C’era due volte… o anche di più…

C’era due volte… o anche di più…

Questo post è dedicato alle persone che hanno amato gli anni ‘80 e anche agli amanti dell’Italo-disco di una volta.

Durante quegli anni, la musica da discoteca italiana veniva chiamata Italo-disco soprattutto all’estero e, di fatto, era musica eseguita da italiani, ma che cantavano in inglese; sempre che poi fossero effettivamente loro a cantare!

E infatti qui si parlerà di tre fenomeni di quel periodo: Den Harrow, Valerie Dore e Vivien Vee, che ebbero un buon successo (ma che all’epoca non cantarono neanche una nota delle loro canzoni), e delle voci che si nascondevano dietro.

 

Den Harrow

Den Harrow (prima della cura – N.d.R.)

 

Altra cosa che infatti accomuna questi artisti è che la loro voce cambia a seconda del disco e dell’anno…

Cominciamo con quella forse meno nota ma non per questo meno importante: Vivien Vee, alias Viviana Andreattini, nasce come valletta di Domenica In (anche se per un brevissimo periodo) e viene ingaggiata dalla Banana Records di Claudio Simonetti come “cantante”. Si fa notare nel 1979 con un Ep a 4 tracce “Give Me a Break”, anche perché in vinile rosso e si comincia a sentire in giro e avere successo (all’estero più che in Italia) grazie al fatto che la musica che fa è discomusic di matrice europea, anche se è con Higher nel 1983 che ha quell’attimo di successo italiano.
 

Vivien Vee – Higher

Le sue “composizioni” sono firmate Simonetti, Coring, Meo e Casale….e dovrebbe essere, infatti, quest’ultimo nome a farvi suonare un campanello. Già, perché dietro la maggior parte dei dischi di Vivien in realtà c’è proprio Rossana Casale a cantare!

Lo stesso anno, dopo un infruttuoso servizio su Playboy, Vivien abbandona le scene e invece Rossana comincia ad avere successo da solista. Discograficamente parlando, i dischi di Vivien Vee non sono mai stati ristampati in CD, ma la canzone Higher viene messa in quasi tutte le compilation, sia Italo-disco che anni 80.

Stesso discorso vale anche per Monica Stucchi, il volto di Valerie Dore ma decisamente non la voce. Il progetto Valerie Dore nasce in seno alla casa discografica Merak, nel 1984, da parte dei fratelli Nicolosi, cui si unisce la vocalist Dora Carofiglio, proprietaria di una delle più belle voci in Italia, anche se il gruppo Nicolosi-Carofiglio in realtà arriverà al successo lo stesso anno sotto il nome di Novecento con il pezzo Movin On.

Comunque il successo arriva quasi immediatamente per Valerie Dore con il pezzo The Nigh, seguito poi da Get Closet e It’s Easy, cantate sempre dalla brava Dora, almeno fino al 1985, dove una volta decollati i Novecento, Dora si lascia alle spalle Monica-Valerie.

 

Valerie Dore – The Night

Se non che, nel 1986 Monica-Valerie s’affaccia nel mercato con un progetto decisamente particolare: si tratta di The Legend, un album concept legato a Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda, dietro al quale ci sono Marco Tansini alla musica, Simona Zanini ai testi e alla “voce”. Eh sì, perché anche ‘sta volta, Monica Stucchi ci mette solo la faccia ma non la voce!

Il progetto ha un discreto successo in Italia e un ottimo successo all’estero, grazie anche al trascinante singolo Lancelot. Ma sarà anche il canto del cigno per Monica-Valerie, di cui si è sentito parlare nuovamente solo negli ultimi tempi per un ritorno… ma chissà con la voce di chi?

 

Valerie Dore – Lancelot

Di Valerie, come di Vivien, si trovano pezzi ristampati all’interno di qualche compilation; mentre all’estero (e soprattutto in Germania, Olanda e Francia) esiste un “The Best Of” in CD che contiene i tre singoli cantati dalla Carofiglio, anche in versione remix. Ma soprattutto c’è l’album The Legend per intero… e nei Best Of dei Novecento è facile trovare The Night.

Si arriva poi a Den Harrow, che sicuramente nel gruppo è quello che ha avuto più successo dei tre ma sicuramente anche quello che ha avuto più voci: almeno tre e sembrerebbe anche l’unico che adesso canta con la sua di voce!

Ma partiamo dall’inizio: Stefano Zandri alias Manuel Curry alias Den Harrow, nasce artisticamente nel 1983 sotto la direzione nientepopodimeno che di Enrico Ruggeri, che si occupa dei suoi primi singoli per la Discomagic, “To meet me” e “A taste of love”.

Turatto e Chierigati producono e Den Harrow ci mette la faccia (che non è male bisogna dire). Per la voce dei primi due singoli ci pensa tale Chuck Rolando e i pezzi si fanno notare nell’ambiente disco.

Arriviamo al terzo singolo “Mad Desire”, cantato però da Silvio “Siver” Pozzoli: altro vocalist del genere italo-disco che avrà lui stesso un discreto successo da lì a poco con Around My Dreams.

 

Den Harrow – Mad Desire

Eh sì, la macchina Den Harrow si comincia a mettere in moto e a fare capolino anche in classifica.

Nel 1985 finalmente passa alla Baby Records e pubblica “Future Brain” prima, Bad Boy in seguito e alla fine dell’anno Charleston seguito dall’album Overpower, vendendo tantissimo (e stavolta la voce è quella del suo notevolmente più attraente collega Tom Hooker).

 

Den Harrow – Future Brain

Questo fino al 1999 e da allora in poi sembrerebbe che la voce sia proprio la sua.

Den è tornato recentemente alla ribalta con una sconclusionata e discutibile partecipazione all’Isola dei Famosi (?) che gli è però è servita a dargli nuova visibilità e a pubblicare nuovi dischi.

La Baby Records in Italia sostanzialmente non pubblica più; mentre all’estero, specialmente in Germania, continua ad essere attiva e intatti si possono trovare diversi dischi di Den.

Invece per l’Italia, in catalogo ci sono solo “I Den” ed il nuovo “The Legend: 1982-2009″. Quest’ultimo con CD, DVD e calendario dell’ormai culturista Den.

Naturalmente, mentre scrivo quest’articolo, sia nel mio lettore CD che sul piatto, girano i CD e gli LP sopra citati e mi chiedo come all’epoca non se ne siano accorti, anche se per gli addetti ai lavori questi erano i cosiddetti segreti di Pulcinella!

Comunque sia, nonostante il mio tono ironico, sono affezionato a questi lavori e continuo ogni tanto ad ascoltarli con nostalgico trasporto e divertimento.

Satanik

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