Per commentare questo video mi appoggio bellamente ad un post di Andrea dal Blog "Opinioni di un clown" perchè lui ha detto esattamente ciò che avrei detto io!
Veramente non pensavo che sarei arrivato a scrivere una cosa del genere.
No, non siamo in un paese musulmano, dove la religione è spesso un tantino poco permissiva e nemmeno in una nazione dove vige una dittatura omofoba e retrograda….stiamo parlando di ROMA, ITALIA, EUROPA! La storia è semplice: due ragazzi si baciano per le vie di ROMA, poco importa se vicino o lontano ad un locale gay o ad una strada battezzata Gay street. Una pattuglia dei Carabinieri li ferma e li porta in commissariato. Qui presenta ai due una denuncia per atti osceni in luogo pubblico. Ovviamente i due denunciano subito l’episodio al numero verde 800 713 713 Gay Help Line, di Arcigay Roma e del Comune di Roma, e subito arrivano i primi comunicati stampa, “ . Reputiamo tale arresto gravissimo, in quanto mostra come ancora oggi le coppie omosessuali siano considerate di seri B da molti” - dichiara Fabrizio Marrazzo. Difficile cercare di essere obiettivi!
Dove finisce il bacio e comincia l’atto osceno in luogo pubblico?
Ma non voglio cadere nel tranello!
Spesso nel nostro paese si grida allo scandalo per un non nulla, ci siamo già trovati a difendere diritti di lesbiche perseguitate e picchiate che poi si sono rivelate le solite cazzare, e per questo denunciate dalle nostre associazioni.
In questo caso GRIDO al tempo!
Valutiamo per bene l’informazione e poi esprimiamo un giudizio!
Anche se alla fine le soluzioni sono solo due o tre.
La prima : Roberto e Michele (questi i loro nomi) si stavano baciando con trasporto o meno in una via di Roma, i Carabinieri li denunciano. Volgare e stupido atto di intolleranza! Da denunciare!
La seconda: Roberto e Michele hanno in realtà esagerato, capita, e sono andati oltre il semplice bacio, capita, e magari hanno praticato qualcosa che poteva sembrare del sesso, succede, senza pensare che i propri diritti finiscono dove cominciano quelli degli altri, questo non deve succedere. I Carabinieri hanno fatto il loro lavoro!
La terza: la più crudele, è che semplicemente qualcuno, chiunque sia, abusa dei diritti di tutti! ….La più probabile! Purtroppo!
Il One Way è forse una delle discoteche più famose dell’hinterland milanese ed è sicuramente uno dei locali bear “storici” del milanese, dove durante le feste a tema bear è facile incontrare orsi, cacciatori, muscle bear, chubby e chi più ne ha più ne metta. Ecco la nostra recensione:
A volte, quanto più si cercano le giuste parole per descrivere qualcosa, tanto più si cade nell’imbarazzo di fronte alla scelta di frasi scontate e di cattivo gusto.
Se dicessi infatti che per far entrare un individuo di sesso femminile nella suddetta discoteca bisognerebbe dare il culo all’ingresso, probabilmente si creerebbe una fila di pretendenti accompagnati dalla classica amica etero depressa, mollata da poco, in crisi matrimoniale o semplicemente, come dicono a Roma, “La frociarola”.
Tuttavia non è così semplice, poiché al One Way di femmine non ne vogliono sentire nemmeno l’odore da lontano, alla faccia dei tanto ostentati slogan su uguaglianza e integrazione.
Preambolo a parte, doveroso se permettete, passiamo alla descrizione del luogo.
Si entra solo con
L’ingresso, a differenza di molti locali gay, è ben segnalato da un cartello luminoso a caratteri cubitali. Si passa per il giardinetto estivo (qualche ombrellone con sedie e due o tre alberi) e si giunge all’entrata vera e propria, con tanto di guardaroba.
L’ambiente è abbastanza capiente, anche se durante una serata bear si sta sempre un po’ stretti… (per fortuna… N.d.R.). Anche la pista è dignitosa e raramente capita di ballare gli uni appiccicati agli altri.
Le toilette sono decenti. L’unica nota è sulla totale mancanza di sapone nei dispensatori anche all’inizio della serata. Diciamo che per quindici euro di ingresso (consumazione compresa) si potrebbe pretendere del detergente, anche di bassa qualità, per potersi lavare le mani, soprattutto dopo essere usciti da una dark!
Bar: in vita mia non credo di avere mai bevuto peggio, tranne (forse) presso il bar adiacente all’After Line (Mojito con sciroppo mentolato Fabbri). I cocktail sono moooooolto allungaaaaaaati, mentre se chiedi di farteli un po’ più forti rischi di bere intere pinte di pessimo superalcolico.
Ma al di là del fattore quantitativo, è la qualità delle materie prime utilizzate che lascia molto a desiderare. Difficilmente si vedranno marche note di alcolici ostentati sulle mensole del bar! Ribadisco il concetto: per quindici euro di ingresso sarebbe d’obbligo una consumazione quanto meno decente!
Vi sono due dark room: la prima sulla sinistra rispetto al bancone del bar, mentre la seconda, più grande, viene utilizzata sia per espletare i propri bisogni fisiologici che per fumare. L’aria all’interno di quest’ultima risulta, di conseguenza, poco respirabile.
Normalmente la serata bear viene proposta una volta al mese dal Magnum Club, eccetto alcune festività particolari tipo feste di primavera/estate/autunno/inverno, Epifania, Ferragosto e chi più ne ha più ne metta.
La musica è obiettivamente scialba e priva di personalità. Si rischia di ascoltare quattro versioni differenti di una canzone di Madonna (quando va bene) o il passaggio senza la benché minima logica dai Depeche Mode a Pollon, per poi tornare alla Carrà.
Carina l’idea del piccolo giardino esterno dove, purtroppo, più che prendere una boccata d’aria si fumano le altrui sigarette.
Gnapposalsiccia!!
Questo è quanto pensiamo della sauna Royal Hammam di Milano, dirimpettaia della discoteca Binario Uno, a due passi dalla stazione di Milano Lambrate:
Molto comoda da raggiungere anche con i mezzi pubblici. L’ingresso costa quindici euro ed è previsto anche un abbonamento.
L’ambiente è ampio, con un bar che serve anche piatti caldi, una grossa vasca per l’idromassaggio, una piscina con acqua fredda nella quale è possibile fare due bracciate, due saune, un bagno turco e gli immancabili camerini “relax”… o, per meglio intenderci, lo scopatoio.
Ciò che colpisce in misura maggiore è l’incoerenza tra il voler creare un luogo tutto sommato piacevole e la quasi totale negligenza nella cura dei particolari. Mi riferisco all’indescrivibile sporcizia delle toilette, alla mancanza di carta igienica, di sapone e all’odore nauseabondo presente anche a poche ore dall’apertura. Per non parlare dello stato in cui si trovano i camerini.
Questi ultimi sono angusti e davvero poco capienti. Mi meraviglio inoltre che abbiano dato l’autorizzazione all’apertura di un locale zeppo di spigoli vivi ad altezza tempia!!
Per il resto la sauna è frequentata principalmente da altezzose e sculettanti reginette che vi delizieranno con la loro ininterrotta sfilata. Cosa, quest’ultima, molto irritante soprattutto durante un bagno di vapore che preveda, per sua natura, la saturazione dell’ambiente circostante, resa impossibile dalle continue aperture e chiusure delle porte. Stesso discorso dicasi per la sauna secca.
Insomma, di orsi se ne vedono pochi, ma è l’unico posto dove si possa fare, sfilate permettendo, una sauna decente.
Il Company Club è ormai la meta Milanese più (o meno) gettonata degli estimatori del genere Bear. Queste sono le prime impressioni che ci siamo fatti frequentandolo.
Senza insegna né indicazioni, visto dall'esterno l'ingresso assomiglia più a un mobilificio della Brianza che a un bar. Si suona il campanello, si mostra l'oramai arcinota arcitessera arcigay, si prende in consegna la drink card e ci si trova dinnanzi al bancone del bar, senza preamboli o disimpegni. Vi è la possibilità di lasciare pellicce e boa di struzzo in custodia al guardaroba.
Il locale è un normalissimo bar durante la settimana, mentre il venerdì sera diviene un ammasso di carne pressata all'interno del quale risulta alquanto ardua nonché pretenziosa la sola idea di recarsi al bancone per bere. Del resto è proprio di venerdì la serata in cui si può trovare la maggior concentrazione di orsi ed è risaputo che il volume occupato da un orso può arrivare al doppio se non al triplo rispetto a quello di un cacciatore.
I cocktail sono belli tosti in fatto di contenuto alcolico e, se trovate i barman in serata giusta, vi portate a casa una bella sbronza con relativo mal di testa con "solo" una dozzina di euro, corrispondenti a un paio di consumazioni.
Le ritirate sono, più che toilette dal gusto provenzale, dei veri cessi da campo sfollati. Attenzione dunque all'effetto "carta assorbente" provocato dall'orlo dei pantaloni che tocca terra.
Teoricamente e tecnicamente dotato di saletta fumatori pseudo esterna, ci si scontra ahimé con la cruda realtà dei fatti, secondo la quale la porta che dovrebbe separare le due zone rimane perennemente aperta, permettendo in tal modo al fumo di sigaretta di insinuarsi nelle aree limitrofe e rendendo quasi inutile la divisione di cui sopra.
Fino a poco tempo fa vi erano due dark room, una delle quali è stata misteriosamente chiusa. Quella rimasta aperta ha accesso tramite apposita scala a chiocciola di metallo. Per il resto tutti sanno a cosa serva una dark room e cosa ci si faccia al suo interno.
Degna di nota è la “Sala culturale”: un antro obscuro dotato di appositi tavolini a muro, televisore con i film porno d’ordinanza e uomini di mezza età tra l’annoiato e l’affranto che osservano attoniti le scene di sesso.
Musica: dipende dalla serata, ma solitamente decente e varia. Peccato che non ci sia un happy hour all'ora dell'aperitivo e che si debba per forza essere tesserati arci per entrare.
Sempre per la serie il diavolo fa le pentole ma non i coperchi ecco che anche la musica ci mette del suo.
E dopo il il giudizio del presidente del Tribunale dei minori di Milano Livia Pomodoro, che ha definito «pericolosa spazzatura» il suo rap «Cuore di latta»,per Fabri Fibra (che se ne è francamente e allegramente strasbattuto) arriva la giusta punizione.
Grande Miss Simpatia che sputtana alla grande questo pseudo macho omofobo.
Anche se in realtà puzza un pò di trovata commerciale. 
Il 15 del corrente mese il senatore americano Bob Allen deputato repubblicano della Florida noto attivista ANTIGAY, promotore nientepopodimenoche di una legge che avrebbe dovuto inasprire le pene per chi fa sesso in luoghi pubblici, e che strenuamente si è battuto contro le unioni gay, è scivolato su una banana da 20 dollari.
Orbene il casto e religiosissimo “signore” si è fatto beccare nel più squallido degli atteggiamenti, ha offerto 20 dollari per fare sesso orale ad un giovane avvenente in un bagno pubblico.
Ma il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e guarda caso il giovane era un poliziotto in borghese che subito lo ha tradotto in commissariato.
Il “signore” ha rilasciato un breve e intenso comunicato stampa, nel quale chiede di non essere giudicato dalle apparenze.
Effettivamente 20 dollari sono un po’ pochini gridano i commenti sui blog … Ma magari era un momento di crisi economica, chissà!? Ma mi chiedo da non religioso, se Dio fosse davvero incazzato?
Ma non con i gay , ma con la gente come questa, che si fregia della nobile veste di cristiano credente, che poi smette in fretta e furia in squallidi bagni.
Quello che più conta però è il ragionevole dubbio! Non è che, se vai in giro a insultare, picchiare, a limitare i diritti altrui abusando della tua posizione di potere, forse forse, sei uno squallido inutile essere umano pieno di ignobili contraddizioni???
Se in questi giorni incontrate una persona che vi dice che i gay sono contro natura, che i matrimoni tra omosessuali disgregano la famiglia, che l’omossessualità è una patologia comportamentale, dubitate della sua salute mentale.
Oltretutto potrebbe offrirvi solo 20 euro !
Dubitante.
Tra le tante parole che ci girano intorno, molte, per la maggior parte delle persone, hanno significati quanto meno oscuri.
Il semplice Bear, risveglia ai più, ricordi di simpatici plantigradi pelosi che vivono nelle foreste.
Mentre il Chaser, se va bene, è un'insalta di MC Donald's.
Il Chubby poi? E' un leccalecca più o meno peloso? (talvolta
ndr)
Insomma in questo mondo fatto di simpatici orsi, di insaltate cacciattrici, o come dice google di intercettori (ma i Chaser cosa intercettano???) c'è bisogno di un pò di chiarezza.
Per questo motivo sarebbe carino che chi ci legge, ci inviasse dei suggerimenti su parole e signifiati del mondo Bear.
Magari riusciamo anche a far dire a google che i Chaser non sono solo degli intercettori.
La simpatica cittadina di Fort Lauderdale, nota per essere la prima città al mondo in fatto di turismo gay, ha annunciato una vera e propria “rivoluzione”.
La città soprannominata anche
Partendo dal presupposto sacro che i cessi non sono delle dark room, mi chiedo: c’è bisogno di associare sempre il sesso con i bambini? Le due cose sono e devono rimanere incompatibili!
Ma forse ,talvolta, “il peccato è negli occhi di chi guarda”. Ovvero, chi associa sesso e bambini spesso non fa che richiamare desideri nascosti, camuffati da moralismo (vedi vescovi e politici inquisiti per abuso di minorenni).
Insomma Fort Lauderdale alla fine userà parte dei soldi (tanti! ndr) che la comunità glbt lascia ogni anno nelle casse del primo cittadino, per installare telecamere e orinatoi anti sbircio, nella convinzione che così nessuno potrà più fare sesso nei bagni pubblici.
Interessante soluzione, ma i video poi li pubblicheranno su youtube?
Liquidamente
Torno su un argomento già sfiorato in un post precedente: la tessera Arcigay.
Sto cercando di capire, dopo anni di tesseramento, dove sono andati a finire quei soldi che una volta all’anno il solito buttadentro, cassiera o tenutario del caso mi “estorce” con un semplice “E' scaduta, non entri! altrimenti fanno 15 euro... mettiti lì e aspetta ché c’è gente”.
Dal sito dell'Arcigay estraggo le seguenti righe: “Da quando è stata fondata nel 1985, Arcigay lotta per combattere nella società il pregiudizio e la discriminazione verso gli omosessuali. Arcigay si impegna perché siano garantite le pari opportunità e la pari dignità tra gli individui, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. E ancora: “Contro ogni discriminazione, per non permettere a nessuno di decidere della tua vita”.
Per ora sorvoliamo.
Torniamo alla tessera arcigay: costa 15 euro, per averla devi ovviamente CONCEDERE I TUOI DATI PERSONALI. E' OBBLIGATORIA se vuoi entrare in un locale affiliato, non genera alcun tipo di riduzione sulle consumazioni (almeno non nei locali che ho frequentato in negli ultimi 20 anni). Ma allora a cosa serve?
Ho spulciato, da bravo Freebear, tra le informazioni disponibili su internet, scoprendo quanto segue: la legge italiana prescrive che, per accedere a un circolo ricreativo affiliato a una qualsiasi associazione, occorra una tessera di riconoscimento.
Sono quindi andato a vedere che cosa è un circolo ricreativo e, sempre da internet, evinco che i circoli ricreativi "Forniscono attività ricreative, sportive, culturali, turistiche, artistiche, naturalistiche e di promozione sociale in genere per i soci". E ancora "Nel Circolo è possibile aprire anche un bar, una mensa di piccole dimensioni o uno spaccio per la vendita di generi alimentari e di generi vari e in alcuni casi è possibile ottenere il patentini per la rivendita dei tabacchi e dei valori bollati. Tali servizi debbono essere esclusivamente destinati ai soci ed è un modo per disporre di comodità a costi convenienti. Ad esempio le prestazioni non dovrebbero essere soggette all’iva". In parole povere una birra dovrebbe costare il 20% di meno rispetto ad un bar normale.
Ovviamente il circolo deve comunque rispettare tutte le norme e regole che valgono per qualsiasi attività (ASL, 626, ecc).
Da bravo informatico ho inserito nel software di analisi (leggi cervello che madre natura mi ha gentilmente donato) le parole: no discriminazione / permettere di decidere / libertà / diritti e le ho associate a: tessera arcigay / dati personali / obbligatoria. Risultato? Una schermata blu! Il vecchio guru meditation di amiga! Impossibile confrontare i dati! Errore nella sintesi logica.
Se poi, dopo aver riavviato il sistema, (vado a bere un tè) ci riprovo e confronto: circolo culturale / costi convenienti / locali gay / discoteche/ (e esagerando ci infilo dentro anche) cruising il risultato è sempre lo stesso! Ti stanno prendendo per il culo!
Si, questa è la verità: dietro al tesseramento Arcigay si sono intrufolati volgari sistemi di elusione delle tasse, riciclate vecchie discoteche in disuso che hanno trovato uno spiraglio di luce prima dell’inevitabile trasformazione, nella migliore delle ipotesi, in tristi discount alimentari; il tutto in nome di diritti che comunque la maggior parte delle volte ci vengono negati (se va bene).
Viviamo in un paese in cui un parlamentare su dieci è inquisito, dove un tedesco vestito da Drag Queen detta regole di moralità a tutto il mondo e dove se sei gay e vuoi incontrare gente come te, o semplicemente bere una birra tra amici, sei costretto a pagare un pizzo di 15 "euri".
Se poi sei un simpatizzante, hai fatto la tessera per entrare con il tuo amico gay in birreria e disgraziatamente ti ammazzano di botte in una via di Milano, la prima cosa che i media riferiscono è che in tasca avevi la tessera dell’Arcigay e che quindi si tratta sicuramente di un caso di omofobia da archiviare fra i tanti. Sentite condoglianze, anche se in ritardo, alla famiglia Oldani.
Per finire, tornando al "Dove vanno a finire i miei 15 euro?", la risposta è: in mezzo ai duemilioniquattrocentomila euro che ogni anno Arcigay incassa.
Rammaricato
Pizzicaluna





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