti comici della serata e devo dire che nonostante non lo ami particolarmente Massimo Ranieri ha ancora una certa classe.
Sui giovani taccio altrimenti rischio una causa; però devo dire che l’unica che per ora si salva e la Zilli (anche perché il vestito lo ha disegnato un mio amico), anche se sarebbe meglio se la smettesse di cantare come Giusy Ferreri….
P.s.: ho deciso che non parlerò di Povia , anche perché sarebbe come sparare sulla croce rossa! Dirò solo che è un emerito opportunista che con la musica centra veramente poco.
Il vostro Satanik
Stasera FreeBear andrà finalmente al Ruvido Club, la serata milanese dedicata al mondo Bear e alla buona musica.
Venerdì Grasso, in occasione del Carnevale Meneghino, dalle undici e mezza di sera a oltranza in Via Plinio (angolo Via Pascoli), tre Dj e due Vj faranno ballare e divertire il popolo ursino nella nuova location, al suono di una scatenata deep house, progressive ed electro.
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Ingressi: €15,00 intero; €13,00 ridotto con lista fino alla una (per info vedi il sito www.ruvidomilano.com). Consumazioni oltre la prima: €6,00. Acqua €2,00; guardaroba €2,00.
Come al solito invitiamo tutti i nostri lettori che parteciperanno a commentare la serata. Esprimete i vostri giudizi, siano essi positivi o negativi, ma sempre con educazione e senza offendere nessuno!
E ovviamente non dimenticate di seguirci su Twitter! (trovate il link sulla home page di www.freebear.eu)
Allora che aspettate? Siete pronti a venire anche voi?
p.s.: ma i gatti hanno la lingua ruvida!
Sayonara
Gatto (ruvido) Salsiccia
Non desta sorprese il fatto che il salone internazionale del mobile di Colonia 2010 sia apparso nell’insieme più sobrio, misurato, essenziale.
L’evento, che quest’anno ha avuto una durata di un giorno più breve senza veder diminuire pubblico o volume d’affari, ha confermato in tal modo la sua capacità di catturare e rispecchiare in maniera fedele lo Zeitgeist senza l’enfasi talvolta eccessiva del palcoscenico milanese.
La crisi che ha investito l’economia nei mesi passati è sembrata tradursi in una riflessione globale sui materiali, le tecniche e la sostenibilità della produzione, presente tanto nelle collezioni dei maggiori espositori, quanto nei progetti dei giovani designer e delle scuole di design che hanno partecipato alla manifestazione.
La nuova percezione dei valori e del rapporto con il mondo sembra così aver dato luogo ad un nuovo modo di organizzare e gestire lo spazio.
Notevole è stato il senso del fluire dello spazio stesso, ben presentato dal nuovo concetto esposto nel padiglione 3: da uno spazio compartimentato, di separazione si passa ad uno spazio comune ed intimo, dove le frontiere tra la stanza da letto e la sala da bagno svaniscono.
Non si è rinunciato al lusso, ma si è preferito investire in qualcosa di solido e di durevole, come il legno pregiato. Paradigmatica in questo senso la realizzazione dello studio Piano per R 1920, impressionante tavolo realizzato in un solo pezzo, che da una parte unisce i commensali, d’altra parte li interpella, presentando nella sua massiccia concretezza l’opera della natura.
Altri accenti sono apparsi qua e la, come la bellissima table basse multistrato in forma organic di ligne roset.
Il solido, il sicuro quindi, lontano dagli eccessi del passato (persino Bretz è sembrato, se altrettanto onirico, meno bombastico), ma anche l’innovativo, per quanto riguarda le soluzioni modulari come il lounge chain di Ei GmbH, o altre inedite soluzioni d’illuminazione LED o per lo stoccaggio dei libri.
Il poetico non è venuto meno. Questo è emerso soprattutto nei progetti delle accademie di design e dei giovani partecipanti al premio di design. Ha preso accenti nostalgici, invitanti al sogno, come il letto in fieno della “Art Future” Design School di St. Petersburg, o la sedia a dondolo realizzata in materiali industriali dello studio Joon & Jung, capace però di imitare il rumore del mare per un pubblico urbano ormai lontano dalla natura.
È apparso più urgente, inquietante, nelle forme del gigantesco scontrino interattivo della HAWK Hildesheim, che ricordava come ogni azione abbia il suo costo o dell’igloo in scatole Ikea dell’accademia di Garmisch Partenkirschen, che, immerso nella sua luce azzurrognola, sottolineava l’importanza del riciclaggio e del risparmio delle risorse in un mondo che rischia il disastro climatico.
Inserendosi così ad hoc nel contesto attuale l’IMM si chiude con un discreto successo per gli organizzatori, gli espositori e il pubblico, gettando così le basi per il suo prossimo sviluppo e preconizzando forse anche una strategia pragmatica adatta a questo periodo di post crisi, fondata sull’attenzione al mondo che ci circonda e sulla valorizzazione del concreto.
Tra le varie situazioni che precedono il fine settimana una di cui si parla semre più spesso, perlomeno nelle grandi aziende, è il Casual Friday.
Si tratta dell'abitudine di prepararsi ai giorni di meritato riposo, limitando la formalità tra colleghi e indossando abiti casual, quindi più comodi. Io l'ho sempre trovata una trovata carina, ma oggettivamente c'è molta gente che la ritiene un'ulteriore forzatura.
I nostri lettori che ci seguono dagli uffici sono tanti, a loro chiedo ma se il Casual Friday fosse così anche da voi?
Saluti Pizzicaweekend!





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