Coppie omosessuali cercansi!

Coppie omosessuali cercansi!

Sono anni ormai che andiamo avanti con i dibatti, le interrogazioni parlamentari, i disegni di legge. Prima si parla di Pacs, poi di Cus , poi di matrimonio, poi ancora di diritti.

La verità è che il governo di sinistra non è uscito dall’empasse, quello di destra non ne vuole neanche sentir parlare, e i cittadini si sono demoralizzati e hanno smesso di crederci.

Stiamo parlando di quel diritto (sacrosanto ndr) per il quale tutte le persone che vivono insieme, soffrono insieme e insieme navigano della vita dovrebbero avere: poter dimostrare di essere una famiglia anche se composta da esseri umani dello stesso sesso.

Visto che il governo si è allontanato dall’argomento, non resta che occuparcene noi direttamente.

A questo scopo si sono attivati i radicali dell’Associazione Radicali Certi Diritti.

Il principio è disarmante per quanto è semplice: ottenere un rifiuto.

Le coppie gay e lesbiche italiane, a partire dal 3 giugno, sono invitate ad andare al proprio comune di residenza e chiedere la pubblicazione degli atti di matrimonio. A questo punto verranno negate le pubblicazioni. E non rimarrà altro da fare che fornire alla Rete Lanford il documento di rifiuto.

La rete Lanford (una rete italiana di avvocati che si occupano di tutelare i diritti delle persone omosessuali) si occuperà di innescare i conseguenti atti amministrativi per impugnarli in giudizio.

Quali sono i fondamenti giuridici di questa iniziativa? In questa pagina trovate tutte le informazioni del caso.
Ora non rimane che ricominciare dalla base, ricominciamo noi normali cittadini a cercare di far valere i nostri diritti. Non dimentichiamoci che lo stato siamo noi, che siamo una democrazia e per esserlo abbiamo lottato e sofferto.
Dimostriamo che non siamo solo bravi a fare il pride ma sappiamo anche prenderci le nostre responsabilità.

Togliamo quel sorriso idiota dalla faccia di quei benpensanti che descrivono le parate omosessuali come semplici baracconate, e ricordiamogli che siamo prima di tutto cittadini, essere umani, capaci di amare, e lottare allo stesso tempo.

Il pride è sì un momento di gioia, ma serve anche a dimostrare che ci siamo e vogliamo essere trattati al pari di qualunque cittadino europeo.
Perchè le nostre tasse le vogliono anche se siamo omosessuali, i nostri doveri valgono anche se siamo omosessuali, ma i nostri diritti si fermano nel nostro letto.
Se come noi credete in queste parole, se come noi siete stanchi di aspettare che qualcuno faccia il “lavoro sporco” per noi, aderite a questa iniziativa di consapevolezza e affermazione civile.
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