Bear Magazine: la rinascita

Bear Magazine: la rinascita

Alcuni di voi, i più grandi ( anagraficamente parlando) e attenti alla community bear mondiale, ricorderanno che alla fine degli anni ottanta esisteva una rivista americana completamente dedicata al mondo bear.
Era il primo esempio di “house-organ” di quella che negli anni successivi sarebbe diventata una delle community gay più attive e interessanti del secolo passato. La comunità bear gay.

Ovviamente stiamo parlando del Bear Magazine, fondato da Richard Bulger e Chris Nelson nel 1984.

Un “giornaletto” pieno di fotografie erotiche (alcune anche volutamente spinte!), di storie erotiche, il cui tema principale era l’uomo rude, sportivo, peloso. Una vera novità nell’abito dell’editoria di quel tempo e sicuramente l’unica fonte di immagini, storie, e informazioni veramente pelose e maschie.

Dopo anni di successo, seguiti da burrascose storie burocratiche e finanziarie, nel 2002 Bear Magazine interrompe bruscamente le pubblicazioni.

Indubbiamente, anche in questo caso l’avvento di internet, secondo me, ci ha messo lo zampino. Ormai, infatti, non è più difficile trovare immagini e testi che riguardano il mondo bear gay internazionale. Basta una semplice ricerca su Google per trovare migliaia di siti che parlano del mondo orso, della comunità ursina. Facilmente si trovano immagini anche pornografiche, di muscolosi orsi o di lontre ammiccanti. Pubblicare una risista di questo tipo potrebbe essere obsoleto ed inutilmente costoso.

Ma internet è sempre il vaso di pandora delle idee, l’araba fenice dei marchi. Ci infili una rivista che muore, e dopo alcuni anni resuscita una nuova rivista più giovane, più veloce, capace di adattarsi alle richieste del pubblico.
Anche per Bear Magazine è stato cosi!

Alcuni mesi fa è comparso il vecchio Logo della rivista, seguito da un primo numero della nuova serie, ma questa volta anche su internet! Mentre è di questi giorni l’uscita del nuovo numero di febbraio.

La vecchia rivista non è quindi scomparsa. Anzi, i nuovi editori, oltre a riproporre il vecchio formato cartaceo, hanno affiancato anche nuove versioni digitali.

Ovviamente non poteva mancare anche il solito sito di e-commerce dedicato oltre che all’acquisto della rivista, anche ai soliti gadget e accessori.

Non solo! Consci delle potenzialità della grande rete, si stanno prodigando in un’opera di recupero e digitalizzazione delle vecchie edizioni perché, come affermano nel loro sito, si possa mantenere la storia della community oltre che della rivista.

Non è quindi solo un intervento di carattere economico: infatti gli editori si sono lanciati anche nel sociale attraverso bear-fund.org.

Raccoglieranno i guadagni delle vendite dei dvd con le vecchie edizioni e li utilizzeranno per uno scopo sociale o quasi. Infatti i soldini raccolti serviranno a finanziare la Bear Education and Archive Research. Un’associazione che si pone come scopo quello di aiutare la comprensione e l’affermazione della comunità ursina all’interno della coltura gay e della società in generale.

Personalmente trovo l’idea di rilanciare Bear Magazine una buona idea!

Quello che mi "perplime" rimane sempre l’accanimento con il quale la nostra comunità è sempre associata alla pornografia, alle immagini erotiche di orsi e cacciatori pelosi.

Credo fortemente che una community sia più di un gruppo di persone che condividono gli stessi gusti sessuali. Una vera community scambia idee e proposte e non solo santini porno!

In questo caso gli editori di Bear Magazine sembra che condividano, almeno in parte, queste idee e si prodighino anche per una più concreta diffusione della cultura bear.

Sempre che una cultura bear esista…!

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