Eccomi giunto alla seconda parte del mio resoconto scritto. Non mi sbilancio sull’organizzazione. Non potrei e forse non ne sarei in grado.
Sta di fatto che, se il Subwoofer è il Subwoofer, ci sarà un perché. Probabilmente non sono in grado di capirne la filosofia che vi è dietro, ma sono convinto che siano molto, ma molto più di quello mi è stato invece offerto alla Galleria de’ Serpenti, e cioè: un bagno alla turca puzzolente, un “Rum & Cola” senza bollicine dal sapore ignoto e un “Vodka Lemon” al sapore di vomito di cammello (volevo dare una seconda chance al barman).
Non mi dilungo sull’avventura, in bagno, con un dispenser di sapone molto generoso e un rubinetto rotto (l’unico rubinetto dell’unico lavandino presente). Per fortuna c'erano le salviette per asciugarsi le mani, o qualcuno avrebbe potuto fraintendere... vedendo le mie estremità ricoperte di quella mucillagine biancastra

Certo, di orsi e orsetti, di ciccia e pelo se ne sono visti un bel po'!
La musica davvero eccellente!
Beh, se permettete, visto che è stato il mio primo evento romano, (in realtà è il secondo dopo il gay pride nazionale del 2007), mi riservo di partecipare al prossimo, magari in una location migliore (spero!).
Prezzo della serata a via dei Serpenti: 10 euro + 2 di guardaroba (al pezzo: fortunatamente avevo solo la giacca) + 5 euro di seconda consumazione (offerta da un gentil orsetto: le mie bretelle fanno sempre effetto).
PS: Ma la galleria de’ Serpenti non è una galleria d’arte? Apprezzo lo sforzo per l’essere alternativi ma mi permetto di dissentire!
PPS: Ops... forse era un modo carino per dire che noi orsi siamo opere d’arte! Che sciocco che sono!

Per pura velleità stilistica dividerò questo mio intervento in due parti.
Capitolo Primo: “Crema e Cioccolata” (ovvero: una gelateria alquanto calda e pelosa)
Appena sbarcato nella Capitale, per rilassarmi dal tormentato viaggio in treno da Napoli a Roma (si ringraziano le Ferrovie dello Stato per avermi messo di umore nero), ho deciso di far visita a due vecchie conoscenze, ossia i miei “Beargelatai” preferiti, conosciuti grazie a questo fantastico blog.
Non mi dilungo molto nel descrivervi la bontà dei gelati, né tanto meno su quello che troverete di buono nella gelateria. Posso solo assicuravi che il gelato è ottimo e che non c’è solo quello da gustare (vedere articolo già pubblicato da Pizzicaluna il 04/02/2008).
La particolarità che mi affascina del progetto IcecreamBear è l’affabilità dei gestori, delle persone che collaborano con loro, e soprattutto la massa pelosa e cicciosa che affolla le panchine antistanti la gelateria dopo che lo struscio turistico romano è cessato.
Vi dirò: le persone che più mi hanno colpito non sono puramente Bear, vi invito infatti a scoprire che spesso è meglio sedersi su una panchina e fare due chiacchiere con una meravigliosa creatura di nome Miranda che godere per alcuni minuti di una calda "Pelliccia da dark room"!
Oppure che si può passare un’ora a disquisire sull'effetiva utilità di Facebook e stupirsi che è quasi impossibile cancellare il proprio account. Esiste infatti un questionario per dla disattivazione che riporta l’affermazione “Facebook mi ha rovinato la vita!”.
Chiudo implorando la popolazione bear romana di salvare le nuove generazioni plantigrade alquanto confuse! Non se po’ senti uscire dalla bocca di certi orsetti che “Woof!” (notoriamente saluto internazionale ursino) significa “Scopabile”!
Vi prego, vi supplico anche di far capire loro che non basta essere panciuti e irsuti per essere un Orso, ma che dietro l’aspetto deve esserci uno stile di vita. Ma soprattutto una personalità adeguata all’appellativo Orso! E che si può essere felici essendo grossi, più o meno pelosi pur non essendo orsi

Dal vostro inviato speciale Turbolento
Godetevi l’articolo!

Diario di bordo di una serata da “Macho Bear”
di TurbulentBear
Rieccomi di ritorno dall’ultima serata ursina tenutasi a Napoli al Macholato Club. Con la benedizione di Gattosalsiccia, con cappellino d’ordinanza e immancabile camicia a scacchi, mi reco all’atteso evento.
All’entrata, a chiedermi l’immancabile tessera arci gaya, troviamo un simpatico orsettone dal pizzetto brizzolato al quale con piacere diamo 10 euro per l’ingresso e la consumazione, nonché per il guardaroba dove troviamo ad attenderci il cugino di Caparezza (ma dico io non potete tramortirci all’ingresso in questo modo dopo cotanta bellezza
.Della bellezza del locale vi ho già parlato ma ho notato con piacere una graziosa aggiunta, al secondo piano soppalcato, accanto all’acquario che funge da saletta fumatori è stato collocato un tavolo da biliardo/carambola (non sono un esperto) e con altrettanto piacere ho scoperto che non si tratta di un elemento architettonico messo lì per arredamento o come base di appoggio per non so quali peripezie erotiche (come i più malefici dei miei concittadini hanno pensato) ma fungeva proprio da carambola/biliardo. Accanto ad esso trova collocazione non so quale orrendo aggeggio elettronico munito di schermo dalla funzione ancora ignota.

Comunque dopo una rapida sosta ai bagni i quali hanno superato lo standard igienico/sanitario (dove il Gatto può tranquillamente posare le sue terga se verrà a Napoli) mi sono appollaiato in piccionaia (angolo lounge) a guardare la tipologia di utenti che affluivano nel locale.
Vi dirò che, essendo io una sorta di ibrido tra orso e cacciatore meglio noto come orso lesbico (ma non troppo), è proprio un bel vedere tra pance di tutte le misure e pelo più o meno abbondante; tuttavia dalla stirpe partenopea mi aspettavo di meglio, devo essere sincero!
Una volta finito di rifarmi gli occhi, sono passato all’angolo bar dove ho potuto assaggiare dei simpatici e gustosi stuzzichini... e non parlo di stantie patatine e salatini vari, ma di veri e propri prodotti da forno per tutti i gusti.

Mentre le mie papille gustative erano intente a gustarsi quei magnifici manicaretti, vedo spuntare da dietro al bancone un simpatico orso barman che cortesemente mi chiede cosa prendo. Dopo un attimo di smarrimento chiedo un classico rum e cola, sarà stata la bravura del barman o l’effetto della mia straordinaria bellezza che ha fatto presa sul suddetto barista ma la consumazione era veramente tosta (come il barista del resto).
La serata prosegue tranquilla, tra orsetti che si denudano della camicia e cacciatori che sbavano dietro a cotanta grazia, la tenda della dark non ha smesso di svolazzare un secondo! Son rimasto sorpreso solo di una cosa, più che ad una serata danzante è stata una serata tranquilla, in effetti, l’area lounge è stata la sala più gettonata.
Tirando le somme: il Macholato non sembra essere il solito locale ursino, ma sta assumendo più un ruolo da punto di incontro, dove tra una partita a biliardo e un drink puoi conoscere qualcuno e se non sai giocare e hai poca dimestichezza con palle e mazze (come il sottoscritto) puoi comunque sederti su di un comodo divano e chiacchierare e se il panno verde o il compagno di chiacchierata hanno scosso l’ormone che è in te, puoi anche sfogare le tue pulsioni (io bimbo fortunato me li porto a casa).
Se mi concedete una citazione da Gambero Rosso e Guida Michelin darei un bel 4 orsetti sorridenti (NB: la Guida Michelin arriva a 5 stelle).
Un bacio dal vostro freebear per una.
PS: prossimo appuntamento Bear al Machlato club PUMPKINBEAR che si terrà il 31 ottobre e il primo novembre una buona occasione per visitare la mia città.
TurbulentBear
Macho Lato Club
Disco Cruising Lounge Bar
Via Abate Minichini, 62
c/o P.zza Ottocalli
80137 Napoli
Italia
http://www.macholato.it
info@macholato.it
Embeh? Chissenefrèga - direte voi!
Ma no... miei piccoli, gentili lettori! E’ il sito giusto per tutti i teneri orsacchiotti dal cuore di bambino che abbiano bisogno di una casetta su un albero!
Eh sì! Avete capito bene, miei cari; si tratta proprio di una dimora arboricola per il divertimento di tutti i cuccioli di orso.
Diversi e divertentissimi i modelli, su due piani e rigorosamente in legno: dai classici con acqua-scivolo all’uscita, ai più artistici e fantasiosi, costruiti a forma di galeone pirata, di fortino, di castello o di fattoria.
Per non parlare delle strutture con spigoli ostentatamente storti e finestre asimmetriche dai lati irregolari. Questi solo per citarne alcuni, ma le possibilità di scelta e personalizzazione sono tantissime!
Possono inoltre essere aggiunti coreografici accessori, quali: ingressi con design particolari, porta vaso da finestra, balconcini, camini, piccole verande e, se si prevede a breve di trasformare il proprio giardino in un’imbarcazione di bucanieri, un comodo cannone per ogni evenienza!
Non ultima, vi è la possibilità di impreziosire il giocattolo con altalene (modello moderno - da parchetto tossici - o il classico pneumatico sospeso con la corda), con ponti di legno sospesi, con scale di corda, ovvero con un rudimentale interfòno a imbuti e tubo, per poter comunicare senza troppi sforzi tra il primo piano e il piano terra.
Un regalo fantascientifico e ai limiti dell’impensabile, soprattutto per un bimbo con la “rara fortuna” di vivere in una grande città o, peggio ancora, nella zona del limitrofo hinterland, dove i giardini sono o pubblici o condominiali.
Cari orsi, orsetti e orsofili dal fanciullesco animo: prima di terminare godiamoci la deliziosa casetta degli orsi, o i visionari “Concept art” gentilmente offerti da Daniels Wood Land.
I prezzi non vengono riportati sul sito... sarà un caso? Comunque sia, se volete contattare i produttori per qualsiasi informazione, eccovi i recapiti. Effettuano spedizioni pressoché in tutto il Mondo:
Daniels Wood Land, Inc.
3075 Limestone Way
Paso Robles, CA 93446
Phone: (805) 239-2832
Fax: (805) 226-8738
www.danielswoodland.com
Infine, tornando con i piedi per terra, mi rendo conto che vivere su un albero non è solo un sogno da bambini, bensì una realtà attuabile in ogni suo aspetto! Qui infatti potrete trovare soluzioni abitative arboricole per tutti i gusti: case dotate di ogni comfort, energeticamente autosufficienti, grazie alla presenza di impianti fotovoltaici, con design avveniristici e materiali ecocompatibili, come da trend attuale.
Prepariamoci dunque a buttarci alle spalle una parte dell’evoluzione umana e prendiamo posto sul nostro attico a dieci metri dal suolo, in sintonia con Madre Natura, al pari dei nostri lontanissimi progenitori.
Ovviamente lungi da noi metterci anche a fare da commentatori finanziari, ma due cose hanno attratto la nostra attenzione sul sito del Sole 24 ore di oggi:
la prima è un trafiletto dove si legge:
"Il vento gelido della recessione adesso spazza i listini di tutto il mondo, ormai in piena fase Orso" per evidenti assonanze con il nostro tema nativo.
L'altra, veramente scoraggiante, è un articolo con relativa foto in home page che cita:
"La dolce vita di Dom perignon" Da Liz Taylor ad Aristotele Onassis, da Romy Schneider ad Alain Delon, i protagonisti della Dolce Vita di ieri si ritrovano nel libro fotografico "A beautiful set", pubblicato dalla maison di Champagne francese in collaborazione con Memoria. Le 150 foto saranno anche esposte alla Casa Necchi Campiglio a Milano, dal 24 al 26 ottobre"
Insomma anche il Sole 24 ore sembra volerci ricordare che "La Dolce vita" è finita, terminata, ormai destinata a scomparire relegata solo nei libri di storia e fotografia.

Madonna scrive e dirige un film!
Direte voi: “Chissà quale orrenda schifezza toccherà sorbirci in nome della Sempre Nostra Signora Madonna!”.

Invece proprio no: Madonna dirige "Filth and Wisdom" e sembra essere riuscita a fare ciò che nella sua carriera di attrice non è mai riuscita a fare: una cosa convincente.
Ovviamente non vi diciamo che, grazie alla presenza di un amico orso nel posto giusto, Freebear e la sua redazione potrebbero averlo già visto... ma ci limitiamo a recensirlo.
Nel cast segnaliamo: Eugene Hutz, Holly Weston, Vicky McClure
Qui di seguito il trailers del film
.
Il debutto di Madonna nella parte di regista di un lungometraggio, la vede anche autrice di questa commedia sexy di sicuro interesse.
In breve: un immigrato ucraino (Eugenio Hutz) finanzia i suoi sogni di “trans-continental superstardom” con la sua band, i Gogol Bordello, utilizzando trucchi ed escamotage vari. Egli è segretamente innamorato di Holly (Holly Weston), un’aspirante ballerina in cerca del modo di emergere e uscire dal buco nero del suo lavoro di ballerina di spogliarellista. Nel frattempo, juliette ( Vicky Mclure ) ruba farmaci nella farmacia in cui lavora, nella speranza di poter aiutare un giorno i bambini in Africa.
Filth and Wisdom è tanto erotico e giocoso, quanto commovente e toccante. In fondo rivela la lotta che tutti noi dobbiamo combattere ogni giorno nella ricerca della felicità.
In uscita il 17 ottobre nelle sale americane.
Consigliato
Ogni tanto anche a noi di Freebear piace tirarcela un pochetto!
Per questo ci accingiamo a segnalarvi questo duo Svedese che suona elettronica jazz. Oscar Simonsson e Magnus Zingmark, altrimenti noti come Koop.

I Koop costruiscono la loro musica soprattutto da campioni, ma poi l'ammorbidiscono con splendide voci reali come nel caso del primo pezzo che vi segnaliamo, brano che si intitola "koop island blues", che impiega il talento di chanteuse norvegese Ane Brun.
Godeteveli
Riporto pari pari (o quasi...) le sue parole:
“Il Macho Lato club, pur se gestito dalla vecchia e storica guardia ursina napoletana, sembra un salto di qualità rispetto al passato. E' bello e pulito, la gestione come sempre amabile, unico neo (ma questo e' un mio personalissimo parere) una capiente dark fornita di maxi schermo con tanto di adorabilissime poltroncine in legno anni ’70 (l’unica cosa degna di nota)
. Il locale e' curato in ogni suo ambiente: dalla sala da ballo all'area lounge, dove ci si può accomadoare e fare quattro chiacchiere e, udite udite, c'è anche una zona “acquario” per fumatori
(saletta).Ripeto non sono un estimatore dei cruising ma, contrariamente alle aspettative, è un locale caldo e armonico. Nel suo insieme un posto dove, se distogli lo sguardo dalla dark, puoi anche sentirti a casa ed essere riscaldato dalle rifiniture in legno e pietra.
Con affetto Turbolento alias Danilo”
Noi di FreeBear, non potendo attualmente recarci sul posto, siamo andati a curiosare sul sito internet (http://www.macholato.it): molto curato e d’effetto. All’interno troviamo un classico menu con le presentazioni di rito, le informazioni sugli eventi, la “Gallery” (non ancora ultimata alla data attuale), i link e gli immancabili contatti.
Tra le varie attrazioni troviamo un’interessante connessione Internet WiFi, cosa che a mio avviso non può più mancare in un locale pubblico!
Sempre gironzolando per le pagine, scopriamo che (ahimé!) anche questo è un club affiliato Arcigay, si entra dunque con Cartaghèi. Evidentemente agli Italiani piace così. Peccato!
Ma in sostanza, quanto costa andare al Macho Lato? Dal lunedì al mercoledì si può entrare liberamente senza obbligo di consumazione (cinque euro ogni drink), il giovedì si pagano cinque euro per ingresso, drink e guardaroba, mentre dal venerdì alla domenica per entrare ci vogliono dieci euro, comprensivi di prima consumazione e deposito borsette.
Sabato undici ottobre ci sarà il primo evento ursino intitolato “Macho Bear”. Quindi Orsi e Cacciatori Partenopei preparatevi! Lisciate il vostro pelo, stirate la camiciola a quadri e riesumate il cappellino d’ordinanza!
Intanto grazie a Danilo per la segnalazione!
Macho Lato Club
Disco Cruising Lounge Bar
Via Abate Minichini, 62
c/o P.zza Ottocalli
80137 Napoli
Italia
http://www.macholato.it
info@macholato.it
Il posto fa ormai parte della storia di San Colombano e, da qualche anno a oggi, ha cambiato ubicazione: si affaccia sempre sul corso principale del paese, ma ora è in prossimità del Castello.

L’ingresso è grazioso ed è composto da un’unica vetrina, mentre il locale si sviluppa in lunghezza.
Siamo in sei persone; attendiamo qualche minuto affinché il cameriere ci prepari frettolosamente il tavolo; ci sediamo e lasciamo che la burbera signora dall’accento russo ci racconti il menù del giorno.
Decidiamo di saltare l’antipasto buttandoci sui primi, mentre da bere ordiniamo una bottiglia di vino rosso senza troppe pretese e un paio di bottiglie d’acqua.
La pasta è cucinata piuttosto male: scotta e troppo salata. I ravioli sembrano quelli di “Quattro salti in padella”! Un vero peccato, se si pensa alla qualità, all’aria familiare e genuina che si respirava qualche anno addietro, nel precedente modo di gestire il locale, nonché alla cura nella preparazione dei piatti.
Provati e affranti, decidiamo quasi all’unanimità di non proseguire l'iter culinario. Soltanto uno di noi s’arrischia e comanda un secondo: arrosto di quadrupede triste in salsa di lacrime amare, il tutto condito dall’assoluta carenza di simpatia del personale.
Si ordinano quindi caffè e conto: novantotto euro, acidità di stomaco e delusione comprese nel prezzo.
Uscendo dal ristorantino abbiamo approfittato per fare un giro in paese e ammirare lo splendore delle bancarelle che offrivano uva e vino a prezzi da gioielleria, alla faccia della sagra paesana!
Intanto il profumo di salamella alla lambiva le nostre narici e ci ricordava che, con pochi spiccioli, avremmo potuto pranzare decentemente e senza troppi fronzoli, seduti su una panca e appoggiati a un tavolaccio di uno dei tanti stand della sagra.
E’ un vero peccato che il buon vecchio Giardino si sia trasformato, da trattoria a gestione familiare a ristorante un po’ più su di tono, ma totalmente privo della qualità e dell’ambiente casalingo che lo contraddistingueva in passato, seppur con il medesimo personale.
Sconsigliato da FreeBear
Ristorante Giardino
Via Mazzini, 75
San Colombano al Lambro (MI)
Tel.: 0371 89 288





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