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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Pizzicaluna (del 26/02/2009 @ 19:58:39, in Off Blog, linkato 194 volte)
Questa è la cosa più lontana da un orso gay che si possa immaginare! o no?
Effettivamente la natura continua a stupirci, sapevamo ad esempio che molti esseri umani avevano la testa vuota, ma un pesce?
Incredibile la natura, guardate questo straordinario filmato che sicuramente girerà il mondo.
Effettivamente la natura continua a stupirci, sapevamo ad esempio che molti esseri umani avevano la testa vuota, ma un pesce?
Incredibile la natura, guardate questo straordinario filmato che sicuramente girerà il mondo.
Di Pizzicaluna (del 26/02/2009 @ 19:43:29, in Scemenze bear, linkato 190 volte)
In attesa del nuovo episodio della saga di Star Trek, una curiosa rielaborazione dell'unico personaggio un po' bear della serie.
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Star Trek - Beard On Beard - watch more funny videos
Di Pizzicaluna (del 12/02/2009 @ 17:28:11, in PRIDE 2009, linkato 286 volte)
Quest'anno come tutti sapete, il pride si svolgerà a Genova!
Tra le tante cose antecedenti il pride che generano più discussioni, in linea di massima dopo la sede, c'è generalmente il logo.
Questo il logo scelto per quest'anno.

I simboli della comunità ci sono praticamente tutti, nulla di volgare come volevano farci intendere taluni ( la lanterna erà stata definita un sibolo fallico non adatto alla comunità lebica).In più il richiamo ai 40 anni di pride nel mondo lo trovo molto azzeccato e come dire "istituzzionalizzante". Qui di seguito le motivazioni che hanno portato alla realizzazione di questo logo, tratte dal comunicato ufficiale di Arcigay. fatemi sapere cosa ne pensate anche voi
lettori bear e non.
DESCRIZIONE LOGO GENOVA PRIDE
Nel logo del Pride abbiamo cercato di esprimere i tanti significati che ha per noi il Pride a Genova e cosa questo Pride può significare per la città.
Nel logo è contenuta innanzitutto l’indicazione del luogo dell’evento, sia nella parola “Genova” sia richiamando in modo evocativo la Lanterna, simbolo della città.
La lanterna è circondata da un arcobaleno che ha un duplice significato.
È la luce dei tanti colori di Genova, città ricca di mille diversità, che illumina il Pride. E non illumina solo il Pride, la luce illumina il Mediterraneo dove spesso c’è necessità di affrontare il tema dei diritti. Genova non solo porta del Mediterraneo per le merci, ma anche per la cultura ed i diritti, una città aperta e che vuole dialogare.
È anche un’onda rainbow, l’arcobaleno simbolo della comunità LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali), che si ritroverà a Genova per smuovere la città. Smuoverla in senso positivo, per stimolare la comunità LGBTQI genovese a venire fuori e riprendere forza, per aiutare a dare nuove energie alla città.
“Genova Pride” ha pure un duplice senso. È il Pride nazionale LGBTQI a Genova, ma è anche il Pride della città, l’orgoglio di Genova, città dei diritti, medaglia d’oro della Resistenza e tanto altro, giustamente orgogliosa di sé e della sua storia. Vogliamo mettere Genova al centro della cultura dei diritti e dell’inclusione, ed ospitare il Pride può essere motivo speciale di orgoglio per i genovesi.
Per la prima volta includiamo esplicitamente anche le identità “queer” e “intersessualI” nel logo stesso del Pride.
Infine c’è un cerchio rosso, un riflettore (ma anche un sole che sorge) puntato su “40 anni in movimento”. Il 2009 sono 40 anni dalla nascita dei Pride – il 28 giugno 1969 a New York avveniva l’ennesimo raid della polizia allo Stonewall Inn, bar frequentato da gay ma soprattutto da transgender. Stanchi di subire le angherie ingiustificate della polizia che si sfogava su chi, dal loro punto di vista, “non era abbastanza uomo” per reagire, allo Stonewall Inn si ribellarono. Fu la rivolta di Stonewall. Sylvia Rivera, transgender, fu la prima a dire no tirando una bottiglia di birra ai poliziotti, e le altre e gli altri seguirono. Due giorni di disordini al Greenwich Village, con il quartiere occupato da lesbiche, gay, trans e la polizia che non poteva mettervi piede. Il poeta Allen Ginsberg descrisse in modo pregnante gli eventi di quella notte dicendo: “I froci hanno perduto quel loro sguardo ferito”. Quello “sguardo ferito” aveva caratterizzato omosessuali e transgender fino a quella notte di giugno, era lo sguardo figlio della discriminazione, lo sguardo di chi legge negli occhi del proprio simile un odio irrazionale e immotivato, lo sguardo di chi ha paura di essere colto in flagrante, la ferita di chi è impossibilitato ad amare, la ferita di chi vive nel silenzio la propria esistenza.
Dall’anno successivo vi saranno cortei a giugno, prima negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo, per ricordare quella notte, per rivendicare la dignità delle persone omosessuali e transgender ed il diritto all’esistenza e ad una piena cittadinanza, qualunque sia il colore della pelle, qualunque sia il colore dei vestiti che si indossano.
Quella notte di giugno è stata l’inizio della svolta, il dire no all’oppressione: no all’oppressione delle forze dell’ordine, no all’oppressione delle istituzioni, no all’oppressione della società che ci voleva silenziosi e nascosti, come avviene ancora oggi. Quella notte è stata l’inizio della liberazione per lesbiche, gay e trans, e la nascita del movimento omosessuale moderno.
Da quel giorno abbiamo fatto molta strada – sono stati 40 anni in movimento. Un compleanno che siamo orgogliosi di festeggiare in Liguria dove il 5 aprile del 1972 nasce il movimento omosessuale italiano, con la contestazione del FUORI al congresso di sessuologia dove veniva affrontato il tema della cura dell’omosessualità.
La prossima settimana saremo di nuovo a Sanremo perché a tanti anni di distanza siamo ancora a dover spiegare come sia follia pensare di curare l’omosessualità, che non è una malattia, e che si può essere omosessuali ed essere felici così come gli eterosessuali.
Sono 40 anni in movimento proprio perché siamo ancora in movimento e da Genova vogliamo ripartire per rivendicare pari diritti per tutte e tutti. È il movimento dei Pride nazionali itineranti che portano i colori della fierezza e dell’orgoglio in tutte le città d’Italia. L’orgoglio dei singoli per il proprio percorso personale, per riuscire ad essere se stessi crescendo in una società dove l’omosessualità non è prevista. L’orgoglio di noi come movimento, per quanto siamo riusciti a fare in questi 40 anni, per avere cambiato il mondo facendo uscire dall’ombra le nostre vite negate e ponendo il tema della parità di diritti all’ordine del giorno dell’agenda politica.
Un messaggio di liberazione e di felicità che ogni città d’Italia merita di ricevere e di cui ogni città d’Italia ha bisogno, perché ancora oggi in Italia di omofobia e transfobia si muore.
Il Pride può davvero cambiare in meglio una città e aiutarla a crescere, e per questo stiamo lavorando a Genova e invitiamo tutte e tutti i liguri a lavorare con noi e a partecipare a questa grande festa di libertà e liberazione.
Tra le tante cose antecedenti il pride che generano più discussioni, in linea di massima dopo la sede, c'è generalmente il logo.
Questo il logo scelto per quest'anno.

I simboli della comunità ci sono praticamente tutti, nulla di volgare come volevano farci intendere taluni ( la lanterna erà stata definita un sibolo fallico non adatto alla comunità lebica).In più il richiamo ai 40 anni di pride nel mondo lo trovo molto azzeccato e come dire "istituzzionalizzante". Qui di seguito le motivazioni che hanno portato alla realizzazione di questo logo, tratte dal comunicato ufficiale di Arcigay. fatemi sapere cosa ne pensate anche voi
lettori bear e non.DESCRIZIONE LOGO GENOVA PRIDE
Nel logo del Pride abbiamo cercato di esprimere i tanti significati che ha per noi il Pride a Genova e cosa questo Pride può significare per la città.
Nel logo è contenuta innanzitutto l’indicazione del luogo dell’evento, sia nella parola “Genova” sia richiamando in modo evocativo la Lanterna, simbolo della città.
La lanterna è circondata da un arcobaleno che ha un duplice significato.
È la luce dei tanti colori di Genova, città ricca di mille diversità, che illumina il Pride. E non illumina solo il Pride, la luce illumina il Mediterraneo dove spesso c’è necessità di affrontare il tema dei diritti. Genova non solo porta del Mediterraneo per le merci, ma anche per la cultura ed i diritti, una città aperta e che vuole dialogare.
È anche un’onda rainbow, l’arcobaleno simbolo della comunità LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali), che si ritroverà a Genova per smuovere la città. Smuoverla in senso positivo, per stimolare la comunità LGBTQI genovese a venire fuori e riprendere forza, per aiutare a dare nuove energie alla città.
“Genova Pride” ha pure un duplice senso. È il Pride nazionale LGBTQI a Genova, ma è anche il Pride della città, l’orgoglio di Genova, città dei diritti, medaglia d’oro della Resistenza e tanto altro, giustamente orgogliosa di sé e della sua storia. Vogliamo mettere Genova al centro della cultura dei diritti e dell’inclusione, ed ospitare il Pride può essere motivo speciale di orgoglio per i genovesi.
Per la prima volta includiamo esplicitamente anche le identità “queer” e “intersessualI” nel logo stesso del Pride.
Infine c’è un cerchio rosso, un riflettore (ma anche un sole che sorge) puntato su “40 anni in movimento”. Il 2009 sono 40 anni dalla nascita dei Pride – il 28 giugno 1969 a New York avveniva l’ennesimo raid della polizia allo Stonewall Inn, bar frequentato da gay ma soprattutto da transgender. Stanchi di subire le angherie ingiustificate della polizia che si sfogava su chi, dal loro punto di vista, “non era abbastanza uomo” per reagire, allo Stonewall Inn si ribellarono. Fu la rivolta di Stonewall. Sylvia Rivera, transgender, fu la prima a dire no tirando una bottiglia di birra ai poliziotti, e le altre e gli altri seguirono. Due giorni di disordini al Greenwich Village, con il quartiere occupato da lesbiche, gay, trans e la polizia che non poteva mettervi piede. Il poeta Allen Ginsberg descrisse in modo pregnante gli eventi di quella notte dicendo: “I froci hanno perduto quel loro sguardo ferito”. Quello “sguardo ferito” aveva caratterizzato omosessuali e transgender fino a quella notte di giugno, era lo sguardo figlio della discriminazione, lo sguardo di chi legge negli occhi del proprio simile un odio irrazionale e immotivato, lo sguardo di chi ha paura di essere colto in flagrante, la ferita di chi è impossibilitato ad amare, la ferita di chi vive nel silenzio la propria esistenza.
Dall’anno successivo vi saranno cortei a giugno, prima negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo, per ricordare quella notte, per rivendicare la dignità delle persone omosessuali e transgender ed il diritto all’esistenza e ad una piena cittadinanza, qualunque sia il colore della pelle, qualunque sia il colore dei vestiti che si indossano.
Quella notte di giugno è stata l’inizio della svolta, il dire no all’oppressione: no all’oppressione delle forze dell’ordine, no all’oppressione delle istituzioni, no all’oppressione della società che ci voleva silenziosi e nascosti, come avviene ancora oggi. Quella notte è stata l’inizio della liberazione per lesbiche, gay e trans, e la nascita del movimento omosessuale moderno.
Da quel giorno abbiamo fatto molta strada – sono stati 40 anni in movimento. Un compleanno che siamo orgogliosi di festeggiare in Liguria dove il 5 aprile del 1972 nasce il movimento omosessuale italiano, con la contestazione del FUORI al congresso di sessuologia dove veniva affrontato il tema della cura dell’omosessualità.
La prossima settimana saremo di nuovo a Sanremo perché a tanti anni di distanza siamo ancora a dover spiegare come sia follia pensare di curare l’omosessualità, che non è una malattia, e che si può essere omosessuali ed essere felici così come gli eterosessuali.
Sono 40 anni in movimento proprio perché siamo ancora in movimento e da Genova vogliamo ripartire per rivendicare pari diritti per tutte e tutti. È il movimento dei Pride nazionali itineranti che portano i colori della fierezza e dell’orgoglio in tutte le città d’Italia. L’orgoglio dei singoli per il proprio percorso personale, per riuscire ad essere se stessi crescendo in una società dove l’omosessualità non è prevista. L’orgoglio di noi come movimento, per quanto siamo riusciti a fare in questi 40 anni, per avere cambiato il mondo facendo uscire dall’ombra le nostre vite negate e ponendo il tema della parità di diritti all’ordine del giorno dell’agenda politica.
Un messaggio di liberazione e di felicità che ogni città d’Italia merita di ricevere e di cui ogni città d’Italia ha bisogno, perché ancora oggi in Italia di omofobia e transfobia si muore.
Il Pride può davvero cambiare in meglio una città e aiutarla a crescere, e per questo stiamo lavorando a Genova e invitiamo tutte e tutti i liguri a lavorare con noi e a partecipare a questa grande festa di libertà e liberazione.
Di Turbolento (del 06/02/2009 @ 14:00:00, in Alberghi, linkato 401 volte)
Dovendo recarmi a Roma per partecipare alla serata del Subwoofer e non trovando asilo in casa di qualche mio amico, sono stato costretto a trovarmi una stanzetta nei dintorni del centro.
Dopo alcune peripezie e ricerche in Rete, sono incappato nell’Hotel Saturnia: prezzo della camera 40€ per notte, con prima colazione inclusa.

La mia camera d'albergo
L’hotel è classificato come “Due stelle”, vicinissimo alla stazione Termini e alla fermata della metropolitana di via Cavour.
La posizione è strategica, se volete, potete muovervi in metropolitana, ma sinceramente ho trovato superfluo farlo: 1 Kilometro dal Colosseo (10 minunti a piedi) e 500 metri dalla “Galleria de' Serpenti”, sede dell'evento ursino Subwoofer.
Detto questo, premettermi di spendere due parole sull’hotel in questione: sprovvisto di ascensore, la camera assegnatami era più che dignitosa, il bagno pulito con un lieve sentore di chiuso.

Ladies and gentleman... the cess!
Tutto sommato, visto che c'erano un televisore, l’aria condizionata e un letto comodo, sono stato soddisfatto.
Ho saltato la prima colazione perché servita fino alle 9 e sinceramente ho preferito rimanere a dormire.
E' possibile connettersi a Internet solo nella sala da pranzo dell’hotel.
La camera va lasciata libera per le 11, ma è possibile lasciare il bagaglio anche per tutta la giornata, se volete fare i turisti prima di ripartire!
E’ possibile prenotare direttamente sul sito dell'albergo (www.saturniahotel.com) oppure su http://it.venere.com,dove potere trovare anche altre soluzioni di vostro piacimento.
PS: non è possibile lasciare in carica alcunché in quanto l’impianto elettrico è provvisto di un dispositivo che interrompe l’ erogazione della corrente appena lasciata la stanza:D quindi se dovete ricaricare il cellulare dovete rimanere in camera a guardarvi la tv per un’ oretta!
Hotel Saturnia
Via Ruinaglia 4/6
00184 Roma
Tel: (+39) 06 484609
info@saturniahotel.com
http://www.saturniahotel.com
Dopo alcune peripezie e ricerche in Rete, sono incappato nell’Hotel Saturnia: prezzo della camera 40€ per notte, con prima colazione inclusa.

La mia camera d'albergo
L’hotel è classificato come “Due stelle”, vicinissimo alla stazione Termini e alla fermata della metropolitana di via Cavour.
La posizione è strategica, se volete, potete muovervi in metropolitana, ma sinceramente ho trovato superfluo farlo: 1 Kilometro dal Colosseo (10 minunti a piedi) e 500 metri dalla “Galleria de' Serpenti”, sede dell'evento ursino Subwoofer.
Detto questo, premettermi di spendere due parole sull’hotel in questione: sprovvisto di ascensore, la camera assegnatami era più che dignitosa, il bagno pulito con un lieve sentore di chiuso.

Ladies and gentleman... the cess!
Tutto sommato, visto che c'erano un televisore, l’aria condizionata e un letto comodo, sono stato soddisfatto.
Ho saltato la prima colazione perché servita fino alle 9 e sinceramente ho preferito rimanere a dormire.
E' possibile connettersi a Internet solo nella sala da pranzo dell’hotel.
La camera va lasciata libera per le 11, ma è possibile lasciare il bagaglio anche per tutta la giornata, se volete fare i turisti prima di ripartire!

E’ possibile prenotare direttamente sul sito dell'albergo (www.saturniahotel.com) oppure su http://it.venere.com,dove potere trovare anche altre soluzioni di vostro piacimento.
PS: non è possibile lasciare in carica alcunché in quanto l’impianto elettrico è provvisto di un dispositivo che interrompe l’ erogazione della corrente appena lasciata la stanza:D quindi se dovete ricaricare il cellulare dovete rimanere in camera a guardarvi la tv per un’ oretta!
Hotel Saturnia
Via Ruinaglia 4/6
00184 Roma
Tel: (+39) 06 484609
info@saturniahotel.com
http://www.saturniahotel.com
Di Turbolento (del 05/02/2009 @ 18:10:55, in Eventi, linkato 659 volte)
Attratto dallo spettacolare ed accattivante promo lanciato dagli organizzatori del Subwoofer, ho deciso di recarmi nuovamente alla Galleria de’ Serpenti.

La locandina dell'evento
Come già detto nel precedente articolo, mi ero ripromesso di dare una seconda occasione agli organizzatori dell’evento più rinomato e ursino della capitale.
Con mio sommo piacere ho potuto appurare che il lavandino, con cui ebbi una spiacevole avventura la volta scorsa, è stato riparato e che l’apparato insonorizzante ha acquistato un aspetto continuo domando alla sala un aspetto meno trascurato.
Molti si son lamentati della lentezza della guardarobiera, ma vi assicuro che gestire un guardaroba con un’utenza di più di 350 persone non è semplice, quello che posso dire e che 2 euro al pezzo mi sembra eccessivo.
Le vere note dolenti, a mio avviso, ricadono sull’impianto elettrico: un’accozzaglia continua di cavi e cavetti che collegano tra di loro casse, luci e laser vari. Posso capire che il locale non nasca come discoteca, ma ho visto impianti di feste casalinghe fatti molto meglio.
Non voglio dare consigli sulla sicurezza, non ne sono in grado, ma alcune matasse erano veramente inquietanti!

Gli inquietanti collegamenti elettrici
Altro discorso alquanto dolente riguarda i barman: giacché il rum proveniva da una bottiglia di Havana Club e la Coca Cola da una bottiglia di Coca Cola; appurato inoltre il sapore del mio Rum&cola, le deduzioni da fare possono essere solo due: 1) il barman è incapace; 2) nelle bottiglie non c’era quello che doveva esserci.
Per il resto nulla da dire, il Subwoofer resta sempre il Subwoofer. Me ne sfugge sempre la filosofia e il concetto primario che vi è dietro, ma se ha un bacino di utenza così ampio e affezionato, significa che ha colto nel segno.
Il vostro Danilo Turbolento
Ps: Gadget offerto per la serata: una benda per presunti giochi erotici con il logo dell’evento, regalato solo ai più carini (io ne ho una :P)
Pps: Molto molto carino l’orsetto addetto al timbraggio della mano all’ingresso
(avrà forse una benda anche lui?!)

La locandina dell'evento
Come già detto nel precedente articolo, mi ero ripromesso di dare una seconda occasione agli organizzatori dell’evento più rinomato e ursino della capitale.
Con mio sommo piacere ho potuto appurare che il lavandino, con cui ebbi una spiacevole avventura la volta scorsa, è stato riparato e che l’apparato insonorizzante ha acquistato un aspetto continuo domando alla sala un aspetto meno trascurato.
Molti si son lamentati della lentezza della guardarobiera, ma vi assicuro che gestire un guardaroba con un’utenza di più di 350 persone non è semplice, quello che posso dire e che 2 euro al pezzo mi sembra eccessivo.
Le vere note dolenti, a mio avviso, ricadono sull’impianto elettrico: un’accozzaglia continua di cavi e cavetti che collegano tra di loro casse, luci e laser vari. Posso capire che il locale non nasca come discoteca, ma ho visto impianti di feste casalinghe fatti molto meglio.
Non voglio dare consigli sulla sicurezza, non ne sono in grado, ma alcune matasse erano veramente inquietanti!

Gli inquietanti collegamenti elettrici
Altro discorso alquanto dolente riguarda i barman: giacché il rum proveniva da una bottiglia di Havana Club e la Coca Cola da una bottiglia di Coca Cola; appurato inoltre il sapore del mio Rum&cola, le deduzioni da fare possono essere solo due: 1) il barman è incapace; 2) nelle bottiglie non c’era quello che doveva esserci.
Per il resto nulla da dire, il Subwoofer resta sempre il Subwoofer. Me ne sfugge sempre la filosofia e il concetto primario che vi è dietro, ma se ha un bacino di utenza così ampio e affezionato, significa che ha colto nel segno.
Il vostro Danilo Turbolento
Ps: Gadget offerto per la serata: una benda per presunti giochi erotici con il logo dell’evento, regalato solo ai più carini (io ne ho una :P)
Pps: Molto molto carino l’orsetto addetto al timbraggio della mano all’ingresso
(avrà forse una benda anche lui?!)
Di Pizzicaluna (del 04/02/2009 @ 15:00:00, in Off Blog, linkato 299 volte)
Di Gattosalsiccia (del 03/02/2009 @ 21:15:00, in Alberghi, linkato 284 volte)
Se avete intenzione di visitare Stoccolma e non volete lasciare la vostra tredicesima per dormire, e se vi piacciono le sistemazioni originali, vi consiglio questa soluzione davvero interessante.
E’ un hotel ricavato all’interno di un barcone ormeggiato nel porto di Stoccolma, a circa dieci minuti a piedi dalla fermata “Gamla Stan”, il centro storico della Capitale Svedese. Le camere non sono altro che le cabine della barca.
La posizione è ottima perché da qui è possibile raggiungere facilmente tutte le attrazioni turistiche e, ovviamente, i locali gay della città.
Noi abbiamo alloggiato nella “Capitain cabin” a circa 95 euro per notte, ma vi sono sistemazioni meno care. La prima colazione non è inclusa nel prezzo, ma è abbastanza economica (circa 6 euro a persona) e abbondante. Da provare assolutamente l’ebbrezza dell’aringa marinata con cipolla appena svegliati!!
Il personale è estremamente cortese e disponibile.
SoderMalarstrand Kajplats 12
Stockholm
Sweden
www.rygerfjord.se
E’ un hotel ricavato all’interno di un barcone ormeggiato nel porto di Stoccolma, a circa dieci minuti a piedi dalla fermata “Gamla Stan”, il centro storico della Capitale Svedese. Le camere non sono altro che le cabine della barca.

La posizione è ottima perché da qui è possibile raggiungere facilmente tutte le attrazioni turistiche e, ovviamente, i locali gay della città.
Noi abbiamo alloggiato nella “Capitain cabin” a circa 95 euro per notte, ma vi sono sistemazioni meno care. La prima colazione non è inclusa nel prezzo, ma è abbastanza economica (circa 6 euro a persona) e abbondante. Da provare assolutamente l’ebbrezza dell’aringa marinata con cipolla appena svegliati!!
Il personale è estremamente cortese e disponibile.
SoderMalarstrand Kajplats 12
Stockholm
Sweden
www.rygerfjord.se
Di Pizzicaluna (del 02/02/2009 @ 13:08:38, in Off Blog, linkato 400 volte)
Talvolta nella vita è bene fermarsi un attimo, guardarsi intorno, ascoltare se stessi, assaporare il linguaggio dell'universo.
E' importante quanto mangiare, respirare, fare l'amore.
Con questo preambolo sono a proporvi questo video che riporta un'intervita a Silvano Agosti di qualche tempo fa, ma che rimane sempre molto attuale.
Una scelta inconsuaeta per il nostro blogghettino, ma la vita non è solo panze e feste.
Spero faccia a voi lo stesso effetto che ha fatto a me.
La vita è l'unico bene che realmente possediamo non dobbiamo dimenticarlo!
E' importante quanto mangiare, respirare, fare l'amore.
Con questo preambolo sono a proporvi questo video che riporta un'intervita a Silvano Agosti di qualche tempo fa, ma che rimane sempre molto attuale.
Una scelta inconsuaeta per il nostro blogghettino, ma la vita non è solo panze e feste.
Spero faccia a voi lo stesso effetto che ha fatto a me.
La vita è l'unico bene che realmente possediamo non dobbiamo dimenticarlo!
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