Auguri a tutti voi lettori di Freebear, ormai siete talmente tanti che ci vorrebbe uno stadio per contenervi. Quindicimila amici, nemici, detrattori, sostenitori, semplici visitatori, ma pur sempre quidicimila al mese.

Auguri per uno splendido Natale di pace e armonia.
Da tutti noi di Freebear.
Benvenuti alla serata “Officine Milano”! L’evento Bear presso la Sauna Alexander di Via Pindaro a Milano.
Per l’occasione abbiamo spento la sauna, spostato i polverosi divanetti, e trasformato il locale in un'imitazione di bar.
Il nostro Circolo Culturale per la Promozione Sociale vi dà il benvenuto in una piccola reception, presso la quale dovremmo controllare che tutti siano in possesso della Tessera Arci Unocard di Arcigay, ma in occasione della serata chiudiamo un occhio e facciamo entrare chiunque.
Dopo non aver controllato la vostra arcitessera vi daremo una “drink card” e vi imporremo una consumazione obbligatoria al costo di 6 euro.

Una volta entrati vi verrà offerto un simpatico cocktail di benvenuto gratuito. Del resto siamo pur sempre un Circolo Arci e quindi: quale modo migliore se non alcolizzarvi per promuovere socializzazione e scambio culturale?
Tutte le ulteriori consumazioni saranno a pagamento, ma non vi preoccupate se non emettiamo lo scontrino: siamo un Circolo Arci e godiamo di un regime fiscale fortemente agevolato.
A seguire, potrete assaporare il vostro drink seduti sui comodi copertoni di camion adiacenti al bancone o sui nostri invitanti divani anni '80.
Tutto il nostro arredamento è anni ’80. Nulla è stato toccato dall’epoca dei “Duran Duran “ e del gel per capelli affinché i nostri clienti, per lo più di anni 80, possano rivivere quel magico periodo grazie al fatto che nessuno abbia mai cambiato, da allora, una sola piastrella, una sola porta, una sola maniglia.
Le nostre toilette si trovano all'entrata. Vi preghiamo di perdonarci se non abbiamo avuto il tempo di pulirle ma, sapete com’è, non possiamo pensare a tutto: la nostra attività è basata, in quanto Circolo Arci, esclusivamente sul volontariato e non sempre riusciamo a trovar persone in misura sufficiente a promuovere la nostra causa culturale.
Al piano superiore si svolge invece la vera attività di Promozione Sociale.
Mentre salite la stretta e angusta scala a chiocciola, priva di corrimano e particolarmente sporca, prestate attenzione affinché la vostra panza non si incastri fra i gradini e gli speroni d’acciaio che un tempo sostenevano il corrimano, o ancora che la vostra testa non incontri uno degli angoli vivi dei gradini sovrastanti.
Se poi siete Orsi, con le misure d’ordinanza, attenzione alla discesa che può risultare davvero pericolosa. Ma siamo un Circolo Arci Arcigay e le norme anti-infortunistiche le lasciamo ai locali pubblici che pagano regolarmente tutte le tasse!
Se vi dovesse capitare di sentire strani odori di innominabili secrezioni umane, non fateci caso e soprassedete altresì alle pessime condizioni igieniche dei locali!
Una volta giunti nell’area di promozione sociale, fermatevi qualche minuto nella nostra saletta video anni '80 e guardate i nostri documentari sui riti di accoppiamento fra uomini degli anni '80 negli anni ’80.
Inoltre non dimenticate i nostri comodi camerini, nei quali potrete esprimere il vostro pensiero politico e discutere attivamente (opzione non sempre disponibile) con gli altri associati.
Una volta dato sfogo al vostro estro creativo-sociale, vi invitiamo a lavarvi le mani prima di infilarle nelle nostre ciotole porta salatini anni ‘80.
Sperando che possiate trascorrere una piacevole serata, ci auguriamo di riavervi al più presto fra noi durante il prossimo evento Bear.
Infine vi ricordiamo che siamo un Circolo affiliato Arci Arcigay e quindi facciamo un po’ quel cazzo che ci pare!
Di orsi neanche uno, di gay solo un accenno, ma i temi trattati possiamo condividerli e poi uno dei personaggi è indubbiamente Orsa.
Da Grazia Blog di Qualcosa del genere:
AVVERTENZA: Nel tentativo di edulcorare il linguaggio esplicito di Qualcosadelgenere™ per adeguarlo alla linea editoriale di “Grazia”, tutte le espressioni volgari verranno sostituite con la perifrasi “Barbra Streisand”. Per evitare spiacevoli fraintendimenti, l’accezione “Barbra Streisand” sarà di conseguenza rimpiazzata dal termine “pompino”. Va da sé che frasi come “farsi fare un pompino da Barbra Streisand” assumeranno inevitabilmente un costrutto sinistramente bizzarro.
Carmen era la classica ragazza che considera il sesso anale come il traguardo di un travagliato percorso di costruzione dell’intimità della coppia. Percorso che nel suo caso era lungo più o meno due gintonic.
La notai in un bistrot di Amburgo, intenta a leggere una biografia non autorizzata di Mozart dal titolo “Suonerie polifoniche che la sifilide mi ha impedito di comporre”, e devo ammettere che non riuscivo a farmi una ragione delle sue inusitate dimensioni. Sul serio, era talmente grassa che per vederla nel complesso mi sarebbe servito Google Earth.
Credo si accorse dell’interesse etologico con cui la osservavo, perché d’un tratto si voltò verso di me e con fare di sfida mi chiese se avessi qualche problema.
– Nulla in particolare – risposi – mi domandavo solo se hai un quadro in soffitta che dimagrisce al posto tuo.
– Ringrazia il cielo che non l’ho capita. Non leggo Oscar Wilde.
Era una buona risposta, indubbiamente.
Inoltre aveva un seno enorme. Talmente grande da sopperire brillantemente al fatto che l’altro seno fosse una seconda scarsa.
Cominciammo a parlare del più e del meno e – per quanto trovassi piacevole la sua compagnia – rimasi oltremodo sorpreso dall’immediatezza con cui mi chiese il numero di telefono.
– 3416245327 – risposi con qualche titubanza.
– Che coincidenza! È il mio numero fortunato.
– Tremiliardiquattrocentosedicimilioniduecentoquarantacinquemilatrecentoventisette è il tuo numero fortunato?
– Già. Inoltre è divisibile per nove.
Il successivi risvolti della nostra relazione li trovate su YouPorn. O in qualche documentario del National Geographic.
Intendiamoci, non è che io impazzisca per il sesso anale; le volte che l’ho fatto mi sono procurato un pacco emorroidale delle dimensioni del Benelux. Ma non sopporto il moralismo ipocrita che ruota attorno all’argomento: “il sesso anale è da depravati”, “il sesso anale è contro natura”, “il sesso anale possiede armi di distruzioni di massa”…
Che poi, semanticamente, cosa vuol dire che il sesso anale è contro natura? Come se tutte le volte che prendo una donna da dietro diventi una questione tra me e l’intero ecosistema. Quali delicati equilibri ambientali vilipendo? Dovrebbero spiegarlo, perché sono un soggetto suggestionabile e da qualche tempo, ogni volta che faccio sesso con una, vengo assalito da sensi di colpa così dilanianti che il giorno dopo vado a piantare un platano.
Ma la cosa che più mi infastidisce sull’argomento è l’ipocrisia comportamentale di tutte quelle donne che, pur riconoscendosi in cuor loro disposte a cimentarsi in ardite pratiche erotiche, malcelano le proprie pulsioni sessuali dietro una composta integrità da frate benedettino (o meglio, la composta integrità che suppongo un frate benedettino manifesterebbe qualora qualcuno gli proponesse di fare del sesso anale).
Voglio dire, se realmente non ti va di farlo, nessun problema. Mi ci vorrà del tempo a rimediare del gamma-idrossibutirrato, ma nessun problema.
Se invece trovi il sesso anale una pratica del tutto legittima e in passato hai avuto già modo di esperirla, perché ammorbare la mia di per sé funestata esistenza con le tue strategie tempistiche da marketing plan? Stai decidendo se farti prendere da dietro, tesoro, mica lanciando sul mercato l’iPhone.
(Sebbene mi renda conto che in diversi uomini entrambe le cose arrechino il medesimo grado di eccitazione).
Credo sia questa la principale differenza tra gli uomini e le donne. Intendo oltre alle tube di Falloppio, la maggiore sopravvivenza, l’alta carica estrogenica e la deprecabile abitudine di nutrirsi di muesli.
Voglio dire, quale uomo penserebbe mai “No, forse è ancora troppo presto per metterglielo nel Barbra Streisand.”?
Quanto a Carmen, l’ho mollata quando ho scoperto che faceva la segretaria. Ed io non frequento le segretarie.
L’ultima volta che ne ho portata una a cena fuori ha ordinato i frutti di mare.
Alfabeticamente.
È verosimile che le lettrici di “Grazia” trovino quanto scritto un concentrato di grette generalizzazioni maschiliste. Nello scusarmi, vi prego di considerarlo un pezzo volutamente ironico e di provare a rileggerlo. Quando vi sarà finito il ciclo.
Barbra Streisand devolverà interamente i proventi di questo post ai suoi avvocati che mi faranno causa.
Grazie Qualcosa del genere!
Sappiamo benissimo quanto sia facile, per l’Italiano medio, gettare scredito su una categoria o su una corrente di pensiero. E quanto sia immediato far proseliti fra estremisti cattolici e di destra.
Noi di FreeBear auspichiamo che venga fatta chiarezza in merito, senza però che sia demonizzato l’intero mondo Gay per colpa del solito gruppetto di persone che, invece di tutelare gli interessi dell’intera comunità, pensa invece al proprio conto in banca.
Voi che ne pensate?
Non parla di Orsi, è in lingua inglese, ma per comprenderne il senso non è necessario essere né linguisti, né maestrine

Insomma, godetevelo e basta perché è davvero spassoso!
Prodromo: indosso un cappellino con la piuma rossa e per qualche momento faccio la maestrina, portate pazienza!
Premessa: in questi giorni, come avete avuto la possibilità di leggere nei due articoli di Gattosalsiccia, abbiamo ricevuto alcune email da il “Presidente” dei Bearsofnaples che minaccia azioni legali nei nostri confronti, nel caso noi si avesse la malaugurata idea di parlare del suo gruppo e di un particolare locale di napoli (il Redmoon, tanto per non fare nomi! Oops...).
La domanda ci è sorta spontanea: ma perché un gruppo che organizza feste non vuole che si parli di loro? E poi perché un gruppo prende le difese di un locale con tanta veemenza?
Tanto più che noi non si era mai parlato né del locale, né tantomeno del gruppo.
A questo si è aggiunto lo spiacevole episodio di chi, qualche giorno fa, ha lasciato commenti squallidi e scorretti riguardo alle feste al Redmoon e ai suoi organizzatori (i Bearsofnaples appunto)...
Perché qualcuno ha usato Freebear come amplificatore contro il RedMoon?

La risposta è tanto triste quanto semplice: ultimamente qualcuno mangia nel piatto di qualcun altro e questo genera un "pochino" di attriti e nervosismi.
Chi se ne frega, direte voi! Lasciamoli nel loro brodo e che si scannino tra loro!
Eh no!
Perché qui, signore e signori miei, il piatto siamo noi (era un sacco di tempo che volevo dirlo anche io
)!
Tuttavia non mi riferisco a noi di Freebear, che siamo solo un bloghettino piccolino (a proposito: il mese scorso il bloghettino ha fatto 15.000 visitatori unici, con un totale di 60 mila pagine lette), ma noi utenti: noi clienti dei locali, noi normali cittadini, orsi o non orsi, gay o etero poco importa!
Sono anni che certe persone si arricchiscono sui nostri portafogli, con locali dove le normali regole di igiene e sicurezza vengono sistematicamente prese a calci in culo!
Locali dove i dipendenti vengono sottopagati e gli scontrini dimenticati.
Siamo spesso in mano ad una masnada di bottegai che si venderebbero anche le mutande, se le portassero, e cederebbero un rene (di qualcun altro ndr) in cambio di una serata “tutto esaurito”!
Ho francamente voglia di dire una cosa: ci avete rotto i santissimi!
Voi pseudo presidenti di pseudo gruppi/locali/saune/scopodromi!
Voi direttori di locali che non parlate neanche la lingua del paese che sfortunatamente vi ha dato i natali!
Sono anni che vi arricchite sulle nostre spalle, fregandovene delle regole, delle leggi e perfino del minimo buon gusto!
Ma appena qualcuno accenna ad aprir bocca lo minacciate, cercate di obbligarlo al silenzio paventando chissà quali azioni giudiziarie, quando va bene!
Ma sbaglio, o questo è uno dei motivi per i quali gli Italiani sono tristemente famosi all’estero?
Per terminare un abstract di un testo che consiglio: la Costituzione Italiana, articolo 21.
L'articolo 21 della Costituzione Italiana si trova nella Parte I che regola i "Diritti e Doveri dei Cittadini", al Titolo I sotto la voce "Rapporti Civili":
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”
(Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)
Fine della lezione
Riportiamo integralmente il testo della email:
“Buongiorno
Per tutelare il mio nome e di chi in causa è stato citato nel commento da voi pubblicato in riferimento alla serata dei Bear of Naples, Vi chiedo di poter ricevere informazioni inerenti l'IP di invio.
Reticenza da parte Vostra sarà ritenuta atto di ostilità e in tal caso ci riserviamo di ricorrere alla vie legali, citando in giudizio gli autori dell'articolo e voi in quanto editori, aggravati dal fatto che Voi stessi avete avallato quanto dichiarato.
Normale è che abbiamo provveduto a copiare quanto scritto e causa di lesione della privacy e ancora piu' grave diffamazione nei nostri confronti.
Sicuro di un vostro rapidissimo riscontro saluto.”
A causa dei nostri innumerevoli impegni, non siamo purtroppo riusciti a essere così rapidi come richiesto nel testo della email. Ma poi diciamocela tutta: siamo orsi (chi più, chi meno) e ci piace prendercela con comodo... anche se siamo milanesi

Ebbene torniamo a bomba: buongiorno a lei e benvenuto nel fantastico mondo della Libertà di Stampa, diritto sancito dalla Costituzione Italiana!
Le faccio presente che, per evidenti ragioni di privacy, non possiamo rilasciare alcuna informazione sulla tracciabilità dei nostri utenti, se non dietro esplicita richiesta motivata delle autorità.
Come avrà potuto notare, nel nostro disclaimer si parla chiaramente della possibilità di richiedere la cancellazione immediata dei commenti, qualora provochino lesioni di immagini o quant’altro. Ma per dovere di cronaca riporto pari pari il testo che avrà sicuramente avuto modo di leggere:
“Gli autori di Freebear dichiarano di non essere responsabili per i commenti inseriti dai lettori.
La redazione e gli autori di Freebear partecipano e intervengono nella discussione, in linea con la filosofia di trasparenza e apertura di Freebear
Gli Autori del blog si impegnano a cancellare nei limiti delle possibilità i commenti lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, i commenti che contengono turpiloquio o che non hanno alcun collegamento con i temi trattati nei post degli autori. Tali commenti non sono da attribuirsi agli autori del blog, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata.
Qualora dovesse sfuggire la cancellazione di commenti lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze lo si comunichi alla mail: info@freebear.eu
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001”
Sarebbe dunque bastata una semplice richiesta di cancellazione del commento (cosa che fra l’altro abbiamo prontamente fatto, non appena accorti dell’accaduto!), senza ricorrere a intimidazioni o minacce.
Ma evidentemente questo è un atto di civiltà che probabilmente esula dai costumi di chi è abituato a litigare, piuttosto che discutere e che sembra interessato più ai propri interessi personali che non a quelli del gruppo che rappresenta.
Mi spiace che FreeBear abbia assunto, anche per poco, la connotazione di “Ring” sul quale confrontarsi a suon di parolacce per il dominio della scena Bear napoletana! Noi non ci stiamo a questo stupido gioco e siamo intenzionati ad andare fino in fondo, in nome della libertà di opinione, di parola, di pensiero e di stampa!
Tuttavia non mi sarà possibile farlo, in quanto al nostro corrispondente dalla capitale Partenopea è stato intimato di non passare a FreeBear alcun tipo di materiale riguardante il locale o il gruppo Bearsofnaples.
All’ingresso del locale infatti, gli organizzatori della serata hanno intimidito il nostro collega, minacciando di non farlo entrare se avesse scritto e pubblicato la recensione dell’evento.
Ma i Signori non si sono limitati a questo: ci è giunta infatti una email, firmata da un membro dei Bearsofnaples, con la quale ci promettono di adire le vie legali in caso avessimo pubblicato qualsiasi articolo inerente il gruppo e le sue attività.
Ebbene a queste minacce “alla napoletana” FreeBear risponde “alla milanese”: ossia rendendo pubblica l’intera vicenda, a cominciare dalla email che ci è giunta in redazione.
“Salve,sono XXX di bearsofnaples
viste le ultime e recenti diatribe ,onde evitare chiacchere e polimiche ,vista la non obbiettivita'e chiarezza di scrive le recenzioni,visto che gia' gira la bozza di essa...vi invito a non pubblicare nessun articolo in cui si menzioni il nostro sito,www.bearsofnaples.com,le nostre attività,e la discoteca in cui presentiamo le nostre serate,REDMOON,in quanto non richiesto.
Per qualsiasi delucidazione e contatto immediato il mio numero di telefono: xxx.xxxxxxx
Mi riservo di agire legalmente qualora fosse pubblicato qualsiasi articolo inerente al nostro gruppo e alle nostre attività.
Sicuro della v\s gentile comprensione ,cordilamente”
Da questo testo scritto con una divertente grammatica creativa, sono stati omessi, per evidenti ragioni di privacy: il nome del mittente e il suo numero di telefono.
Ma analizziamo insieme la faccenda: perché mai gli organizzatori di un evento tanto pubblicizzato rifiuterebbero a priori una recensione di FreeBear? Avranno qualcosa da nascondere?
Ma soprattutto: perché il locale chiamato Redmoon NON ESISTE????
Eh sì, cari lettori: di Redmoon non se ne parla da nessuna parte, tranne sul sito della sauna Blu Angel (http://sauna-bluangels.spaces.live.com).
Sarà un caso che la discoteca Redmoon non sia per nulla presente tra l’elenco affiliati Arcigay? Guardate voi stessi: www.arcigay.it/ricreativi
Una cosa è sicura, come riportato sulla locandina, non c'è l’obbligatorietà della tessera Unocard Arcigay, quindi è un locale pubblico e non un club riservato ai soci.

Ma soprattutto: se è vero che non si tratta di un circolo Arcigay, come è possibile limitare l’accesso... per di più dietro chiare e lampanti minacce?
Detto questo, tenterò di effettuare una piccola recensione del locale chiamato Redmoon, basandomi solamente sulle fotografie liberamente prese dal sito della sauna Blu Angel.

Il locale ha tutta l’aria di un’entità a metà strada fra un sottoscala e un garage addobbato per l’occasione. Non riesco in nessun modo a scorgere i normali dispositivi di sicurezza secondo le leggi vigenti: estintori, uscite di emergenza, luci crepuscolari. Forse da qualche parte ci sono; io non li vedo!

La struttura nera adiacente alla console (a destra per chi osserva la foto), che assomiglia alla parte inferiore di una scalinata, si estende sulla pista da ballo, creando un evidente pericolo, data la presenza di angoli vivi ad altezza uomo. Gradini e gradoni non sono opportunamente segnalati dagli appositi punti luminosi e/o strisce riflettenti.
Tutto questo non fa pensare certo a un luogo in cui siano state rispettate le più semplici norme antinfortunistiche! Però posso sbagliarmi... peccato che il nostro inviato non abbia potuto scrivere un articolo che smentisse le mie supposizioni!
Chissà quante persone è in grado di ospitare questo locale! Magari una telefonata in S.I.A.E. potrà chiarirci quanti tagliandi sono stati staccati durante la serata del 22 Novembre scorso.
Per ora e tutto....
Rimanete sintonizzati su FreeBear!
Redmoon
Centro Direzionale Is A7
Via Taddeo Da Sessa
Napoli
p.s.: ops... manca il numero civico! Che strano!
In sostanza la Santa Sede, pur citando nel suo catechismo che gli omosessuali non debbono essere discriminati, teme che l’accusato diventi accusatore, una sorta di simpatico gioco di scambio dei ruoli, mi riferisco a quanto detto da Monsignor Migliore: “Una dichiarazione di valore politico" che aggiunge "nuove categorie protette dalla discriminazione senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni", in sostanza il Vaticano teme che si facciano pressioni sugli stati che non riconoscono unioni omosessuali.
Detto questo, nella mia testa si affollano numerose domande; alcune a mio parere importanti, altre un po’ meno... per non parlare delle congetture.
Qualcuno ha per caso informato il Vaticano che in parecchi Paesi l’omosessualità viene condannata con pene capitali, torture e quant’altro?
Siamo forse, noi omosessuali, vittime sacrificali da utilizzarsi al fine di creare altre categorie di discriminati?
Nella mia somma ignoranza credo che dal Vaticano siano arrivate risposte frettolose, quasi a voler mettere bocca dove l’hanno sempre messa, ma senza questa volta informarsi correttamente.
Volevo chiudere con una riflessione: non è che il Vaticano teme che, cedendo alle future pressioni degli Stati che sottoscriveranno la mozione, il 99% dei propri dipendenti (quelli col collarino) faccia domanda di matrimonio?
Mah... chi vivrà vedrà!
Un saluto dal vostro Turbolento
Ma sempre più la pubblicità, forse anche per la mancanza di idee e di immagini interessanti, fa capolino ne mondo Bear.
Non credo che il personaggio in questione sia gay, o meglio questo non lo so, ma di sicuro molti di voi vorrebbero che lo fosse
.Uno spot quello che presento qui di seguito, divertente e un po' spinto.

Possiamo anche pensare di mettere il nostro Ipod in un cassetto, per qualche minuto (ovviamente), e comprare questo Zune, carino a dire il vero come lettore mp3.
Certo fosse vero...
Buona visione, fatemi sapere cosa ne pensate....





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