Arcigay… ci fay o ci sey?

Arcigay… ci fay o ci sey?

Torno su un argomento già sfiorato in un post precedente: la tessera Arcigay.

 

Sto cercando di capire, dopo anni di tesseramento, dove sono andati a finire quei soldi che una volta all’anno il solito buttadentro, cassiera o tenutario del caso mi “estorce” con un semplice “E’ scaduta, non entri! altrimenti fanno 15 euro… mettiti lì e aspetta ché c’è gente”.

 

Dal sito dell’Arcigay estraggo le seguenti righe: “Da quando è stata fondata nel 1985, Arcigay lotta per combattere nella società il pregiudizio e la discriminazione verso gli omosessuali. Arcigay si impegna perché siano garantite le pari opportunità e la pari dignità tra gli individui, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. E ancora: “Contro ogni discriminazione, per non permettere a nessuno di decidere della tua vita”.

Per ora sorvoliamo.

 

Torniamo alla tessera arcigay:  costa 15 euro, per averla devi ovviamente CONCEDERE I TUOI DATI PERSONALI. E’ OBBLIGATORIA se vuoi entrare in un locale affiliato, non genera alcun tipo di riduzione sulle consumazioni (almeno non nei locali che ho frequentato in negli ultimi 20 anni). Ma allora a cosa serve?

Ho spulciato, da bravo Freebear, tra le informazioni disponibili su internet, scoprendo quanto segue: la legge italiana prescrive che, per accedere a un circolo ricreativo affiliato a una qualsiasi associazione, occorra una tessera di riconoscimento.

 

Sono quindi andato a vedere che cosa è un circolo ricreativo e, sempre da internet, evinco che i circoli ricreativi "Forniscono attività ricreative, sportive, culturali, turistiche, artistiche, naturalistiche e di promozione sociale in genere per i soci". E ancora "Nel Circolo è possibile aprire anche un bar, una mensa di piccole dimensioni o uno spaccio per la vendita di generi alimentari e di generi vari e in alcuni casi è possibile ottenere il patentini per la rivendita dei tabacchi e dei valori bollati. Tali servizi debbono essere esclusivamente destinati ai soci ed è un modo per disporre di comodità a costi convenienti. Ad esempio le prestazioni non dovrebbero essere soggette all’iva". In parole povere una birra dovrebbe costare il 20% di meno rispetto ad un bar normale.

 

Ovviamente il circolo deve comunque rispettare tutte le norme e regole che valgono per qualsiasi attività (ASL, 626, ecc).

 

Da bravo informatico ho inserito nel software di analisi (leggi cervello che madre natura mi ha gentilmente donato) le parole: no discriminazione / permettere di decidere / libertà / diritti e le ho associate a:  tessera arcigay / dati personali / obbligatoria. Risultato? Una schermata blu! Il vecchio guru meditation di amiga! Impossibile confrontare i dati! Errore nella sintesi logica.

 

Se poi, dopo aver riavviato il sistema, (vado a bere un tè) ci riprovo e confronto: circolo culturale / costi convenienti / locali gay / discoteche/ (e esagerando ci infilo dentro anche) cruising il risultato è sempre lo stesso! Ti stanno prendendo per il culo!

 

Si, questa è la verità: dietro al tesseramento Arcigay si sono intrufolati volgari sistemi di elusione delle tasse, riciclate vecchie discoteche in disuso che hanno trovato uno spiraglio di luce prima dell’inevitabile trasformazione, nella migliore delle ipotesi, in tristi discount alimentari; il tutto in nome di diritti che comunque la maggior parte delle volte ci vengono negati (se va bene).

 

Viviamo in un paese in cui un parlamentare su dieci è inquisito, dove un tedesco vestito da Drag Queen detta regole di moralità a tutto il mondo e dove se sei gay e vuoi incontrare gente come te, o semplicemente bere una birra tra amici, sei costretto a pagare un pizzo di 15 "euri".

 

Se poi sei un simpatizzante, hai fatto la tessera per entrare con il tuo amico gay in birreria e disgraziatamente ti ammazzano di botte in una via di Milano, la prima cosa che i media riferiscono è che in tasca avevi la tessera dell’Arcigay e che quindi si tratta sicuramente di un caso di omofobia da archiviare fra i tanti. Sentite condoglianze, anche se in ritardo, alla famiglia Oldani.

 

Per finire, tornando al "Dove vanno a finire i miei 15 euro?", la risposta è: in mezzo ai duemilioniquattrocentomila euro che ogni anno Arcigay incassa.

 

Rammaricato

 

Pizzicaluna

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