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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Gattosalsiccia (del 29/03/2009 @ 04:11:30, in Off Blog, linkato 311 volte)
A quanto pare Jean Luc Picard, Capitano della nave spaziale Enterprise nella serie "Star Trek - The Next Generation", ha una vita privata un po' particolare: per nulla confacente al rigore militare della Flotta Stellare.

Posa plastica!
Niente uniformi inamidate, niente portamento marziale, nessuna voce impostata.
Ma soprattutto per nulla etero!
Guardate voi stessi!
Saluti a tutti!

Posa plastica!
Niente uniformi inamidate, niente portamento marziale, nessuna voce impostata.
Ma soprattutto per nulla etero!
Guardate voi stessi!
Saluti a tutti!
Di Gattosalsiccia (del 23/03/2009 @ 15:15:00, in Off Blog, linkato 264 volte)
Non c’entra nulla con Bear, Chaser, Chubby e altri graziosi morbidi esponenti della “Bearitudine” in senso lato.
Questa notizia tocca gli “Apple addicted” che, come al sottoscritto, emettono un rigolino di saliva dall'angolo della bocca non appena si trovano di fronte a una mela morsicata, specie se è serigrafata su policarbonato lucido bianco o su argento satinato ventiquattro pollici

Il nuovo iMac Shuffle
L’iMac Shuffle è senza schermo, interamente in alluminio scolpito per una robustezza extra. E’ stato eliminato il monitor per rendere l'iMac ancora più leggero rispetto ai suoi predecessori e assicurarci che nulla potesse distogliere l'attenzione dal logo Apple. Per fare questo la “maison” di Cupertino si è ispirata al recente e brillate prodotto: il nuovo iPod Shuffle!
L'aver tolto il monitor ha permesso di rendere il nuovo imac talmente sottile che di profilo stenterete a vederlo.

Il nuovo iMac Shuffle di profilo
Come potete notare è sparita la tastiera, sostituita dall'incredibile telecomando stile iPod Shuffle.
Con l'accoppiata VoiceOver e il telecomando dell'iPod non sentirete mai la mancanza del monitor. Chi aveva bisogno di tutti quegli scomodi colori e di quegli obsoleti tasti?
In dotazione troverete anche un comodo manuale di 72.000 pagine che spiega chiaramente tutto quello che c'è da sapere sul telecomando e su VoiceOver.
Usando solo i 3 pulsanti del telecomando si potrà infatti avviare qualsiasi applicazione, passare facilmente da una finestra all'altra, lavorare con i livelli di Photoshop e tutto quello che desideri fare.
Che aggiungere dunque? Con la vostra scrivania finalmente libera da quell’odiosa e ingombrante tastiera, potrete gustare degli ottimi iDolci, naturalmente appoggiati su una iScrivania!

Come resistere?
p.s.: ovviamente si tratta di un iScherzo!
iFonti:
http://imacshuffle.com
http://fotomomo.blogspot.com/2009/03/il-nuovo-imac-shuffle.html
Questa notizia tocca gli “Apple addicted” che, come al sottoscritto, emettono un rigolino di saliva dall'angolo della bocca non appena si trovano di fronte a una mela morsicata, specie se è serigrafata su policarbonato lucido bianco o su argento satinato ventiquattro pollici


Il nuovo iMac Shuffle
L’iMac Shuffle è senza schermo, interamente in alluminio scolpito per una robustezza extra. E’ stato eliminato il monitor per rendere l'iMac ancora più leggero rispetto ai suoi predecessori e assicurarci che nulla potesse distogliere l'attenzione dal logo Apple. Per fare questo la “maison” di Cupertino si è ispirata al recente e brillate prodotto: il nuovo iPod Shuffle!
L'aver tolto il monitor ha permesso di rendere il nuovo imac talmente sottile che di profilo stenterete a vederlo.

Il nuovo iMac Shuffle di profilo
Come potete notare è sparita la tastiera, sostituita dall'incredibile telecomando stile iPod Shuffle.
Con l'accoppiata VoiceOver e il telecomando dell'iPod non sentirete mai la mancanza del monitor. Chi aveva bisogno di tutti quegli scomodi colori e di quegli obsoleti tasti?
In dotazione troverete anche un comodo manuale di 72.000 pagine che spiega chiaramente tutto quello che c'è da sapere sul telecomando e su VoiceOver.
Usando solo i 3 pulsanti del telecomando si potrà infatti avviare qualsiasi applicazione, passare facilmente da una finestra all'altra, lavorare con i livelli di Photoshop e tutto quello che desideri fare.
Che aggiungere dunque? Con la vostra scrivania finalmente libera da quell’odiosa e ingombrante tastiera, potrete gustare degli ottimi iDolci, naturalmente appoggiati su una iScrivania!

Come resistere?
p.s.: ovviamente si tratta di un iScherzo!

iFonti:
http://imacshuffle.com
http://fotomomo.blogspot.com/2009/03/il-nuovo-imac-shuffle.html
Di Pizzicaluna (del 22/03/2009 @ 01:00:00, in Musica, linkato 248 volte)
E’ ormai un tormentone!
Avete presente Single Laedies di Beyonce? Una canzoncina carina, orecchiabile, accompagnata da un video altrettanto azzeccato e simpatico, questo il link al video !
Bene! Oramai, da alcuni mesi, ne imperversano su internet numerose rielaborazioni, spesso molto divertenti.
Ovviamente non poteva mancare la versione Bear, anche se il termine corretto sarebbe chubby. Cubby è il nome d’arte del “ballerino” che ne ha realizzato una versione adiposa, spesso non facile da contenere (!), che qui di seguito vi posto:
Tre signore in carne, hanno a loro volta reinterpretato da Beyonce e relative ballerine. Le tre danseuses, pur non avvicinandosi minimamente ai tempi e ai ritmi originali, per evidenti motivi legati alle leggi dinamica, riescono comunque a essere sexy e sicuramente simpatiche.
Ma le parodie non si sono limitate al mondo di internet e i nostri eroi ed eroine sonno approdati anche in televisione, e non in un programma di una sconosciuta televisione locale, ma al notissimo Tyra Banks Show della ABC, famoso per le interviste sempre molto divertenti ed esilaranti.
Ecco come da youtube si può finire ai clamori del grande pubblico !
Dimenticavo.. anche il mitico Justin Timberlake compare in una rielaborazione, per altro molto divertente.
Ma non mancano anche bambini, coppie, scuole di danza, anziani, animali!
Chi più ne ha più ne metta sul proprio tubo!
Avete presente Single Laedies di Beyonce? Una canzoncina carina, orecchiabile, accompagnata da un video altrettanto azzeccato e simpatico, questo il link al video !
Bene! Oramai, da alcuni mesi, ne imperversano su internet numerose rielaborazioni, spesso molto divertenti.
Ovviamente non poteva mancare la versione Bear, anche se il termine corretto sarebbe chubby. Cubby è il nome d’arte del “ballerino” che ne ha realizzato una versione adiposa, spesso non facile da contenere (!), che qui di seguito vi posto:
Tre signore in carne, hanno a loro volta reinterpretato da Beyonce e relative ballerine. Le tre danseuses, pur non avvicinandosi minimamente ai tempi e ai ritmi originali, per evidenti motivi legati alle leggi dinamica, riescono comunque a essere sexy e sicuramente simpatiche.
Ma le parodie non si sono limitate al mondo di internet e i nostri eroi ed eroine sonno approdati anche in televisione, e non in un programma di una sconosciuta televisione locale, ma al notissimo Tyra Banks Show della ABC, famoso per le interviste sempre molto divertenti ed esilaranti.
Ecco come da youtube si può finire ai clamori del grande pubblico !
Dimenticavo.. anche il mitico Justin Timberlake compare in una rielaborazione, per altro molto divertente.
Ma non mancano anche bambini, coppie, scuole di danza, anziani, animali!
Chi più ne ha più ne metta sul proprio tubo!
Di Gattosalsiccia (del 20/03/2009 @ 08:19:53, in Notizie, linkato 297 volte)
Da alcuni mesi un nuovo gruppo Bear sta calcando le strade del mondo ursino italiano. Si tratta di Bear Marche (www.bearmarche.com), fondato da due orsetti (Simone ed Ermete) “...con la voglia di divertirsi e di creare un bel gruppo di amici...”.
I nostri audaci fondatori di Bear Marche hanno già organizzato alcune serate al “Pensiero Stupendo” di Senigallia (AN) (www.pensierostupendo.net), nota discoteca gay della riviera adriatica, già sede di altri importanti eventi ursini.
Sul loro sito (www.bearmarche.com) si possono trovare: notizie dal mondo gay Bear e non solo, rubriche, chat, gallerie fotografiche e molto altro.
Lo staff di FreeBear non può altro che augurar loro buona fortuna e buon lavoro!

I nostri audaci fondatori di Bear Marche hanno già organizzato alcune serate al “Pensiero Stupendo” di Senigallia (AN) (www.pensierostupendo.net), nota discoteca gay della riviera adriatica, già sede di altri importanti eventi ursini.
Sul loro sito (www.bearmarche.com) si possono trovare: notizie dal mondo gay Bear e non solo, rubriche, chat, gallerie fotografiche e molto altro.
Lo staff di FreeBear non può altro che augurar loro buona fortuna e buon lavoro!
Di Pizzicaluna (del 17/03/2009 @ 21:23:32, in sondaggi, linkato 548 volte)
Visto che tanto scalpore generano i nostri commenti, torniamo a fare il blog di servizio e postiamo un nuovo sondaggio, che trovate qui a lato!

la domanda è: quale è il locale bear, che preferite a Milano? fatela voi la differenza
Rispondete in tanti!

la domanda è: quale è il locale bear, che preferite a Milano? fatela voi la differenza
Rispondete in tanti!
Di Pizzicaluna (del 17/03/2009 @ 15:57:34, in Off Blog, linkato 415 volte)
Si può sempre giocare con il sesso, si può anche fare del sesso su internet senza per forza fare della pornografia.
Questo è il caso di Beautiful Agony, la faccette de la petite Mort.

Un divertente sito dedicato alla parte più intima e secondo me interessante del sesso: l’orgasmo.
Migliaia di video postati da gente “normale” che si filma durante un orgasmo e mette a disposizione di tutti ( in verità solo di quelli iscritti) un momento così intimo e sensuale.

Una versione un po’ porno di altri social network, che trovo interessante se non altro per le implicazioni sociali e personali che possono portare una persona a pubblicare un video de la petite mort (così i francesi, maestri delle parole, chiamano l’orgasmo).
Intendiamoci nulla di osceno, solo volti e talvolta rumorini che possono far intendere pratiche di autoerotismo, seguite da un tripudio di gridolini, respiri affannati, parole insensate.
Buon orgasmo!
Questo è il caso di Beautiful Agony, la faccette de la petite Mort.

Un divertente sito dedicato alla parte più intima e secondo me interessante del sesso: l’orgasmo.
Migliaia di video postati da gente “normale” che si filma durante un orgasmo e mette a disposizione di tutti ( in verità solo di quelli iscritti) un momento così intimo e sensuale.

Una versione un po’ porno di altri social network, che trovo interessante se non altro per le implicazioni sociali e personali che possono portare una persona a pubblicare un video de la petite mort (così i francesi, maestri delle parole, chiamano l’orgasmo).
Intendiamoci nulla di osceno, solo volti e talvolta rumorini che possono far intendere pratiche di autoerotismo, seguite da un tripudio di gridolini, respiri affannati, parole insensate.
Buon orgasmo!
Di Pizzicaluna (del 17/03/2009 @ 10:58:46, in Eventi, linkato 625 volte)
Ogni volta che critichiamo una serata, uno stuolo da claque si prende la briga di insultarci e minacciarci. Fino a qui nulla di nuovo!
Ho però la necessità di chiarire alcune cosucce sulla serata di venerdi scorso al Bolgia.
La prima in assoluto riguarda il posto, la discoteca Bolgia. Nessuno qui ha criticato la struttura che per altro ormai da anni fa il suo mestiere di discoteca.
La seconda è invece riguarda il metodo con il quale i commenti vengono rilasciati.
Ovviamente non tutti sono a conoscenza dei presupposti che ci hanno spinti a fare l’articolo su extralarge, quindi vi spiego un pochino io come sono andate le cose.
Tre mesi fa veniamo contattati telefonicamente (evidentemente non siamo poi cosi difficili da trovare) da uno degli organizzatori della serata. Ci viene chiesto di scrivere un articolo di presentazione della festa (questo è per te Giorgio che ti chiedi se sul nostro blog ci sono recensioni positive, quando ci avete chiesto di realizzare il pezzo pensavate che fossimo Famiglia Cristiana?).
Ci offriamo in totale fiducia per scrivere un pezzo che presenti la festa offrendo anche il nostro tempo per realizzare un video di presentazione con gli organizzatori. Vi ricordo casomai ce ne fosse bisogno che noi questo lo facciamo per piacere personale e non per soldi.
Realizziamo 20 minuti di registrazioni (che ovviamente ancora abbiamo) in cui viene presentata la festa. Durante tale registrazione ci viene detto: “ una festa nuova, nuovi modi di comunicare, nuovi visual, gente di tutti i generi, non strettamente una festa gay ma una festa aperta a tutti...“. Extralarge indica le dimensioni della festa, una specie di contenitore multimediale, in cui potrete trovare uomini, donne, etero, lesbiche, e naturalmente orsi”.
Dopo un paio di settimane vengo contattato personalmente da uno degli organizzatori che mi conferma la volontà di realizzare l’articolo su extralarge. Per ragioni tecniche (uno degli organizzatori non fa più parte del gruppo) il video viene messo in “aspettativa “ così come l’articolo di presentazione. Segue un’ulteriore telefonata al sottoscritto per chiarire che la festa si farà ugualmente con una promessa di risentirci a breve per organizzare l’incontro per realizzare il nuovo video di presentazione.
Dopo di che... il nulla! Evidentemente per ragioni a me oscure, qualcuno ha pensato che il nostro articolo non dovesse servire, oppure più semplicemente non c’è stato il tempo per farlo.
Questo è quello che è successo prima della serata.
Alla serata siamo andati perché invitati, anche se ad onor del vero abbiamo scoperto che non eravamo neanche in lista . Non un saluto, non una presentazione. Nulla!
Non siamo e non vogliamo essere la Guida Michelin, ma se invito qualcuno a casa mia, io per educazione magari quando entra in casa e mi passa davanti lo saluto.
La musica è un gusto personale, può piacere o no questo è un dato di fatto, ma deve essere chiaro che se voglio scrivere che non mi piace devo poterlo fare!
Se c’è chi pensa che non si possa esprimere un’opinione non deve far altro che cliccare su un altro sito (almeno noi non ti chiediamo 17 euro per entrare, caro Nik).
Inutile aggiungere , come abbiamo già fatto in altri articoli, che prima di giudicare un drink, lo proviamo più volte. In questo caso per l’esattezza tre volte e tutte e tre le volte (otto euro l’uno, nota bene) era comunque ricco di “pane non di marca” e scarso di companatico.
Io personalmente ho tenuto d’occhio musica e pista e benché qualcuno nei commenti asserisca che la musica era una figata perché non c’era madonna, io ho sicuramente sentito la madam Ciccone cantare, e non era un miracolo. E la prima persona che ha cominciato a muoversi in pista, a ritmo di musica è comparsa all’una meno un quarto!
Detto questo, come vedete nessuno ha paura di confrontarsi qui, mentre mi pare chiaro che qualcun altro non ama essere criticato.
Se fai una festa e mi inviti io vengo, se la festa non è carina io non ritorno, se la festa non è carina e ho buttato via dei soldi penso di aver diritto di dirlo.
In ultimo: organizzare una serata non è un’opera buona, chi lo fa lo fa per soldi! I nostri soldi!
E il fatto che non ci sia una dark non la inserisce obbligatoriamente nel paradiso delle belle feste.

Ho però la necessità di chiarire alcune cosucce sulla serata di venerdi scorso al Bolgia.
La prima in assoluto riguarda il posto, la discoteca Bolgia. Nessuno qui ha criticato la struttura che per altro ormai da anni fa il suo mestiere di discoteca.
La seconda è invece riguarda il metodo con il quale i commenti vengono rilasciati.
Ovviamente non tutti sono a conoscenza dei presupposti che ci hanno spinti a fare l’articolo su extralarge, quindi vi spiego un pochino io come sono andate le cose.
Tre mesi fa veniamo contattati telefonicamente (evidentemente non siamo poi cosi difficili da trovare) da uno degli organizzatori della serata. Ci viene chiesto di scrivere un articolo di presentazione della festa (questo è per te Giorgio che ti chiedi se sul nostro blog ci sono recensioni positive, quando ci avete chiesto di realizzare il pezzo pensavate che fossimo Famiglia Cristiana?).
Ci offriamo in totale fiducia per scrivere un pezzo che presenti la festa offrendo anche il nostro tempo per realizzare un video di presentazione con gli organizzatori. Vi ricordo casomai ce ne fosse bisogno che noi questo lo facciamo per piacere personale e non per soldi.
Realizziamo 20 minuti di registrazioni (che ovviamente ancora abbiamo) in cui viene presentata la festa. Durante tale registrazione ci viene detto: “ una festa nuova, nuovi modi di comunicare, nuovi visual, gente di tutti i generi, non strettamente una festa gay ma una festa aperta a tutti...“. Extralarge indica le dimensioni della festa, una specie di contenitore multimediale, in cui potrete trovare uomini, donne, etero, lesbiche, e naturalmente orsi”.
Dopo un paio di settimane vengo contattato personalmente da uno degli organizzatori che mi conferma la volontà di realizzare l’articolo su extralarge. Per ragioni tecniche (uno degli organizzatori non fa più parte del gruppo) il video viene messo in “aspettativa “ così come l’articolo di presentazione. Segue un’ulteriore telefonata al sottoscritto per chiarire che la festa si farà ugualmente con una promessa di risentirci a breve per organizzare l’incontro per realizzare il nuovo video di presentazione.
Dopo di che... il nulla! Evidentemente per ragioni a me oscure, qualcuno ha pensato che il nostro articolo non dovesse servire, oppure più semplicemente non c’è stato il tempo per farlo.
Questo è quello che è successo prima della serata.
Alla serata siamo andati perché invitati, anche se ad onor del vero abbiamo scoperto che non eravamo neanche in lista . Non un saluto, non una presentazione. Nulla!
Non siamo e non vogliamo essere la Guida Michelin, ma se invito qualcuno a casa mia, io per educazione magari quando entra in casa e mi passa davanti lo saluto.
La musica è un gusto personale, può piacere o no questo è un dato di fatto, ma deve essere chiaro che se voglio scrivere che non mi piace devo poterlo fare!
Se c’è chi pensa che non si possa esprimere un’opinione non deve far altro che cliccare su un altro sito (almeno noi non ti chiediamo 17 euro per entrare, caro Nik).
Inutile aggiungere , come abbiamo già fatto in altri articoli, che prima di giudicare un drink, lo proviamo più volte. In questo caso per l’esattezza tre volte e tutte e tre le volte (otto euro l’uno, nota bene) era comunque ricco di “pane non di marca” e scarso di companatico.
Io personalmente ho tenuto d’occhio musica e pista e benché qualcuno nei commenti asserisca che la musica era una figata perché non c’era madonna, io ho sicuramente sentito la madam Ciccone cantare, e non era un miracolo. E la prima persona che ha cominciato a muoversi in pista, a ritmo di musica è comparsa all’una meno un quarto!
Detto questo, come vedete nessuno ha paura di confrontarsi qui, mentre mi pare chiaro che qualcun altro non ama essere criticato.
Se fai una festa e mi inviti io vengo, se la festa non è carina io non ritorno, se la festa non è carina e ho buttato via dei soldi penso di aver diritto di dirlo.
In ultimo: organizzare una serata non è un’opera buona, chi lo fa lo fa per soldi! I nostri soldi!
E il fatto che non ci sia una dark non la inserisce obbligatoriamente nel paradiso delle belle feste.
Di Gattosalsiccia (del 14/03/2009 @ 15:34:45, in Eventi, linkato 2138 volte)
Descrivere l’evento Extralarge di Bergamo di venerdì 13 marzo ha davvero dell’imbarazzante. Ho dovuto far ricorso a svariate tecniche di rilassamento e di training autogeno al fine di non sparare a zero senza pietà su tutto.
La serata “Fucking Friday” (vedi volantino) si è svolta presso la discoteca Bolgia, vicinanze acciaierie Dalmine (BG) e, almeno sulla carta, venivano promessi orsi, cacciatori e bella gente. A seguire: visual-concept di nuova generazione e design innovativi, il tutto condito da ottima musica.
Ebbene di gente ce n’era eccome! Orsi, orsetti e cacciatorini assortiti disseminati per tutto il locale. Ma i visual erano: un filmato su parapendio e aeroplani, e alcuni spezzoni di Star Trek. L'ennesimo esempio di come un programma di fotomontaggio riesca a farci sentire tutti quanti dei piccoli Kubrick!
Ma cominciamo dall’inizio: arriviamo, invitati dagli organizzatori, alle undici di sera. Cartelli avvisano a gran voce che è una serata gay, testuali parole: “parental advisor - party gay”. Ma non era una festa per tutti?
C’è già un po’ di gente all’ingresso, dove il Dj sta suonando all’aperto. Dopo una non troppo piacevole attesa al freddo, decidono di farci entrare.
Quindici euro (tredici in lista) più due di guardaroba che diventano dieci se vuoi depositare uno zainetto. Ci vengono consegnati: uno scontrino fiscale con tagliando “figlia” staccabile, un free pass, un buono per la prima consumazione, uno per il guardaroba (ski-pass, carta verde, passaporto, permesso di soggiorno, dichiarazione d’intenti, dichiarazione dei redditi, liberatoria sulla privacy, ricetta torta di mele e via dicendo).
Terminato questo macchinoso check-in, guadagnamo finalmente l’accesso al locale e ci fiondiamo immediatamente al bar per usufruire del nostro micro bicchiere di coca-cola aromatizzata al rum, rigorosamente senza limone perché era finito. A inizio serata? Davvero curioso!
Ci mettiamo a bere la nostra sciacquatura di piatti a bordo pista, dove i cartelli “vietato fumare” sembrano essere come il design innovativo: occulti.
Verso mezzanotte parte la banal-commercial-music a smodato volume. Per “smodato” intendo quella cosa per cui diventa pressoché impossibile interagire acusticamente con il prossimo senza urlare per farsi sentire, infilando un orecchio in bocca al proprio interlocutore per ascoltare.
Insomma, all’una di notte passata c’era uno sparuto manipolo di persone in pista e un sacco di gente che si lamentava per la musica e per i drink (otto euro l’uno!!).
Alle tre la situazione non migliorava e, di conseguenza, ce ne siamo andati via senza più voce, con splendidi aufeni e i "sacrosantissimi" davvero troppo extra-large!
Prossimo evento extralarge: 10 aprile 2009. Se siete orsi o cacciatori e non avete niente da fare, vi consiglio di affittare un DVD!
Aloha!
La serata “Fucking Friday” (vedi volantino) si è svolta presso la discoteca Bolgia, vicinanze acciaierie Dalmine (BG) e, almeno sulla carta, venivano promessi orsi, cacciatori e bella gente. A seguire: visual-concept di nuova generazione e design innovativi, il tutto condito da ottima musica.

Ebbene di gente ce n’era eccome! Orsi, orsetti e cacciatorini assortiti disseminati per tutto il locale. Ma i visual erano: un filmato su parapendio e aeroplani, e alcuni spezzoni di Star Trek. L'ennesimo esempio di come un programma di fotomontaggio riesca a farci sentire tutti quanti dei piccoli Kubrick!
Ma cominciamo dall’inizio: arriviamo, invitati dagli organizzatori, alle undici di sera. Cartelli avvisano a gran voce che è una serata gay, testuali parole: “parental advisor - party gay”. Ma non era una festa per tutti?
C’è già un po’ di gente all’ingresso, dove il Dj sta suonando all’aperto. Dopo una non troppo piacevole attesa al freddo, decidono di farci entrare.
Quindici euro (tredici in lista) più due di guardaroba che diventano dieci se vuoi depositare uno zainetto. Ci vengono consegnati: uno scontrino fiscale con tagliando “figlia” staccabile, un free pass, un buono per la prima consumazione, uno per il guardaroba (ski-pass, carta verde, passaporto, permesso di soggiorno, dichiarazione d’intenti, dichiarazione dei redditi, liberatoria sulla privacy, ricetta torta di mele e via dicendo).

Terminato questo macchinoso check-in, guadagnamo finalmente l’accesso al locale e ci fiondiamo immediatamente al bar per usufruire del nostro micro bicchiere di coca-cola aromatizzata al rum, rigorosamente senza limone perché era finito. A inizio serata? Davvero curioso!
Ci mettiamo a bere la nostra sciacquatura di piatti a bordo pista, dove i cartelli “vietato fumare” sembrano essere come il design innovativo: occulti.
Verso mezzanotte parte la banal-commercial-music a smodato volume. Per “smodato” intendo quella cosa per cui diventa pressoché impossibile interagire acusticamente con il prossimo senza urlare per farsi sentire, infilando un orecchio in bocca al proprio interlocutore per ascoltare.
Insomma, all’una di notte passata c’era uno sparuto manipolo di persone in pista e un sacco di gente che si lamentava per la musica e per i drink (otto euro l’uno!!).
Alle tre la situazione non migliorava e, di conseguenza, ce ne siamo andati via senza più voce, con splendidi aufeni e i "sacrosantissimi" davvero troppo extra-large!
Prossimo evento extralarge: 10 aprile 2009. Se siete orsi o cacciatori e non avete niente da fare, vi consiglio di affittare un DVD!
Aloha!
Di Pizzicaluna (del 12/03/2009 @ 11:29:55, in Siti Internet, linkato 244 volte)
E’ innegabile, orsi e cacciatori hanno una predilezione per l’abbigliamento a tema.
Ho trovato questo sito che vende magliette dedicate a bear e chaser.
Wooftease propone interessanti grafiche, un pochino al di fuori dei soliti standard, e le taglie arrivano fino alla 4 xl mentre i prezzi si aggirano intorno ai diciassette dollari.

Per chi è sempre in cerca di cose originali da indossare un negozio on line interessante, che sicuramente mi sento di consigliare.
Ho trovato questo sito che vende magliette dedicate a bear e chaser.
Wooftease propone interessanti grafiche, un pochino al di fuori dei soliti standard, e le taglie arrivano fino alla 4 xl mentre i prezzi si aggirano intorno ai diciassette dollari.

Per chi è sempre in cerca di cose originali da indossare un negozio on line interessante, che sicuramente mi sento di consigliare.
Di Pizzicaluna (del 10/03/2009 @ 11:05:40, in Notizie, linkato 393 volte)
Georg Steinhauser, un giovane ricercatore austriaco, ha dedicato tre anni della sua vita a studiare il suo ombelico e quello di parenti e amici. Da questo studio "approfondito" è scaturita la risposta che tutti attendevamo alla domanda: "Perché il mio ombelico è sempre pieno di lanugine?".

La risposta è presto data: “I peli addominali sono il principali responsabili dell’accumulo di lanugine nell’ombelico” così ha sentenziato Steinhauser, come si può leggere sulla rivista Medical Hypotheses. ( se non ci credete andate a vedere qui!)
Queste affermazioni sono in linea con lo studio citato dal Daily Telegraph di Londra, che sosteneva che l’utente medio della lanugine nell’ombelico era un po’ in sovrappeso, di mezza età e di sesso maschile, con addome peloso, (vi ricorda qualcuno?)
Bene ora che sappiamo che probabilmente Keith Moss non ha lanugine nell’ombelico possiamo finalmente dormire sonni tranquilli.


La risposta è presto data: “I peli addominali sono il principali responsabili dell’accumulo di lanugine nell’ombelico” così ha sentenziato Steinhauser, come si può leggere sulla rivista Medical Hypotheses. ( se non ci credete andate a vedere qui!)
Queste affermazioni sono in linea con lo studio citato dal Daily Telegraph di Londra, che sosteneva che l’utente medio della lanugine nell’ombelico era un po’ in sovrappeso, di mezza età e di sesso maschile, con addome peloso, (vi ricorda qualcuno?)
Bene ora che sappiamo che probabilmente Keith Moss non ha lanugine nell’ombelico possiamo finalmente dormire sonni tranquilli.

Di Pizzicaluna (del 06/03/2009 @ 18:00:00, in Riviste Bear, linkato 353 volte)
Alcuni di voi, i più grandi ( anagraficamente parlando) e attenti alla community bear mondiale, ricorderanno che alla fine degli anni ottanta esisteva una rivista americana completamente dedicata al mondo bear.
Era il primo esempio di “house-organ” di quella che negli anni successivi sarebbe diventata una delle community gay più attive e interessanti del secolo passato. La comunità bear gay.
Ovviamente stiamo parlando del Bear Magazine, fondato da Richard Bulger e Chris Nelson nel 1984.

Un “giornaletto” pieno di fotografie erotiche (alcune anche volutamente spinte!), di storie erotiche, il cui tema principale era l’uomo rude, sportivo, peloso. Una vera novità nell’abito dell’editoria di quel tempo e sicuramente l’unica fonte di immagini, storie, e informazioni veramente pelose e maschie.
Dopo anni di successo, seguiti da burrascose storie burocratiche e finanziarie, nel 2002 Bear Magazine interrompe bruscamente le pubblicazioni.
Indubbiamente, anche in questo caso l’avvento di internet, secondo me, ci ha messo lo zampino. Ormai, infatti, non è più difficile trovare immagini e testi che riguardano il mondo bear gay internazionale. Basta una semplice ricerca su Google per trovare migliaia di siti che parlano del mondo orso, della comunità ursina. Facilmente si trovano immagini anche pornografiche, di muscolosi orsi o di lontre ammiccanti. Pubblicare una risista di questo tipo potrebbe essere obsoleto ed inutilmente costoso.
Ma internet è sempre il vaso di pandora delle idee, l’araba fenice dei marchi. Ci infili una rivista che muore, e dopo alcuni anni resuscita una nuova rivista più giovane, più veloce, capace di adattarsi alle richieste del pubblico.
Anche per Bear Magazine è stato cosi!

Alcuni mesi fa è comparso il vecchio Logo della rivista, seguito da un primo numero della nuova serie, ma questa volta anche su internet! Mentre è di questi giorni l’uscita del nuovo numero di febbraio.

La vecchia rivista non è quindi scomparsa. Anzi, i nuovi editori, oltre a riproporre il vecchio formato cartaceo, hanno affiancato anche nuove versioni digitali.
Ovviamente non poteva mancare anche il solito sito di e-commerce dedicato oltre che all’acquisto della rivista, anche ai soliti gadget e accessori.
Non solo! Consci delle potenzialità della grande rete, si stanno prodigando in un’opera di recupero e digitalizzazione delle vecchie edizioni perché, come affermano nel loro sito, si possa mantenere la storia della community oltre che della rivista.
Non è quindi solo un intervento di carattere economico: infatti gli editori si sono lanciati anche nel sociale attraverso bear-fund.org.

Raccoglieranno i guadagni delle vendite dei dvd con le vecchie edizioni e li utilizzeranno per uno scopo sociale o quasi. Infatti i soldini raccolti serviranno a finanziare la Bear Education and Archive Research. Un’associazione che si pone come scopo quello di aiutare la comprensione e l’affermazione della comunità ursina all’interno della coltura gay e della società in generale.
Personalmente trovo l’idea di rilanciare Bear Magazine una buona idea!
Quello che mi "perplime" rimane sempre l’accanimento con il quale la nostra comunità è sempre associata alla pornografia, alle immagini erotiche di orsi e cacciatori pelosi.
Credo fortemente che una community sia più di un gruppo di persone che condividono gli stessi gusti sessuali. Una vera community scambia idee e proposte e non solo santini porno!
In questo caso gli editori di Bear Magazine sembra che condividano, almeno in parte, queste idee e si prodighino anche per una più concreta diffusione della cultura bear.
Sempre che una cultura bear esista...!
Era il primo esempio di “house-organ” di quella che negli anni successivi sarebbe diventata una delle community gay più attive e interessanti del secolo passato. La comunità bear gay.
Ovviamente stiamo parlando del Bear Magazine, fondato da Richard Bulger e Chris Nelson nel 1984.

Un “giornaletto” pieno di fotografie erotiche (alcune anche volutamente spinte!), di storie erotiche, il cui tema principale era l’uomo rude, sportivo, peloso. Una vera novità nell’abito dell’editoria di quel tempo e sicuramente l’unica fonte di immagini, storie, e informazioni veramente pelose e maschie.
Dopo anni di successo, seguiti da burrascose storie burocratiche e finanziarie, nel 2002 Bear Magazine interrompe bruscamente le pubblicazioni.
Indubbiamente, anche in questo caso l’avvento di internet, secondo me, ci ha messo lo zampino. Ormai, infatti, non è più difficile trovare immagini e testi che riguardano il mondo bear gay internazionale. Basta una semplice ricerca su Google per trovare migliaia di siti che parlano del mondo orso, della comunità ursina. Facilmente si trovano immagini anche pornografiche, di muscolosi orsi o di lontre ammiccanti. Pubblicare una risista di questo tipo potrebbe essere obsoleto ed inutilmente costoso.
Ma internet è sempre il vaso di pandora delle idee, l’araba fenice dei marchi. Ci infili una rivista che muore, e dopo alcuni anni resuscita una nuova rivista più giovane, più veloce, capace di adattarsi alle richieste del pubblico.
Anche per Bear Magazine è stato cosi!

Alcuni mesi fa è comparso il vecchio Logo della rivista, seguito da un primo numero della nuova serie, ma questa volta anche su internet! Mentre è di questi giorni l’uscita del nuovo numero di febbraio.

La vecchia rivista non è quindi scomparsa. Anzi, i nuovi editori, oltre a riproporre il vecchio formato cartaceo, hanno affiancato anche nuove versioni digitali.
Ovviamente non poteva mancare anche il solito sito di e-commerce dedicato oltre che all’acquisto della rivista, anche ai soliti gadget e accessori.
Non solo! Consci delle potenzialità della grande rete, si stanno prodigando in un’opera di recupero e digitalizzazione delle vecchie edizioni perché, come affermano nel loro sito, si possa mantenere la storia della community oltre che della rivista.
Non è quindi solo un intervento di carattere economico: infatti gli editori si sono lanciati anche nel sociale attraverso bear-fund.org.

Raccoglieranno i guadagni delle vendite dei dvd con le vecchie edizioni e li utilizzeranno per uno scopo sociale o quasi. Infatti i soldini raccolti serviranno a finanziare la Bear Education and Archive Research. Un’associazione che si pone come scopo quello di aiutare la comprensione e l’affermazione della comunità ursina all’interno della coltura gay e della società in generale.
Personalmente trovo l’idea di rilanciare Bear Magazine una buona idea!
Quello che mi "perplime" rimane sempre l’accanimento con il quale la nostra comunità è sempre associata alla pornografia, alle immagini erotiche di orsi e cacciatori pelosi.
Credo fortemente che una community sia più di un gruppo di persone che condividono gli stessi gusti sessuali. Una vera community scambia idee e proposte e non solo santini porno!
In questo caso gli editori di Bear Magazine sembra che condividano, almeno in parte, queste idee e si prodighino anche per una più concreta diffusione della cultura bear.
Sempre che una cultura bear esista...!
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