L'evento ufficiale del Pride si è svolto all'Arenile di Bagnoli, uno degli storici locali all'aperto di Napoli. La struttura ampia e in riva al mare era una delle poche (ma non l'unica) a poter ospitare l'enorme massa di persone festanti che si sono riversate dopo la manifestazione.
Nonostante l'Arenile si sia dimostrato in grado di accogliere l'evento senza troppi patimenti, parecchi hanno sofferto per la qualità della musica.
Io sono arrivato intorno all'una all'ingresso dell'Arenile, quindi mi sono perso l’esibizione del tanto acclamato Boy George. Performance non troppo convincente a detta di chi ha avuto la sorte di assistervi!

Boy George a parte, sono rimasto letteralmente sconcertato dai 15 euro per il biglietto di ingresso, consumazione esclusa!! Eh sì cari miei, 10 euro per una consumazione alcolica, servita in un bicchiere colmo di ghiaccio e con liquori di pessima qualità!
La mia fase di pietrificazione si è conclusa poi quando ho constatato che all’evento Bear ufficiale del Gay Pride di Napoli non c’era di fatto alcun orso!! Infatti mentre le altre piste erano strapiene, quella riservata a Orsi e Ammiratori era praticamente deserta!
Mi sono ritrovato tristemente a bordo pista, verso l'una circa, con gli amici del Subwoofer e i Bear of Neaples che si trascinavano qua e là. Dopo un po’ vedo arrivare Company/Eagle e, alle due passate, ecco che si vedono i Feed the Bears!
Una domanda sulle tempistiche e sull'organizzazione mi sembra lecita: posso pensare che anche loro fossero sconcertatati dall'affluenza misera degli orsi partenopei, ma (che diamine!) chi organizza o contribuisce all'organizzazione di un evento non dovrebbe forse presentarsi almeno in orario?
C'è poco da dire su come si e' svolta la serata: tutti rotolavano a bordo pista, o buttati sui divanetti. La nostra star Ates Bear era splendidamente in jokstrap a ballare mezza nuda da sola sul un cubetto, che gli ogni tanto gli veniva portato via per permettere al service di mettere a posto delle cose!
Il bordo pista si riempiva solo quando qualcuno si rendeva conto che il bar era deserto e forse era meglio andare a fare la fila lì invece che andare ai bar delle piste più affollate.
Ma la ciliegina sulla torta è che, pur di racimolare qualche bipede danzante, i piatti del Subwoofer sono stati sfiorati per qualche istante dalla starnazzante musica di Lady Gaga. Che scenario inquietante!!
Insomma, credo proprio che qualcosa non abbia funzionato a dovere, qualcosa che non so spiegarmi. Eppure il Subwoofer ha fatto il suo splendido video, i Feed the Bears all'ultimo evento organizzavano un bass per Napoli! Di conseguenza ne è stata fatta di propaganda!
Che cosa è veramente venuto a mancare?
Che tutti gli orsi si siano rifugiati al Macholato che faceva una serata pride a 12 euro con prima consumazione inclusa?
C'è qualcosa di Marcio in Danimarca?
Qualcuno degli organizzatori non era nemmeno contento della destinazione della pista accordatagli!
Non lo so ma sono furente! Ho pagato 25 euro per una serata in cui volevo piangere e se volevi uscire per un secondo la security ti intimava che non saresti potuto rientrare e avresti dovuto ripagare l'ingresso (altri 15 euro)!
Non me ne vogliano gli amici delle organizzazioni che hanno cercato di fare qualcosa di buono, ma non mi sento veramente di dire nulla. Sono semplicemente senza parole!
Ho anche sentito molte note critiche nelle voci degli organizzatori che fisiologicamente sminuivano la cosa!
Mi duole davvero parecchio ammetterlo, ma la mia partenopeicità è proprio scesa al minimo storico. In una regione dove la crisi fa da padrona, invece di calmierare i prezzi sono state sparate le ultime cartucce “all’italiana” all’insegna di una misera speculazione volta a spennare il turista senza offrigli in cambio il benché minimo servizio!
A buon intenditore (anzi in questo caso direi imprenditore!) poche parole!
Nota personale dell’Autore: non sono arrabbiato con gli amici del Subwoofeer, del Company, né con i Feed the Bears. Credo che anch’essi siano stati raggirati, o non sapevano bene a cosa sarebbero andati in contro. O magari c’è stata solo un po’ troppa superficialità...
Dal vostro Turbolento
Abbiamo ricevuto un sacco di email che ci chiedevano perchè non avessimo ancora pubblicato foto del Gay Pride di Napoli.

Ci scusiamo per il ritardo. Nonstante la redazione non fosse tutta presente il fido Agente all'Avana, in arte Turbolento, ha fatto il suo lavoro e ci ha inviato decine di immagini.
Ovviamente "il Turbolento" (alla milanese...) non ha grande familiarità con il mezzo inventato da Joseph Nicèphore Niepce, quindi la selezione è stata ardua!

M. Joseph Nicèphore Niepce
Scherzi a parte scusate il ritardo e godetevi le foto di 'ste panzotte!!
La redazione
p.s.: per le foto seguite il link IMMAGINI... in altooooooooooooo!!
Napoli 26 giugno 2010, il Pride nazionale 2010 viene accolto con calore dalla città che lo ospita.
Nulla di particolare da segnalare tranne due momenti critici: a inizio Corteo e a metà percorso, dovuti a una sterile protesta contro la deputata del PD Concia.
Eravamo in 150 mila (secondo l'organizzazione 300 mila) e insieme abbiamo sfilato per il centro storico in modo dignitoso e colorato. Quest’anno però sembra che il Pride abbia perso quell'alone di provocazione: poche le figure nude, pochi i cartelloni di protesta, molti gli slogan che inneggiavano alla tolleranza, un concetto di tolleranza e convivenza facilmente assimilabile anche dalle menti più chiuse.

A differenza di ciò che succede normalmente il popolo LGBT si è accalcato a inizio corteo ad aprire la manifestazione, non facendosi cioè scudo dei carri; tanto che gli ultimi carri del torpedone erano praticamente deserti.
E' stata una manifestazione di dignità e di speranza, un grido quasi soffocato di gioia, quasi un cercare di dimostrare che non è necessario urlare perché il Pride è tutti i giorni.
Molto carino lo stand di Amnesty International che ha distribuito adesivi da appiccicare sulle magliette,e ricordando che il diritto a una famiglia (articolo 16) vale anche per noi e che nessuno va discriminato (articolo 2). Decisamente graziosa anche la scelta operata per lanciare il messaggio: solo una macchina con le bandiere dell'associazione e dodicimila fumetti adesivi sulle magliette dei simpatizzanti con su scritto “l'amore è un diritto umano”!
A parte questo io come sempre ero alla ricerca di orsi e orsetti da fotografare, ma contrariamente a quello che è sempre avvenuto gli anni scorsi, il popolo Ursino ha disertato l'evento e quei poche che c'erano hanno preferito tenersi a debita distanza, fuggendo la macchina fotografica!
Si sentiva parecchio la mancanza degli orsi a questo Pride. Ho cercato inutilmente lo striscione di Orsi Italiani che ormai da anni segue tutti Gay Pride.
Nonostante lo slogan “Orsi allo scoperto” del carro organizzato da Company, Eagle Club, Subwoofer, Feed the Bears e Bears of Neaples, nessun orso (o pochissimi!) ha accompagnato il carro che ufficialmente avrebbe dovuto rappresentare la popolazione Bear di tutt'Italia.

Una scena alquanto pietosa che nemmeno a Genova (che non possiede di fatto una corposa comunità Bear) si è proposta.
Comincio a pensare che in realtà gli orsi campani (che esistono: lo so per esperienza diretta!) non siano ancora riusciti a superare la fase di accettazione della loro fisicità. Voglio infatti sperare che il motivo di tale defezione non sia la paura di venire allo scoperto!
Napoli è tra le città storiche che più ha mantenuto il collegamento tra la popolazione gay e quella etero, così come è sempre stato in un equilibrio, forse precario ma sicuramente in equilibrio.
Ma molto più probabilmente il problema riguarda semplicemente le associazioni Bear che non riescono più a essere convincenti, tutte prese dalle beghe politiche e partitiche, ridotte solo a sterili processori di soldi.
Dal vostro spossato ed ancora furente Turbolento è tutto!
P.S.: Sono conscio che uscire allo scoperto possa essere difficile, spesso fa paura, ma il silenzio non aiuta a risolve le cose!
Forse io ho avuto la fortuna di vivere in una realtà intelligente e tollerante, supportato da una famiglia che mi sostiene e approva quello che sono e che faccio e questo mi è sempre stato di grande aiuto, ma il triste spettacolo che ho visto dal carro non l'avevo mai visto! Per la prima volta torno a casa triste da un Gay Pride! Dopotutto parte della mia forza dipendeva anche dall'appoggio che gente anche sconosciuta ogni anno mi dava almeno per una giornata! Questo Pride ha colpito nel profondo. Mi ci vorrà molto tempo per poter ricominciare a credere nella capacità di aggregazione della popolazione bear italiana! Nonostante ciò però, sempre più motivato e pieno di energie, continuerò a essere "Lagente all'Avana di FreeBear", perché dopotutto non bisogna mai prendersi troppo sul serio!
59200/5
(...ovvero: gli ultimi inutili colpi di phon (a salve) contro un periodo traboccante di spalline e Spandau)

A qualcuno potrebbe far venire in mente Craxi.
A qualcun altro il trequattrodue cinque duedue.
Fatto sta che queste si muovono come due lumache paralitiche col push-up.
Fine del post.
A voi il video:
Non solo i grandi marchi disertano i Pride italiani, addirittura i nostri sono presenti ai Pride stranieri.
Ne è l'esempio Fiat che ha fatto girare durante il Pride nella capitale spagnola, una serie di 500 agghindate alla bisogna.
Ed ecco la piccola di casa Agnelli che si veste da Bear, ma anche Leather, o Trans. Un piccolo gioco di travestitismo che dona molto all'utilitaria, ma in particolar modo all'immagine della casa produttrice.
A Roma, nella settimana del Pride, la Cucinotta ha innaugurato una nuova linea di autubus, che porta al gay village.
Detto Tutto!
Pizzicaspot

E’ di poche ore fa la notizia che il Comune di Milano, tramite l’assessore alla sanità Giampaolo Landi di Chiavenna, ha presentato una “nuova” campagna contro le malattie sessualmente trasmissibili.
Indovinate come l’ha chiamata?
Niente?
L'assessore Landi di Chiavenna
Beh, allora ve lo dico io! Tenetevi forte e sedetevi in una zona fresca, ombreggiata e ventilata. Ebbene, cari orsacchiotti, il nome ufficiale della campagna contro le MST è niente meno che...
INTELLIGENZA SESSUALMENTE TRASMISSIBILE
Vi ricorda qualcosa?
Sembra che siano già partite lettere di fuoco e richieste di risarcimento danni!
Intanto vi posto questa bellissima foto presa dal gruppo FaceBook di Intelligenza Sessualmente Trasmissibile. Quello vero però! Quello di Progetto IST Onlus.

p.s.: IST = Intelligenza Sessualmente Trasmissibile! Il comune non usa Google? 
Fonte: Corriere.it http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/10_giugno_24/un-caso-sifilide-al-giorno-1703261263669.shtml
p.p.s.: a seguito di una segnalazione al Corriere.it è stata tolta la dicitura "Intelligenza Sessualmente Trasmissibile" dall'articolo di cui sopra. Malgrado ciò moltissime testate giornalistiche riportano tutt'ora la notizia. Anche noi di FreeBear consideriamo GRAVISSIMO questo comportamento del Comune di Milano!
Trovandomi nelle vicinanze di Firenze a far visita a parenti e amici, questi ultimi mi hanno gentilmente accompagnato al nono compleanno dei Feed The Bears, il party tenuto presso il Cassero in via Don Minzoni a Bologna, venerdì 4 Giugno.

Trovandomi ad aver a che fare con uno dei mostri sacri della cultura omosessuale italiana, onde evitare di fare pasticci mi son documentato un po' in rete scoprendo cose alquanto interessanti.
Il cassero di Porta Saragozza a Bologna ha dato il nome (essendone stato la sede storica) a uno dei primi circoli omosessuali italiani (poi divenuto Arcigay di Bologna). Proprio per questo motivo, quando la sede si è spostata presso la "Salara", in un'area ove sorgeva un porto fluviale, l'associazione ha deciso di mantenere la denominazione "Cassero", pur essendo la sua sede attuale un antico magazzino del sale e non un cassero delle mura.
Nel 1982 a Bologna, per la prima volta in Italia, una realtà gay otteneva una sede dall'amministrazione comunale: il Cassero di Porta Saragozza, facendone un centro polivalente che si connotava come una delle esperienze culturali e aggregative più innovative della città.
Nel 2002 il Circolo di Cultura Omosessuale, nel frattempo divenuto Arci Gay e Arci Lesbica, entra nella nuova sede della Salara dove attualmente porta avanti con successo le sue mille attività.
Durante il giorno è sede di attività culturali interne al circolo, la sera entra in funzione il bar e d’estate apre il giardino che diventa uno dei posti più suggestivi dove ballare fino a tardi a Bologna.
Il Cassero promuove numerosi Festival internazionali: dal cinema gay-lesbico al concorso per video d'autore.
Inoltre elegge annualmente Miss Alternative e Miss Lesbo.
E' l'unica struttura nel suo genere nella provincia di Bologna, nonché la più grande e la più attiva sul territorio nazionale.
Durante la stagione estiva le feste e le serate importanti si spostano nel suggestivo giardino della ex saliera di via Don Minzoni. E' considerato, a ragione, uno dei luoghi più belli e affascinanti d'Italia.
Sarà stata l'illuminazione serale o il mio mio proverbiale debole per tutto ciò che è architettura storica, ma la vista dell'ex saliera mi ha lasciato senza fiato, tanto da dimenticare i miei amici che chiacchieravano all'ingresso.
Dopo aver mostrato la tessera arcigay (beh... è sede dell'arcigay!) si passa alla cassa (7 euro: 6 EURO PER LA SERATA + 1 EURO PRO-PRIDE) dove noto con piacere un cartello che pubblicizza un pullman per il Napolipride (20 euro se sei socio arcy).
Superata la cassa, sulla sinistra ho scoperto un banchetto espositivo con un tizio molto molto simpatico, che tra frutta verdura e ciambelle istruiva i passanti sul sesso sicuro in camicie bianco con spilletta rossa sul bavero (che iniziativa magnifica!).
Lasciato il primo piano tramite rampe e scale si accede al piano sottostante tramite il giardino, e lì... spettacolo! Sala enorme con cassa, bar e banco dj; il tutto nel quasi rispetto della struttura originaria (Adoro questo posto!).
Noto con piacere che rispetto a due anni fa il giardino è più illuminato, ci sono un po’ di lavori in giro in quanto stanno rimettendo a posto il selciato e stanno rimpiazzando i bagni chimici con strutture idonee.
Piccolo inconveniente della serata: riportando alla luce il vecchio canale e dovendo fermare il flusso dell'acqua per ristrutturarlo, questa ristagna creando un po' di cattivo odore. Ripristinando il flusso e la messa in funzione della fontana dovrebbe andare via (o almeno spero!).
La serata per me si è svolta nel giardino addossato alla rete di recinzione che delimitava la zona lavori che credo siano a termine in adorabile compagnia tanto da perdermi il taglio della torta.
Per il Gay Pride Nazionale una richiesta di unione per il modo Bear Italiano arriva da Progetto Iesseti Onlus che, in nome della lotta alle Malattie Sessualmente Trasmissibili, chiama tutte le associazioni e le realtà commerciali del mondo Bear a partecipare alla realizzazione di un carro per la sfilata del 26 Giugno a Napoli.
Un'iniziativa che FreeBear non poteva non appoggiare e divulgare.
Speriamo solo che fra i gruppi candidati ci sia la giusta lungimiranza per superare eventuali divergenze politiche e d'opinione, o peggio non si pensi che gli Orsi siano esclusivamente vacche grasse da cui mungere soldi per le feste.
Noi di FreeBear seguiremo per voi il progetto e vi terremo aggiornati riguardo la lista dei partecipanti e le eventuali defezioni. In questo modo, cari lettori del nostro bloghettino (tutti e ventimila!), avrete un'idea più chiara riguardo quello che è il mondo Bear e le sue realtà.
Per dovere di chiarezza pubblichiamo parte della lettera che Progetto Iesseti Onlus ha inviato ai maggiori gruppi Bear e realtà commerciali che si occupano di Orsi Gay nel nostro paese.
"Cari amici,
dopo il necessario periodo di organizzazione, sono finalmente a proporvi ufficialmente l'invito a partecipare al Gay Pride di Napoli del prossimo 26 Giugno in qualità di parte della comunità Bear d'Italia, a nome dell'organizzazione che mi fregio di presiedere “Progetto IST Onlus” e della relativa campagna informativa nazionale contro le MTS chiamata “Intelligenza Sessualmente Trasmissibile”.
Innanzitutto vorrei chiarire che questa comunicazione è indirizzata a tutti i gruppi e a tutte le realtà, sia commerciali che associative del mondo Bear. Ad alcuni di voi la mia precedente email non è arrivata, ma vi assicuro che si tratta esclusivamente di un problema tecnico e non di una scelta di parte.
Spero quindi che la presente giunga a tutti i destinatari e in più spero vogliate farmi la cortesia di girare questa mail d'invito a chiunque non sia nella lista, ma potrebbe comunque essere interessato a partecipare al progetto.
In questi anni la comunità Ursina ha appoggiato spesso le iniziative di Progetto IST Onlus nella lotta alle MST e il Gay Pride Nazionale mi sembra un'ottima occasione per mettere alla luce del sole tutte le Associazioni, le realtà Bear e la loro capacità di impegnarsi nel sociale.
Per questo motivo, ormai da alcune settimane, sono in contatto con alcuni di voi ai quali ho chiesto consigli e informazioni. Parecchi si sono già detti interessati al nostro progetto e mi hanno aiutato durante questo periodo di preparazione; cito per esempio: i SubWoofer di Roma, i Bear Marche, Il Company Club di Milano e L'Eagle di Roma.
Inoltre Ugo dei Subwoofer e Nicola dei Feed the Bears si sono offerti di condividere la loro pluriennale esperienza nell'ambito dell’organizzazione dei carri e delle feste ai Pride con la nostra organizzazione. Questo, oltre a farci grande piacere, ci è sicuramente di enorme aiuto.
Ho contattato direttamente l'organizzazione artistica del Pride, il Presidente di ArciGay, il Presidente di ArciGay Napoli e il portavoce del Pride Nazionale: tutti si sono detti entusiasti all'idea che un carro porti alta la bandiera della comunità gay Bear italiana, finalmente unita sotto un messaggio di grande rilevanza sociale come quello della lotta alle Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST).
Ma veniamo alle cose pratiche. Ovviamente organizzare un carro del genere ha costi non indifferenti: il semplice noleggio del camion (abbiamo scelto un bilico da 13 metri) costa circa 1500 euro, ai quali si aggiungono i costi del service audio da 4000 watt (che speriamo possano diventare 10000), del personale per montarlo e gestirlo (un autista, un tecnico audio e un elettricista), e non ultimo il costo dell'addobbo del carro.
In tutto spenderemo circa 4000 euro (Invieremo un dettaglio dei costi a tutti quelli che decideranno di partecipare). In un periodo di crisi economica come questo la cifra di cui parlo non è indifferente per nessuno e solo attraverso l'aggregazione di più realtà si potrà evitare di perdere l'occasione di presenziare al Gay Pride nazionale come comunità e gruppo, con un'immagine forte e di sicuro impegno, a discapito di chi vuole la comunità Bear chiusa nelle dark-room o peggio schiava di un'ipocrisia che poco si adatta alla concretezza e forza che per natura si associa agli orsi.
Abbiamo progettato un carro con la musica dei Dj dei vari gruppi che parteciperanno, che durante tutto il percorso inonderà il percorso della Parata con centinaia di migliaia di volantini, i quali da un lato porteranno il messaggio di prevenzione e cultura contro le MST e dall'altro il messaggio di ognuna delle realtà Bear che avranno aderito e contribuito al nostro progetto. Inoltre il carro, per i suoi 26 metri lineari di lati, sarà completamente circondato da tutti i loghi e le immagini dei vari gruppi che parteciperanno (Invieremo un bozzetto della grafica a tutti quelli che decideranno di partecipare prima di andare in stampa).
Individuare un costo univoco non è purtroppo ancora possibile, perché è necessario sapere esattamente quanti gruppi e quanti sponsor parteciperanno. Per dare un'idea sulla possibile divisione dei costi abbiamo suddiviso il costo totale del carro (affitto, service, decorazioni, allestimento, volantini) in tanti spazi sulla decorazione che circonderà il carro. Abbiamo quindi ottenuto una cifra forfettaria che comprende un metro quadrato di superficie e 5000 volantini 10 x 10 cm con il logo del gruppo o attività da un lato e dall'altro quello della campagna contro le MTS .
Questo "pacchetto" che possiamo considerare "base" contempla un impegno di 300 euro. Ipotizzando 2 metri quadrati a testa occorrerebbero 7 gruppi per compensare il costo. In alternativa sarebbe possibile optare per il solo spazio sulla decorazione a 250 euro o per i soli volantini a 100 euro. Tutti quelli che decideranno di partecipare con multipli dell’opzione base, avranno la possibilità di far uso dell'impianto audio con il loro Dj.
E' la prima volta che la comunità Bear italiana viene chiamata all'appello tutta unita, in nome della lotta alle Malattie Sessualmente Trasmissibili, non perdiamo quindi l'occasione di dimostrare oltre a cosa siamo anche quanto valiamo!
Abbiamo poco tempo e, benché noi si abbia ormai organizzato gran parte delle cose, ci occorrerà conoscere i partecipanti alla nostra iniziativa entro questa settimana. Molti di voi li conosco personalmente, altri solo per le iniziative che organizzano, ma a tutti penso stia a cuore la Comunità Bear e sicuramente tutti sanno quanto sia importante una forte presenza in quella che è La Manifestazione Fondamentale per i diritti di tutti gli Omosessuali, cioè il Gay Pride nazionale.
Se poi tutto questo viene fatto in nome della lotta alle Malattie Sessualmente Trasmissibili, non si potrà che ottenere un ottimo risultato per tutta la comunità.
Giampaolo Liuzzo
Progetto IST Onlus
info@iesseti.info
www.iesseti.info
www.intelligenzasessualmentetrasmissibile.org"
Di misteri è pieno il mondo, questa è una delle poche quasi-certezze concesse alla nostra esistenza e, chi è pratico di FaceBook, sa che il famoso social network pullula di cose che raramente trovano spiegazione logica: account misteriosamente bloccati, spiacevoli violazioni della privacy e via dicendo sono ormai all’ordine del giorno.
Chi ci legge assiduamente avrà notato che la pagina FaceBook di FreeBear è misteriosamente scomparsa... morta defunta andata a farsi benedire chissà dove!
Anche l’allegro riquadro nella colonna di destra del nostro blog di orsi riporta un suggestivo “Questo profilo pubblico non è visibile”.

L'epitaffio
Che sarà mai successo? Un complotto di sciampiste fashion? Un attacco di hacker adipofobi? Chissà!
A nulla sono valse le numerose email alle alte sfere delle Facce da Libro! Vano è stato il tentativo di accedere al profilo della pagina! Nessuna risposta, nessun feedback, nessun sussurro dall’ade di FaceBook!
Chi vivrà vedrà... come si suol dire.
Con una vera botta d’originalità mai vista prima Forza Nuova fa sapere al mondo intero di essere contraria al Gay Pride.

Ma la creatività della Destra reazionaria Italiana non si ferma qui e annuncia una ferma e civile protesta.
Per la serie “il luogo comune ci fa una pippa” puntualizzano che a loro “non interessa quello che fanno gli italiani nella loro camera da letto”, che l’evento è “un’eccessiva spettacolarizzazione del mondo e della tendenza omosessuale volta a ledere i supremi valori della vita e della famiglia”.
Ciliegina sulla torta delle ovvietà viene ribadito il secco “No” di Forza Nuova al matrimonio gay.
Ebbene cari lettori (orsi e non orsi) di FreeBear, il plurisfaccettato blog che ha peli ovunque tranne che sulla lingua, che cosa vogliamo rispondere ai simpatici e originalissimi esponenti di Forza Nuova? Andiamo con ordine.
Punto primo: avete tutto il diritto di esprimere la vostra contrarietà nei confronti di una manifestazione per la rivendicazione dei diritti di una minoranza. Pur tuttavia un bel chissenefrega mi sembra quanto meno d’obbligo!
Punto secondo: a voi non interessa cosa facciano gli italiani nella propria camera da letto, ma agli Italiani interessa ciò che la destra fa nella camera dei Deputati, di come vengano impiegati i soldi delle tasse dei lavoratori per il benessere della Nazione e dell’Europa intera.
Punto terzo: quali sarebbero i supremi valori della vita? Il decoder digitale terrestre pagato in parte con contributi statali, ossia lo stesso denaro pubblico che sarebbe dovuto andare alla ricerca? Il SUV megaruotato distruggi marciapiedi che può circolare liberamente nei centri storici dei nostri paesi? Il televisore multipollice acquistato indebitandosi a vita con rate piccole piccole? Il trascorrere quasi due terzi della propria esistenza a svolgere un lavoro precario, sfruttati e minacciati di essere licenziati? Essere costretti a pagare una casa (cioè quello che dovrebbe essere uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano) il quadruplo del suo effettivo valore a causa di speculazioni edilizie in grande stile? Predicare valori d’ogni sorta, lanciare strali e anatemi a chi non la pensa come te, e allo stesso tempo divorziare e risposarsi più volte, sollazzandosi con escort di quarant’anni più giovani? Sono questi gli esempi di supremi valori della vita?
Punto quarto: vedi punto primo.
Ma in tutto questo mio sproloquio stavo dimenticando di citare il comunicato del Comitato Napoli Pride in risposta ai signori-che-hanno-capito-tutto-della-vita: “Forza Nuova, forse, non si è ancora resa conto che la comunità LGBTQ non si batte più per avere la libertà di fare quello che le pare nelle proprie camere da letto […] Le nostre battaglie ‘alla luce del sole’ non hanno come obiettivo né la spettacolarizzazione, né l’esibizione, ma la rivendicazione di diritti negati a tanti/e cittadini/e di questo paese“.
Ma non facciamoci il sangue amaro per queste tristi affermazioni! Perdoniamoli perché siamo mossi da buoni principi, ma soprattutto... siamo per la pace... sempre!
Fonte, nonché musa ispiratrice per l'articolo: NapoliGayPress
Questioni di par condicio...
...ora attendiamo con ansia una versione tutta Bear della Nintendo Wii.
In vista del prossimo Gay Pride Nazionale che si terrà il 26 Giugno a Napoli, sollecitato dalla redazione di FreeBear, mi sono deciso a intervistare il Presidente di una delle associazioni organizzatrici della manifestazione: Carlo Cremona Di “I ken” Napoli, nonché portavoce ufficiale del Napoli Pride 2010.

Accolto nella sede dell'associazione, ho potuto godere della sua ospitalità nonché della sua favella prolissa! (Quanto chiacchiera questo tipo! Per fortuna, così il mio lavoro sarà facilitato!).
Alle domande, semplici e dirette, sono seguiti fiumi di parole tutte di un certo spessore cognitivo, nate da profonde riflessioni generate evidentemente da anni di lotte sociali dell'associazione.
Cercherò quindi di riportare quanto più fedelmente mi è stato detto; non me ne voglia l'amico Carlo se sarò costretto a tagliare qualcosa, cercando pur sempre di non stravolgere i concetti di base.
E ora l'intervista:
T: Perché un Gay Pride a Napoli?
C: Perché no? Perché Napoli è il Sud ed è la terza città d'Italia. Inoltre è il caleidoscopio del meridione, della precarietà di noi ragazzi, ragazze e trans, che sono costretti a emigrare in cerca di autonomia, un futuro e, se ci si allarga in una dimensione europea, in cerca di diritti, della possibilità di innamorarsi, di potersi sposare e adottare bambini.
T: Quindi Napoli come piattaforma sociale del sud?
C: Napoli come volano del sud! Il nostro slogan è, non a caso, "Alla Luce del Sole". Nel sud infatti il sette-dieci per cento della popolazione omosessuale vive nell'ombra. Solo Napoli conta all'incirca cinquantacinquemila gay e lesbiche, ma solo l'un per cento di questi è visibile secondo i circuiti ufficiali! E come non sono visibili le persone, allo stesso modo non sono visibili neanche i loro valori.
T: Ha valore tenere una manifestazione come il Gay Pride, che è una manifestazione a favore dei diritti umani, lontano dal centro politico che e' Roma? Non credi che la portata mediatica di un Pride Nazionale a Roma sia maggiore?
C: Credo che un Pride nella Capitale abbia un senso molto importante! L'Italia ha una serie di anomalie: una di queste, abbastanza grave rispetto ad altri Paesi Europei, è quella di avere un associazione nazionale che prevede il tesseramento per l'ingresso nei locali di ricreazione. Questo sistema rende i circoli provinciali molto forti e, a discapito di un'omogeneità sociale, rende necessario portare il Gay Pride in giro per l'Italia.
Un Gay Pride al Sud è l'occasione per parlare non solo dei soliti problemi del Mezzogiorno, o delle grandi opere , ma è anche un'opportunità per far emergere le persone del Sud che sono considerate una sacca di marginalità umana annessa al sistema capitalistico.
Credo che un Gay Pride ci spetti, sopratutto per quei ragazzi e ragazze che guadagnano cinquecento euro al mese e che non possono permettersi il viaggio a Roma, il pernottamento e quant'altro occorra.
T: Quante e quali sono le associazioni che hanno aderito?
C: Le associazioni sono quasi tutte associazioni nazionali e regionali (Campane e non), la segreteria organizzativa è tutta composta da associazioni regionali: Arcygay, Arcilesbica, ATN (tutte di Napoli); c'è una segreteria organizzativa del Pride il cui presidente è Paolo Patané. In più ci sono associazioni Nazionali Arcigay, Arcilesbica, la rete “Facciamo breccia”, il MIT di Bologna, l'AGEDO Nazionale. Insomma, una rete molto vasta e corposa!
T: Ho fatto questa domanda perché, essendo venuto al Napolipride 2009, pur essendo felicissimo dell'evento, mi è sembrato piccolo, ristretto! Dobbiamo aspettarci al stessa cosa anche quest'anno?
C: Mi auguro di no! L'anno scorso, il Gay Pride si è tenuto il 30 Maggio, il 22 feci la convocazione per il Napoli Pride dopo aver costituito un comitato con la CGIL di Napoli e gli studenti! Subito a seguire aderirono Arcilesbica, mentre Arcigay aderì quindici giorni prima dell'evento, per di più con riserva! La manifestazione dell'anno scorso ha risentito della velocità dell'organizzazione e del fatto che il presidente dell'Arci di Napoli, Salvatore Simeoli, non si sentì a suo agio in quella situazione per cui il contributo dato dall'associazione fu commisurato alla perplessità del circolo di Napoli. E' anche vero che i Gay Pride nelle altre regioni sono più grandi in quanto ci sono più realtà commerciali che investono nell'evento stesso. L'anno scorso è stato fatto un Pride senza il sostegno economico di nessuna realtà commerciale napoletana!
T: Noi di FreeBear, quest'anno siamo parecchio preoccupati, voci di corridoio affermano che nessun gruppo ursino né napoletano né nazionale si sia fatto carico, per svariati motivi, del carro degli orsi!
C: Perché non lo fate voi? Noi preventiviamo dai quindici ai diciotto carri! Il Napoli Pride è la prima manifestazione italiana sostenuta economicamente da un'amministrazione comunale, il sindaco di Napoli è il primo sindaco che finanzia le strutture del pride! Abbiamo un sistema di eventi collaterali che parte il 21 maggio e finisce il 26 giugno, che farà di Napoli una città d'arte, pittura, teatri e via dicendo.
T: Ho visto in questi giorni il percorso che seguirà la manifestazione, un percorso lungo che abbraccia il centro di Napoli. Come mai un giro tanto lungo?
C: Il percorso passa sotto tutti gli organi costituzionali presenti a Napoli e faremo vedere ai nostri ospiti le bellezze presenti nella nostra città, l'isolotto di Megaride, la fontana degli innamorati e un lungo percorso sul mare dove di può vedere il Vesuvio.
T: Il Post Pride di fatto a Bologna si è svolto in un enorme struttura, quello di Genova in una delle prime tendo strutture costruite in Italia. Qual è la location prevista per il Post Napoli Pride?
C: La struttura è l'arenile sito in Bagnoli.
T: Io ci sono stato un paio di volte sia nella parte riservata alle feste Gay che in quella etero, non credi sia troppo piccola per una festa che si presume sarà molto popolata?
C: In quell'occasione anche la zona normalmente adibita a parcheggio verrà messa a disposizione dell'evento quindi non sarà piccola, te l'assicuro!
Detto questo i supporti digitali che mi avevano valorosamente sostenuto fino a questo istante mi abbandonano rovinosamente. Mi trovo quindi, mio malgrado, costretto a terminare l'intervista.
Ringrazio il nostro caro amico Carlo per la disponibilità e l'ospitalità e lo lascio al suo prezioso lavoro.
Un saluto vostro Turbolento e arrivederci a Napoli... alla luce del sole!
Di Bear ha ben poco, ma devo ammettere che colpisce nel segno!
E allora... rasiamolo 'sto pratino, va'!





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